JOHN GWYNNE.
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RUIN.
LA LANCIA DI SKALD.
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Parte 2.
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Titolo originale: Ruin. 2015.
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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15. Coralen.
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Coralen sollev lo sguardo quando Craf scese a spirale verso di lei, poi fece arrestare il cavallo e attese il corvo, girandosi sulla sella per controllare come procedeva il grosso della compagnia, che stava emergendo dalla foresta per addentrarsi sui pendii montani, le singole figure piccole come formiche da quella distanza.
Villaggio gracchi il corvo, quando fu pi vicino, appollaiandosi sul pomo della sella.
Dove? chiese Coralen.
Pi avanti. Sulla strada.
Tipico. Aveva sempre saputo che inevitabilmente presto o tardi avrebbero incontrato altre persone, ma aveva sperato che avrebbero evitato di essere notati un po' pi a lungo di cos. Per due notti avevano viaggiato attraverso le montagne, ed erano entrati in Narvon appena il giorno precedente.
Enkara e Tempesta si avvicinarono; anche quando erano rilassate, entrambe emanavano un senso di minaccia. Coralen sorrise, persa per un momento in riflessioni sulla stranezza delle persone a cui si accompagnava. Il mondo  cambiato in maniera incommensurabile da quando ho seguito le tracce di una mezza dozzina di giganti Benothi fra le montagne che separano Domhain e Cambren. Era stato allora che aveva incontrato per la prima volta Corban e la sua compagnia.
Cosa c'? domand Enkara nell'avvicinarsi. Era uno dei Jehar di Tukul, una dei Cento che erano partiti in cerca dell'Astro Splendente quasi vent'anni prima. Coralen nutriva un salutare rispetto nei confronti di tutti i Jehar, perch la loro abilit di guerrieri e la loro dedizione erano quasi inumane, ed era inoltre colpita dal fatto che le donne presenti nelle loro file fossero spesso abili quanto gli uomini. Enkara per era diventata per lei qualcosa di pi: il loro mutuo rispetto si era sviluppato fino a generare un'esitante amicizia.
Un villaggio, non molto lontano rispose Coralen. Nel guardare davanti a s distinse vaghe colonne di fumo. Sono i fuochi da cucina.
Possiamo aggirarlo? riflett Enkara.
Se fossimo solo una ventina, s, allora potremmo aggirarlo. Ma trecento... Coralen scosse il capo. Non ha senso farlo. Dovremmo deviare di alcune leghe dal nostro percorso per non essere visti, e questo  solo il primo di molti villaggi in cui ci imbatteremo.
Quindi ci limiteremo ad attraversarlo?
S. In fretta.
Enkara ci pens su per un momento, poi sorrise. Mi piace.
Il resto degli esploratori le raggiunse.
Adesso che si fa? volle sapere Dath, che sedeva in sella sicuro e rilassato. Cominciava a perdere quella tensione nervosa che era parsa avvilupparlo di continuo, come una nebbia. Ha scoperto qualcosa in cui  bravo.  fatto per essere un guardacaccia, sa seguire le tracce, esplorare, e ha un occhio notevole per i dettagli. Inoltre, tira con l'arco meglio di me o di chiunque altro abbia mai conosciuto.
Coralen diede i suoi ordini, dividendo il gruppo. Enkara e altri due sarebbero tornati indietro per avvertire Corban e la banda di guerra, mentre gli altri sarebbero andati con lei in esplorazione del villaggio. Impartire ordini le faceva ancora uno strano effetto. Per la maggior parte della sua vita aveva cavalcato con duri combattenti, con Rath e i suoi ammazzagiganti, ma erano circa una ventina, e lei era cresciuta in mezzo a loro. E non aveva mai avuto il comando. Adesso era responsabile di trecento vite, e stava prendendo decisioni che per tutti loro potevano significare la differenza fra la vita e la morte.
Se  strano per me, come si deve sentire Corban nel ritrovarsi a capo di questa banda di guerra, con i Jehar, i giganti Benothi e uno dei Ben-Elim che guardano a lui con ammirazione?
Io cosa faccio? gracchi Craf.
Resta con me rispose Coralen, poi fece schioccare la lingua e spron il cavallo al piccolo galoppo.
Coralen era sdraiata a terra, nascosta fra erica e ginestroni, intenta a studiare il villaggio che aveva davanti. Aveva fatto fare a Dath e a una dozzina di Jehar un ampio giro intorno all'abitato, avvicinandosi da sud attraverso un tratto di terreno boscoso, e lasciando la maggior parte del gruppo nascosto fra gli alberi mentre lei e Dath avanzavano strisciando per dare un'occhiata pi approfondita da vicino. Li accompagnava Kulla, una giovane guerriera Jehar che pareva sempre essere nelle vicinanze di Dath; quanto a Coralen, si limitava a ignorarla.
Il piccolo villaggio si allargava lungo la riva del fiume ed era formato da quaranta o cinquanta costruzioni di pietra grezza, con i tetti di zolle, pi una grande casa comune rotonda al centro. Le donne erano a lavare i panni nell'acqua bassa sulla riva del fiume, con i bambini che giocavano l vicino sotto il loro occhio attento. Gli uomini lavoravano nei campi di grano e segale che si stendevano verso ovest, mentre a est Coralen poteva vedere sparsa sui pendii della vallata una mandria di capre i cui belati arrivavano flebili portati dal vento.
Mentre osservava le donne intente al loro lavoro, vide una bambina di circa sei o sette estati avvicinarsi di soppiatto a una di loro e schizzarle d'acqua la schiena per poi correre via in un'esplosione di risatine e di spruzzi. L'acqua doveva essere ghiacciata, dato che scendeva dalle montagne, ma la donna non si gir e continu a sfregare il bucato contro un masso. Qualche tempo dopo, la bambina torn ad avvicinarsi con una furtivit esagerata, ma appena prima che immergesse nell'acqua le mani chiuse a coppa, la donna si gir e scatt al suo inseguimento, sollevandola da terra per poi baciarla ripetutamente. Coralen le sent ridere entrambe.
Nel guardare la scena, sent una tensione montarle nel petto, poi inorrid nell'avvertire le lacrime che le salivano agli occhi. Non riesco a ricordare un solo momento del genere con mia madre in tutta la mia vita. Non sono mai stata la figlia che voleva. Sbatt le palpebre, facendo rotolare lungo la guancia una grossa lacrima, e tir su con il naso.
Stai bene? chiese Dath, accanto a lei.
Benissimo scatt lei, asciugandosi la faccia. Ho un moscerino in un occhio. Si sofferm ancora per un momento, poi torn strisciando al proprio cavallo e mont in sella, seguita da Dath e da Kulla.
Dove vai?
Al villaggio. Il piano originale era stato di mantenere le loro posizioni finch non fossero sopraggiunti Corban e la banda di guerra, e di accertarsi che nessuno lasciasse il villaggio diretto a sud nel tentativo di spargere la notizia del loro arrivo. All'improvviso, per, la paura e il panico che la gente del villaggio avrebbe provato erano diventate cose che voleva cercare di evitare.
Perch? insistette Dath.  pericoloso.
Voi dovreste rimanere qui disse soltanto Coralen, nell'avviare il cavallo verso il villaggio. Dath la raggiunse.
Sei pazza, ma Corban e Farrell mi leverebbero la pelle se ti lasciassi entrare in quel villaggio da sola.
Bisogna evitare di contrariare il Seren Disglair dichiar Kulla con un'espressione inorridita che le affiorava sul volto. A ogni costo.
Dath inarc un sopracciglio, e Coralen si corrucci. So badare a me stessa scatt.
Questo lo so, per io vengo lo stesso con te ribatt Dath, scrollando le spalle.
Noi lo corresse Kulla.
Accomodatevi.
Si addentrarono nel villaggio, fra cani che abbaiavano, bambini che gridavano e adulti che si radunavano intorno a loro, provenienti dai campi circostanti. Coralen not che nel vederla parecchi abbozzavano un gesto di protezione, cosa che la indusse ad accigliarsi di nuovo. Era chiaro che gli stranieri non erano i benvenuti, e in quei tempi tormentati non faticava a comprenderne il motivo. Se hanno paura di me, chiss cosa succeder quando vedranno Corban e la sua banda di guerra di giganti e wolven. Nel tirare le redini, vide il guanto con gli artigli che portava al braccio sinistro, e si rese conto di avere indosso anche la pelliccia di wolven, con la testa drappeggiata di traverso sulle spalle, le fauci aperte e le zanne snudate.
Forse hanno motivo di temermi.
Un uomo si stacc dalla folla che li circondava e venne avanti. Dath e Kulla si guardarono intorno cauti, pronti ad affrontare eventuali problemi.
Salve disse l'uomo. Scusate il misero benvenuto, ma gli stranieri sono rari, tanto a nord. Nonostante il tono cortese, stringeva fra le mani una lancia da cinghiali dall'asta spessa; Coralen not con disapprovazione che la punta era arrugginita. Altri uomini vennero avanti, i pi armati di asce da taglialegna; uno portava al fianco una spada alquanto malridotta. Poi Coralen vide la madre e la bambina che aveva osservato vicino al fiume stringersi una all'altra, e ricord quale fosse stato il suo intento.
State per vederne molti di pi afferm. Vengo ad avvertirvi che una banda di guerra si avvicina da nord e sar presto qui.
Dalla folla si levarono sussulti e un accenno di panico, anche se alcuni volti rimasero scettici. Ci fu una pioggia di domande, con le voci che salivano di tono.
Non c' nulla da temere, sono pacifici e sono soltanto diretti al sud. Non si fermeranno qui e non vi attaccheranno. Non vogliono niente da voi. La cosa migliore da fare  che andiate in casa e vi chiudiate dentro.
Coralen vide dubbio, incredulit e paura diffondersi fra la folla.
Pacifici! Da quando in qua una banda di guerra  pacifica? grid qualcuno.
Quello che intendo  che non vogliono farvi alcun male chiar Coralen, che cominciava a perdere la pazienza.
Tu chi sei? grid l'uomo che per primo le aveva rivolto la parola. Lungo i margini della folla, alcune persone cominciarono ad allontanarsi. Un gruppo si avvi in fretta verso est e i pendii alberati della valle. Altri cercarono di aggirare Coralen per andare a sud, ma lei gir il cavallo in modo da bloccare la strada.
Le cose non stanno andando bene sussurr Dath a Kulla, il che non contribu certo a calmare Coralen.
Andate dove volete, tranne che a sud disse. Poi si sollev sulla sella e ribad: Nessuno pu andare a sud.
Vogliono massacrarci tutti! url qualcuno, e varie mani si protesero ad afferrarle le briglie. Lei le allontan bruscamente, poi serr i pugni con un movimento che fece tintinnare gli artigli da wolven e afferr l'elsa della spada. Altre persone si lanciarono verso di lei.
Dath mand una freccia a piantarsi nel terreno ai piedi del portavoce del villaggio, e Kulla estrasse la spada.
State indietro o morirete avvert, con voce piatta e fredda.
Sono riuscita a portarmi dietro qualcuno meno portato di me alla diplomazia.
Il prossimo che allunga la mano su di lei ricever una freccia in un occhio aggiunse Dath, con voce alta e nitida.
Le cose non stanno andando come avevo pianificato.
Gli uomini, all'incirca una ventina, erano raccolti in semicerchio intorno a lei, Dath e Kulla, in equilibrio precario sull'orlo di un'esplosione di violenza.
Ci fu un momento di assoluto silenzio, poi un altro suono and crescendo di intensit, una sorta di tuono lontano. Guardando verso nord, Coralen vide alcune figure apparire all'imboccatura della valle, e altre che si riversavano fuori dagli alberi. Guerrieri a cavallo, affiancati da giganti che divoravano il terreno con le lunghe gambe. Davanti a tutti correvano un cane da caccia e un wolven.
Corban.
Sono arrivati. Andate nelle vostre case grid Coralen. Improvvisamente, la folla prese a muoversi in tutte le direzioni. I pi si diressero verso il villaggio, altri fuggirono verso est e ovest. Una manciata l'aggir per puntare a sud.
I miei esploratori li ricacceranno indietro.
Coralen si chin in avanti sulla sella per rassicurare la donna del fiume, che era ancora ferma a chiedersi cosa fare, con la figlia stretta fra le braccia.
Fidati di me le disse. Vai a chiuderti in casa. Non ti succeder niente di male.
La donna la scrut, palesemente combattuta fra l'impulso di fuggire e quello di combattere; quanto alla bambina, si limit a fissarla con grandi occhi castani.
Far come dici. La donna si allontan con passo spedito e scomparve nel villaggio.
Ben presto la banda di guerra di Corban li raggiunse. Un centinaio di guerrieri Jehar aggir il villaggio verso ovest, galoppando attraverso i campi di grano e segala, mentre il resto prosegu la marcia lungo il centro della vallata e dell'insediamento. Affiancato da Meical e da Farrell, Corban entr nel villaggio silenzioso con un ampio sorriso sul volto e salut con un cenno il gruppo di Coralen.
Come stai, ragazzina? chiese Farrell, strizzandole l'occhio.
Abbastanza bene, e non mi chiamare ragazzina. Te l'ho gi detto in passato.
Scusami...  l'abitudine. Farrell sussult e port una mano all'inguine con fare protettivo. Dath ridacchi.
Tutto a posto? domand Corban, accigliandosi, mentre Coralen affiancava il cavallo al suo,
S. Stavo solo cercando di evitare il panico di massa.
Corban si guard intorno. Il villaggio appariva quasi deserto, anche se qua e l era possibile vedere una faccia sbirciare da dietro le imposte chiuse delle finestre.
Pare che tu ci sia riuscita.
Non  stato facile interloqu Dath. Non credo siano abituati a vedere anche solo una o due facce nuove, quass. La vista di voialtri che vi avvicinavate...
Com' la strada, pi avanti? si inform Meical.
Ho mandato Craf e i Jehar in esplorazione. Non ho ancora avuto notizie, quindi deve essere tutto sgombro. Aspetter che tutti abbiano attraversato il villaggio, poi andr a raggiungerli.
Qualcosa ti turba? lo interrog Corban.
No, voglio solo essere certa che non succeda niente di male.
Non abbiamo niente contro questa gente.
Lo so, ma la paura pu spingere ad atti inconsulti.
Questo  vero. Hai fatto bene.
Coralen sent un accenno di sorriso incurvarle la bocca, e questo la irrit con s stessa. Non sono una bambina che arrossisce per una lode.
Ci vediamo pi tardi borbott, spostandosi sul lato della strada, con Dath e Kulla che la imitavano in silenzio. Insieme, guardarono la banda di guerra passare oltre, trecento Jehar guidati da Gar e da Tukul, un gruppo di giganti con al centro Balur che brandiva l'ascia nera, Brina e Cywen che cavalcavano immerse in una fitta conversazione. Il corvo imperiale, Fech, era appollaiato sulla sella di Brina, con la testa che dondolava e il becco che si apriva e chiudeva, come se stesse prendendo parte alla discussione in corso.
Craf non sar contento che Fech si faccia portare a spasso mentre lui  a lavorare per guadagnarsi la cena.
Tu dovresti essere i nostri occhi alla retroguardia grid Coralen, rivolta al volatile.
Fech mi sta istruendo la inform Brina.
Gli ultimi membri della banda di guerra passarono oltre, con lo Jehar Akar e una ventina dei suoi guerrieri che cavalcavano in fondo. Coralen attese per un momento, poi si avvi per seguirli.
Lasciato l'insediamento, raggiunse la linea degli alberi e l si sofferm a guardare verso il villaggio sulla riva del fiume. Un accenno di movimento attrasse il suo sguardo verso l'alto, dove individu un uccello. Per un momento pens che fosse Fech. Poi per vide il volatile librarsi come un rapace prima di scendere in picchiata verso il pascolo, dove afferr qualcosa con gli artigli. Coralen sent un debole squittio, vide uno spruzzo di sangue, poi il falco atterr e cominci a lacerare la carne con il becco.
Nel villaggio, un gruppetto di persone era emerso dalle case. Una delle figure sollev una mano per salutare Coralen; si trattava della donna che era stata in riva al fiume. Lei ricambi il gesto con un sorriso, poi si addentr nel bosco.
Erano trascorse due notti da quando Coralen si era lasciata alle spalle il villaggio, e la banda di guerra era penetrata sempre pi in Narvon. Il territorio era simile a quello di Domhain settentrionale dove lei aveva passato la maggior parte della sua vita: leghe di brughiera ondulata e di rocce nere che lasciavano a poco a poco il posto a vallate pi verdi, con l'orizzonte meridionale rivestito di foreste scure e di fiumi tortuosi. Tempesta le correva accanto, e il resto degli esploratori era allargato a ventaglio su entrambi i suoi lati in modo da coprire circa una lega di terreno.
Domhain. Casa. Avvert un senso di colpa al pensiero della sua terra natale, delle sue bande di guerra annientate, di suo padre, re Eremon, assassinato. E adesso Rhin sedeva sul suo trono. E Conall  il suo re fantoccio. Il pensiero del suo fratellastro che regnava su Domhain le sarebbe apparso ridicolo se non lo avesse visto a Dun Vaner, se non avesse guardato nei suoi occhi e letto in essi la rabbia e la sofferenza che ne emanavano. Cosa ti  successo?
E che ne  stato di Rath e di Baird, e dei Degad? Rath l'aveva praticamente allevata. Fech aveva detto loro della morte di Eremon e della caduta di Domhain, e periodicamente il senso di colpa riaffiorava a tormentarla. Avrei dovuto essere l a combattere accanto a Rath.
E cosa avrei ottenuto con questo? Di morire anch'io? Era stato Rath a mandarla via da Domhain, a ordinarle di guidare Corban nel Nord attraverso le montagne, ma a lei quell'ordine non era mai andato a genio. Questo le gener un rinnovato e pi intenso senso di colpa. In qualche modo, per, quel sentimento finiva sempre per svanire, sopraffatto da un'emozione del tutto diversa: cavalcare con questa banda di guerra le dava una sensazione davvero inconsueta, come se avesse trascorso con loro tutta la vita.
E poi c'era Corban. Mentre cavalcava da sola, i suoi pensieri tendevano sempre pi spesso ad accentrarsi su di lui.  solo la preoccupazione per un amico, a causa delle scelte che  costretto a fare, si disse, cercando di persuadersi che fosse vero.
Un battito d'ali proveniente dall'alto attrasse la sua attenzione, poi Craf scese in picchiata dal cielo grigio ardesia, strepitando con aria sconvolta.
Banda di guerra, banda di guerra, banda di guerra stridette nel posarsi sul pomo della sella.
Dove? chiese Coralen.
Pi avanti.
Quanti sono?
Una foresta di lance e spade gracchi cupo il corvo.

16. Corban.

Corban stava strisciando sull'erba spugnosa, in mezzo alle felci e all'erica rossa, con gli stivali di Coralen subito davanti a lui, mentre Gar e Meical lo seguivano da presso. Dopo una rapida discussione con Meical riguardo all'avvistamento della banda di guerra da parte di Craf, Corban aveva fatto arrestare la colonna per poter dare di persona un'occhiata a ci a cui si trovavano di fronte.
Laggi. Coralen indic in fondo a un lungo pendio, dove il terreno si faceva pianeggiate. Per primi, Corban scorse gli esploratori, una ventina di cavalieri che procedevano affiancati su per il pendio con andatura costante. Circa mezza lega pi indietro rispetto a loro, una banda di guerra stava emergendo dalla foresta, arrestandosi sulla riva di un ampio torrente per riempire le borracce e le botti d'acqua. Il ramo spezzato di Cambren, incorniciato in nero e oro, spiccava su tutti gli stendardi.
Lo stemma di Rhin borbott Corban.
Chi altri, se no? replic Meical. Ha sconfitto ogni altro regno nel raggio di un centinaio di leghe.
Sono almeno trecento spade sussurr Gar portandosi al fianco di Corban. Altri guerrieri continuavano a sbucare dagli alberi in un flusso costante, e le prime file stavano gi percorrendo il ponte di pietra che attraversava il corso d'acqua. Da quella distanza, la banda di guerra appariva come una foresta di cuoio e ferro in lento movimento. Poi una fila di carri entr nel campo visivo, trainati da auroch irsuti che muggivano nel risalire il pendio. Senza fermarsi, oltrepassarono il ponte e proseguirono lungo la larga strada dei giganti.
Cosa faremo?
Un conto era guidare trecento guerrieri attraverso un territorio remoto e piccoli villaggi i cui abitanti fuggivano o si nascondevano, ma era tutt'altra cosa marciare verso un nemico che probabilmente godeva di superiorit numerica. Loro per non sono guerrieri Jehar o giganti Benothi, sussurr una voce nella sua mente. Se li affrontassimo, vinceremmo.
E quanti di coloro che mi seguono morirebbero?
Gar gli batt un colpetto sulla spalla e gli segnal che dovevano indietreggiare.
Strisciarono via, rialzandosi in piedi una volta che la cresta dell'altura li nascose alla vista, e rimontarono a cavallo in silenzio.
Craf, tienili d'occhio ordin Corban al corvo.
Lavoro, lavoro, lavoro borbott Craf, mentre spiccava il volo.
Corban si guard intorno e scopr che Meical, Gar e Coralen lo fissavano.
Cosa farai? gli chiese Meical.
Non lo so. Combattere? Fuggire?
La paura gli gravava nello stomaco come una pietra pesante. Non era paura di combattere o perfino di morire lui stesso, perch ormai aveva preso parte a un certo numero di battaglie, e anche se era un elemento sempre presente, sapeva di riuscire a controllarlo. Inoltre, di recente aveva visto cose molto pi terrificanti, non ultimi i demoni Kadoshim che si incarnavano e gli orrori che avevano inflitto.
Di cosa ho paura?
Diede di sprone a Scudo e si allontan per tornare verso la banda di guerra, e gli altri lo seguirono in silenzio.
Sto tornando dalla banda di guerra. La mia banda di guerra.
Fu allora che comprese. Un conto era scegliere di impegnare lui stesso battaglia. Se poi altri decidevano di imitarlo, ecco, questo gli causava una certa preoccupazione, ma in fin dei conti era una loro decisione. Questa volta, per, aveva condotto lui questa gente qui, fino a questo punto. Aveva scelto lui la loro strada. Si era aspettato una certa resistenza, di incontrare il nemico, ma non cos presto, e nella sua mente la resistenza consisteva soltanto in scontri minori lungo la strada. Una parte di lui aveva sperato che sarebbero riusciti a evitare qualsiasi conflitto su vasta scala almeno finch non avessero raggiunto il confine con Ardan, e di certo non si era aspettato di trovarsi tanto presto davanti a una banda di guerra di Rhin, soprattutto non laddove l'esito dello scontro era cos incerto.
Ho paura che delle persone muoiano a causa delle mie decisioni, dei miei errori.
Gar gli si affianc.
Stai bene, Ban?
No. La banda di guerra entr nel loro campo visivo, sparsa lungo il pendio. Corban si guard intorno: erano circondati dalla brughiera ondulata. Se dovremo combattere, questo terreno non va bene,  troppo aperto per affrontare con un nemico pi numeroso. Il sole ardeva dietro una fitta coltre di nuvole.  l'altosole. La giornata  ancora lunga. Ho bisogno di tempo per riflettere.
Volti preoccupati lo fissavano: uomini, donne, giganti. Pare che tutti mi osservino di continuo.
Trasse un profondo respiro. Preparatevi a muovervi grid. Invertiamo la marcia.
Cavalcarono veloci, tornando sui loro passi con Corban alla testa della colonna. Craf era tornato, riferendo che la banda di guerra era diretta a nord, dritta verso di loro.
Mand indietro Coralen e una manciata di Jehar perch osservassero il nemico. Tempesta si allontan correndo accanto a lei, perch Craf si era accasciato sulla sella di Brina, esausto, e non era disposto a volare anche solo per un'altra spanna.
Corban aveva chiesto a Fech di andare in esplorazione per loro, ma il corvo imperiale aveva rifiutato, cosa che lo aveva irritato. Eccomi qui, l'avatar prescelto da Elyon, l'Astro Splendente, a cui perfino il sommo capitano dei Ben-Elim d ascolto, e un vecchio corvo rognoso rifiuta di obbedirmi. A quanto pareva, Fech stava spiegando a Brina qualcosa di vitale importanza, tanto che per una volta lei non si impose al volatile ma rimase seduta in silenzio, limitandosi ad annuire, con in mano il libro di cui si era servita quando impartiva a Corban le sue lezioni, ora aperto di traverso sulla sella.
Corban fiss il volume. Il libro dei giganti di Dun Carreg, pieno delle loro storie e del loro sapere. E della loro magia. Brina gli avrebbe assestato uno scappellotto se lo avesse sentito chiamarlo cos, ma erano quelli i termini in cui lui pensava al volume. Ricordava come Vonn avesse confessato di averlo rubato a suo padre Evnis, e come Brina e Heb gli avessero dispensato insegnamenti attinti da esso. Quando  stata l'ultima volta che ho pensato a quel libro? O a Brina? L'ho semplicemente abbandonata. Almeno, Cywen era con lei. In effetti, pareva passare quasi ogni ora di veglia al fianco della guaritrice. Devo vedere pi spesso anche Cywen. Ho percorso centinaia di leghe per trovarla, e adesso che l'ho fatto ci scambiamo a stento due parole.
Sospir. Pareva che essere l'Astro Splendente significasse fare una quantit di sacrifici. Benissimo, fai come vuoi disse a Fech. Per non dimenticher la tua disponibilit a renderti utile.
Il sarcasmo non aiuta stridette Fech.
Di solito la corruzione s osserv Cywen, e si protese sulla sella per sussurrare qualcosa al fratello.
Corban ci riflett sopra. Fech, la prossima volta che Tempesta catturer qualche preda, avrai i pezzi pi viscidi tutti per te.
Fech lo fiss inclinando la testa. D'accordo. Volo presto gracchi.
Bene ribatt Corban, e spron il cavallo, irritato con Fech e desiderando soltanto rimanere solo per qualche momento senza che ci fosse una decisione da prendere o necessit a cui provvedere. Oltrepass le prime file della colonna, dove cavalcavano Meical, Tukul e Gar, con Balur e sua figlia Ethlinn che camminavano accanto a loro. In risposta a un suo schioccare la lingua, Scudo allung il passo, portandosi pi avanti su un tratto di terreno scoperto. Corban si chin in avanti per accarezzare il collo del cavallo, che sbuff di piacere.
Mi sei mancato, ragazzo.
Si guard alle spalle, in direzione della banda di guerra che si snodava dietro di lui, la mole dei giganti che si mescolava ai volti cupi e decisi dei Jehar. Come sono finito qui? A guidare una banda di guerra ed essere salutato come il campione di Elyon? Io non sono il campione di niente, e perch mai Elyon, il creatore del tutto, avrebbe scelto proprio me? Non ha senso.
E tuttavia sapeva che si trattava di qualcosa di pi della folle illusione di una manciata di guerrieri fanatici. Meical era uno dei Ben-Elim. Corban lo aveva visto nell'Oltremondo, trasformato, con ali bianche e occhi fiammeggianti, ma pur sempre, inequivocabilmente, Meical. Pi di questo, aveva visto Asroth, gli aveva parlato. Asroth non aveva avuto il minimo dubbio che lui fosse il prescelto di Elyon ed era stato pronto a strappargli il cuore. Il ricordo gli suscit un brivido che era una vaga eco del terrore che lo aveva pervaso.
Asroth mi vuole morto.
Risuon un martellare di zoccoli, e girandosi vide Meical spronare il cavallo per raggiungerlo; Gar e Tukul erano con lui, e Balur correva al loro fianco.
Corban sospir e rallent il passo per lasciarsi raggiungere.
Ci siamo.
Cosa stiamo facendo? chiese Meical.
Ci stiamo prendendo spazio... e tempo. Non voglio scagliare noi tutti in battaglia senza aver riflettuto.
Il tempo  una cosa che non abbiamo ribatt Meical. Asroth si sta muovendo. Ha pianificato questa guerra per centinaia di anni e adesso  pronto a colpire. Non abbiamo il tempo di andare avanti e indietro in questo modo. Ci devi guidare.
 quello che sto cercando di fare.
No, stai esitando, sei indeciso, e questo non approder a nulla.
Corban avvert un impeto d'ira in reazione alle parole di Meical, soprattutto perch sapeva che erano vere. Il suo sguardo si spost rapido sugli altri, che lo osservavano attentamente.
Dovremmo invertire la direzione di marcia e combattere. Passare attraverso la banda di guerra di Rhin aggiunse Meical.
E quanti dei nostri morirebbero? Non  una decisione che prenderei alla leggera.
S, certo, ma le decisioni devono essere prese, e hanno tutte le loro conseguenze. Hai deciso di puntare a sud, il che significa passare attraverso il cuore del territorio nemico. Significa spargimenti di sangue.
 questo che mi preoccupa borbott Corban. Il tuo sangue? Il loro sangue? Indic le poche centinaia dei suoi seguaci.
Meical sospir. Corban, questa  la Guerra degli Di.  inevitabile che siano versati oceani di sangue prima che sia finita. La cosa che conta  la sconfitta di Asroth, quindi... s, sono pronto a veder versato il mio sangue, il tuo, e quello di tutti coloro che cavalcano con noi, pur di conseguire quello scopo.  la sola cosa che conta.
Corban ci riflett sopra per qualche tempo, guardando i volti di coloro che lo avrebbero seguito ciecamente in battaglia e oltre... nella morte... se lo avesse richiesto.
Ti sbagli disse alla fine. In tutto questo c' pi della vittoria o della sconfitta. Non getter via delle vite. Hanno un valore. Il cuore mi si  spezzato quando mio padre  stato ucciso, e di nuovo a Murias, quando mia madre mi  morta fra le braccia. Fece una pausa, impose al tremore di abbandonargli la voce. E si  spezzato per ogni amico che  morto nel tempo intercorso. Tuttavia, io non sono che un singolo uomo, circondato da centinaia di altri che hanno a loro volta parenti e persone care. Balur, chi ti  caro qui? Per chi daresti la vita pur di salvare la sua?
Il gigante parve sorpreso, poi aggrott il volto gi segnato, trasformandolo in un panorama di profonde vallate. Ethlinn, mia figlia tuon.
E tu, Tukul? Per chi saresti pronto a dare la vita?
Per te rispose senza esitazione Tukul, poi scroll le spalle. Per ogni anima qui presente. Il suo sguardo si appunt su Gar. Soprattutto, per mio figlio.
Un gentile sorriso incurv le labbra di Gar.
Ognuno di noi ha persone care, cuori che piangerebbero la sua morte. Combattiamo per una causa, e contro una grande malvagit, ma io combatto anche per salvare coloro che amo, quindi non getter via inutilmente la loro vita.
Sono sentimenti ammirevoli comment Meical, anche se appariva pi che altro confuso. Nondimeno, in questo caso i tuoi sentimenti ritardano l'azione, e questo avr un risultato peggiore... Probabilmente, alla fine ci far morire tutti, e Asroth regner sulle Terre dell'Esilio. Sei il nostro capo. Guidaci.
Corban si accigli. Meical scosse il capo con aria disperata e torn verso la colonna con Balur e Tukul, lasciando Corban con la mente in subbuglio. Dopo un po', lui guard verso Gar.
Non so cosa fare, Gar ammise. Ho paura. ricord di aver fatto una simile ammissione con Gar su un prato sotto le mura di Dun Carreg, parlando della sua paura di fronte alla prepotenza di Rafe. Quel pensiero quasi gli strapp una risata. Sembra che sia passata una vita intera, e tuttavia eccomi qui, ancora spaventato. Sono solo spaventato da qualcosa d'altro, ecco tutto.
Tutti gli uomini hanno paura osserv Gar.
Me lo hai gi detto in passato.
Lo so. Ci che conta  quello che facciamo.
Gar gli sorrise.
Questo  diverso continu Corban. Non mi spaventa quello che pu succedere a me. Mi spaventa provocare la morte di altre persone.
La paura  paura. Gar scroll le spalle. Se glielo permetterai, ti paralizzer. Ti congeler fino a schiacciarti.
Al mio posto, tu cosa faresti?
Combatterei. Non abbiamo scelta. Se cercheremo di aggirarli troveranno le nostre tracce e ci daranno la caccia attraverso tutto Narvon. Presto o tardi incontreremo qualcun altro che vuole combattere, e quando questo succeder, non vorrai avere altri trecento uomini con le spade puntate contro la nostra schiena.
Continuarono a cavalcare, mentre il sole tramontava e le montagne che segnavano il confine con il Benoth incombevano sempre pi vicine. Quando ormai il sole si stava fondendo con l'orizzonte, si imbatterono in un tratto di fitta foresta, con a est un rapido fiume e a ovest una collina rivestita di pini e abeti. Un'idea cominci a prendere forma nella mente di Corban. Fiss il bosco, ricordando che lo avevano gi attraversato: era profondo poche leghe, e al di l di esso c'era il villaggio per cui erano passati. Non posso condurre la banda di guerra di Rhin fino a quel villaggio. Fece fermare Scudo e sollev una mano, inducendo il proprio gruppo ad arrestarsi progressivamente alle sue spalle.
Meical ha ragione. Non posso guidare questa banda di guerra di qua e di l per tutte le Terre dell'Esilio. E comunque  una banda di guerra, e le bande di guerra sono fatte per la battaglia. Presto o tardi dovremo combattere.
Si gir e si sollev sulle staffe, fissando a lungo, intensamente, il terreno circostante.
Ci accamperemo qui annunci. Questo  il luogo dove domani affronteremo e annienteremo la banda di guerra di Rhin.

17. Uthas.

Uthas si sofferm a guardare davanti a s. La giornata volgeva al termine e il sole cominciava a sprofondare dietro le colline, a ovest. Le pareti montuose che avevano gettato nell'ombra il passo attraversato, l si trasformavano in pi dolci pendii coperti di pini, accanto ai quali un fiume coperto di spuma bianca scavava una vallata che appena una lega pi avanti si allargava nei verdi pascoli di una pianura alluvionale.
Narvon disse Calidus, accanto a lui.
S. Un tempo era parte del Benoth, come lo erano tutti i regni occidentali.
Ripresero la marcia. Nathair li precedeva in sella al suo massiccio draig, che sparpagliava sassi e ghiaia a ogni passo, facendo cadere le pigne dagli alberi tremanti. Alcyon marciava accanto a Nathair, con una manciata di Kadoshim sparsi intorno a loro, e Calidus cavalcava subito dietro di loro. Il suo sguardo non si allontanava mai per molto da Nathair.
Non si fida ancora di lui. Nathair non aveva dato nessun segno di ribellione, ogni giorno aveva cavalcato perlopi in silenzio, e qualsiasi conversazione a cui aveva preso parte era stata di solito con Alcyon. Sar il tempo a giudicare. Presto lui sar chiamato ad agire sulla base del suo nuovo giuramento.
I Kadoshim e i Benothi erano sparsi alle loro spalle, oltre mille uomini e donne che impiegavano la loro grande forza per trainare i carri. Valicare i passi montani era stato difficile, con i Kadoshim che si erano dovuti ammassare intorno a ciascuna ruota del carro, facendo forza su di esse per spingerlo lungo l'antica strada dissestata e attraverso alti banchi di neve accumulata dal vento. Per ce l'avevano fatta, e adesso stavano procedendo in discesa, con la strada che si faceva pi ampia e liscia a ogni lega.
Un tempo ero un signore del Benoth occidentale, e governavo da Dun Taras per conto di Nemain disse Uthas.
Quanto tempo fa?
Seicento anni, luna pi o luna meno.
Una sensazione formicolante al collo indusse Uthas a girarsi, e scopr che Calidus lo stava fissando.
Hai bevuto dalla coppa. Non era una domanda.
S ammise Uthas, abbassando lo sguardo. Non voleva parlare della coppa di pietrastella.
Sai che mi servono i Tesori. Sono di vitale importanza per i nostri piani.
Lo so. Uthas si torment i lunghi baffi bianchi, com'era sua abitudine fare quando era turbato o nervoso.
Sai qualcosa che mi potrebbe aiutare?
Ormai  troppo tardi per tirarmi indietro.
So qualcosa di due di essi, la coppa e la collana di Nemain. So dove sono stati visti per l'ultima volta.
Cosa? sibil Calidus. La sua mano scatt e si chiuse intorno alla spalla di Uthas. Era gelida. Dove sono?
Uthas trasse un profondo respiro e deglut a fatica.
Voglio essere re di tutti i clan dei giganti, non dei soli Benothi. E voglio Forn come mia sede regale, una nuova sede per riconciliare tutti i clan.
Questo  davvero un sogno di vaste proporzioni comment Calidus, scrutandolo con occhi socchiusi. La tua ambizione supera perfino ci che mi aspettavo da te.
Uthas scroll le spalle. Il mondo sta cambiando. Perch non forgiare di nuovo qualcosa che  infranto?
Invero, perch non farlo? convenne Calidus, trapassandolo con uno sguardo calcolatore. In cambio dei Tesori di cui mi hai parlato, ti aiuter a realizzare tutto questo. Hai la mia parola.
Ho il sospetto che i tuoi generali potrebbero non essere d'accordo con te. Rhin, Nathair, Lykos... loro non saranno altrettanto entusiasti di veder rinascere la forza dei clan dei giganti. Ho bisogno di rassicurazioni da un potere pi elevato del tuo.
Saresti disposto a trattare con Asroth? chiese Calidus, inarcando un sopracciglio.
Uthas scroll di nuovo le spalle. Perch no? Ho tirato i dadi quando ho tradito Nemain, e non credo che abbiano ancora smesso di rotolare.
Calidus scoppi in una risata che conteneva genuino calore. Com' quella frase che ho sentito usare da uomini e giganti? Hai davvero le palle, Uthas. Ti procurer un colloquio privato.
Uthas si sent d'un tratto spaventato all'idea. Ormai  fatta.
La pista si snodava attraverso una foresta dove il sentore dei pini permeava l'aria e il terreno era reso soffice e spugnoso dagli aghi caduti. Pi avanti echeggiarono delle grida: i Kadoshim. Calidus spron il cavallo e Uthas allung il passo per non rimanere indietro.
Si lanciarono attraverso la foresta ombrosa ed emersero sotto la luce del sole, il cui bagliore intenso accec Uthas per un momento.
Si trovavano in una valle, con il fiume che scorreva rapido al centro e pascoli ondulati che si stendevano su entrambi i lati. Davanti a loro c'era un villaggio da cui si levavano fievoli grida portate fino a loro dalla brezza. Una manciata di Kadoshim stava correndo verso l'abitato, muovendosi pi in fretta di quanto Uthas avrebbe creduto possibile.
Quando Uthas e Calidus arrivarono sul posto, gli abitanti del villaggio si stavano sparpagliando in tutte le direzioni mentre i Kadoshim si riversavano nelle strade, sfondando porte e finestre, e uccidendo con abbandono infantile qualsiasi cosa si muovesse.
Devo migliorare la loro disciplina comment Calidus, guardando con indifferenza un Kadoshim che aveva bloccato al suolo un uomo urlante e gli stava strappando la gola a morsi.
Devono imparare a controllarsi afferm Uthas, con orrore. Non possono comportarsi in questo modo attraverso tutte le Terre dell'Esilio... L'intero mondo si rivolter contro di te.
Lo so, ma il loro corpo e questo mondo sono cose nuove per loro. Ricordo la meraviglia che ho provato quando mi sono incarnato per la prima volta. E il sapore... Fece una pausa, con aria malinconica. Inoltre, si sono nutriti soltanto di brot per una decimana. Concediamo loro un po' di indulgenza, un'ultima volta.
Sono animali borbott Salach, accanto a Uthas.
Lo siamo tutti ribatt Calidus, secco. Creature di carne e sangue, che devono consumare carne e sangue per sopravvivere.
Uthas vide un Kadoshim lanciarsi dalla cima di un tetto, atterrare correndo e piombare su un bambino in fuga, rotolando al suolo insieme a esso mentre mordeva e lacerava. L'urlo acuto e pervaso di terrore del bambino si interruppe bruscamente.
Nathair e il suo draig entrarono nel villaggio. Qualcuno precipit attraverso una finestra chiusa, cadendo sulla strada: una donna. In alto, un Kadoshim sbirci fra le imposte infrante. Nathair contempl la carneficina con sguardo opaco, la bocca che gli si contraeva fugacemente per il disgusto.
Tutto questo non  necessario disse poi a Calidus, da sopra la spalla. Stanno massacrando degli innocenti.
Le sfortunate vittime della guerra chios Calidus.
Nathair si limit a fissarlo.
Ho trascurato di insegnare ai Kadoshim il codice del combattimento aggiunse Calidus. Sono appena arrivati in questo mondo. Corregger presto la mia svista.
Non abbastanza presto per questa gente osserv Nathair.
S, ma qui non tutti sono innocenti gli fece notare Calidus. Guarda l avanti.
Altri abitanti del villaggio avevano preso posizione vicino alla casa rotonda, brandendo asce e lance. Alcuni dei Kadoshim cominciavano a imparare come usare le loro armi, attingendo ai ricordi dei loro ospiti involontari. Scuotendo il capo un'ultima volta, Nathair sussurr qualcosa al suo draig e guid contro gli uomini del villaggio una manciata di Kadoshim che vibravano con la spada colpi molto pi veloci e potenti di quelli che qualsiasi essere umano avrebbe potuto sferrare, perfino i Jehar. Il draig si abbatt sul gruppo di guerrieri, seguito dai Kadoshim, poi ci furono arti che volavano nell'aria, sangue che zampillava, e in pochi momenti ogni resistenza venne infranta.
Ci accamperemo qui decise Calidus, guardando il sole che sprofondava dietro le colline, a ovest. Altre urla giunsero fino a loro nell'aria intrisa del puzzo di sangue e di escrementi. Uthas e Salach si scambiarono un'occhiata, poi ripresero a camminare fino ad attraversare il villaggio e uscire sull'altro lato. Alcuni superstiti fuggivano in mezzo ai campi, con i Kadoshim che li inseguivano come cani a caccia di lepri. Un gruppo di fuggiaschi raggiunse la foresta che si stendeva verso sud e scomparve nell'ombra degli alberi, ma una manciata di Kadoshim li not e li segu.
Farai meglio a richiamare i tuoi fratelli, prima che si perdano nella foresta.
Sono come bambini comment con affetto Calidus.
Altre urla giunsero dagli alberi.

18. Corban.

Corban si svegli di soprassalto, sollevandosi su un gomito, e allung d'istinto la mano a cercare Tempesta, che per non c'era.
Aveva la sensazione che qualcosa lo avesse svegliato. Un urlo? Era un sogno? Si sfreg gli occhi, bloccandosi quando si rese conto che portava ancora il guanto con gli artigli da wolven, e si alz in piedi. Si erano accampati vicino al fiume, dove gli alberi erano ben distanziati fra loro. Il terreno era umido di rugiada, il mondo appariva fresco e nuovo in quei pochi momenti che precedevano i primi raggi del sole, ma lui si sentiva gi stanco. Non aveva quasi chiuso occhio, oppresso dal peso della sua decisione, anche se pareva che intorno a lui il resto del mondo avesse dormito molto tranquillamente.
Combatteremo. Il giorno prima si era sentito sicuro, determinato, non appena presa la sua decisione, ma adesso si sorprese a sperare che la banda di guerra di Rhin deviasse verso est o ovest, in qualsiasi direzione tranne quella che incrociava la loro strada. Un pio desiderio, visto che ormai dovevano essersi imbattuti nelle tracce che loro avevano lasciato. Adesso era rassegnato a impegnare battaglia.
Il giorno prima, nel notare la natura del terreno in quel punto, gli era venuta un'idea basata su un'imboscata che Camlin aveva predisposto in Cambren. Aveva consultato Meical, Tukul e Balur, e tutti e tre avevano approvato la sua strategia. Il grosso della banda di guerra sarebbe rimasta nel bosco in cui si erano accampati e ne sarebbe emersa per impegnare frontalmente il nemico, mentre un contingente pi piccolo, composto da una ventina di giganti e un centinaio di Jehar e guidato da Meical, si sarebbe nascosto sui pendii occidentali per attaccare sul fianco. L'idea era di bloccare i guerrieri di Rhin con le spalle al fiume e di annientarli.
Uno Jehar - Akar, il capitano dei Jehar che avevano accompagnato Nathair - apparve vicino a lui e si port un dito alle labbra con fare di ammonimento.
In quel momento, Corban lo sent: un urlo sulla sua sinistra, lontano, che filtrava fra gli alberi. In un primo momento pens che si trattasse del verso acuto e quasi infantile di una volpe, ma poi sent il suono ripetersi, pi vicino e proprio davanti a loro. Akar chiuse la mano intorno all'impugnatura della spada che portava sulla schiena, ma non la estrasse, mentre altre guardie Jehar si muovevano intorno a loro, e altre ancora si riscuotevano dal sonno. Una figura emerse dall'ombra: uno Jehar che correva rapido e silenzioso. Era una delle guardie che avevano mandato pi in profondit nella foresta.
L fuori ci sono delle persone che stanno venendo da questa parte sussurr ad Akar e a Corban.
Chi? E quanti sono? chiese Akar.
Difficile dirlo. Sembra siano sparsi per la foresta.
Alle loro spalle risuon un battito di zoccoli, e nel voltarsi Corban vide Coralen entrare nell'accampamento, di ritorno da un'esplorazione notturna verso sud. Tempesta e Buddai erano con lei, ed era accompagnata da alcuni cavalieri Jehar.
Ecco dov'eri, pens Corban guardando verso Tempesta.
Coralen ferm il cavallo davanti a lui, apr la bocca per dire qualcosa, poi spost lo sguardo alle sue spalle, verso il profondo del bosco.
La luce filtrava a chiazze attraverso la sovrastante volta di verzura, punteggiando la perpetua penombra crepuscolare della foresta. Il sottobosco era pieno di scricchiolii e si sentivano voci che lanciavano richiami. Corban vide un gruppo di persone emergere barcollando dalla vegetazione diretto verso di lui, forse venti o trenta in tutto. Dietro di loro c'erano forme che si muovevano, ed erano veloci. Una donna che si stringeva al petto una bambina correva incespicando nel sottobosco. Qualcosa emerse dal terreno alle sue spalle, il mento che grondava sangue.
Kadoshim.
Corban si sent percorrere da un brivido di paura che in qualche modo si trasform progressivamente in un'ira incandescente. Ud un gigante ruggire nel suo linguaggio gutturale, poi si trov a emettere lui stesso un grido di guerra mentre si lanciava contro il Kadoshim con la spada in pugno. In due dozzine di passi gli fu praticamente addosso, e si trov a tornare con la mente al suo ultimo scontro con una di quelle creature. Questa volta non permise all'ira di accecarlo e invece la focalizz al punto che il mondo circostante parve scomparire, lasciando soltanto la pallida creatura che aveva di fronte, le vene che spiccavano scure sotto la pelle. Esegu una finta verso l'alto, spost il proprio peso e applic una torsione al polso per vibrare un improvviso, basso fendente a cui impresse tutta la forza congiunta dei fianchi, della schiena e della spalla. I suoi artigli da wolven intercettarono la spada del Kadoshim che si sollevava per bloccare un colpo che non and comunque a segno, perch Corban cal invece la lama sulla gamba della creatura, appena sopra lo stivale. Ci fu il suono viscido di un impatto contro la carne, e la spada di Corban quasi attravers l'arto, incastrandosi nell'osso. Poi l'impeto stesso dell'attacco lo port oltre il Kadoshim, che protese una mano ad afferrargli il mantello. Corban si allontan barcollando, con il Kadoshim che gli si scagliava contro, e colp con gli artigli, affondandoli in una mano. Alcune dita caddero al suolo, recise, e lui si ritrov libero, mentre la creatura incespicava e cadeva, tradita dalla gamba lesa.
Risuon un verso minaccioso, poi Tempesta si abbatt sul Kadoshim, azzannandolo alla gola e scaraventandolo supino. Corban per le url di ritrarsi, spaventato dal ricordo delle ferite che la wolven aveva riportato nel suo ultimo scontro con i Kadoshim. Riluttante, Tempesta abbandon la presa e indietreggi ringhiando contro il nemico caduto che artigliava il terreno per risollevarsi in piedi, la spada di Corban ancora incastrata nella gamba.
Poi sopraggiunsero i Jehar. Akar arriv per primo, seguito dagli altri, fra cui Gar, che presero a vorticare intorno al Kadoshim ferito, con le spade che scintillavano nel tagliare e recidere. La lama del Kadoshim era una chiazza indistinta mentre fendeva l'aria bloccando una dozzina di colpi e riuscendo anche a scattare in fuori per spillare sangue. Un guerriero Jehar barcoll all'indietro, gorgogliando, mentre il sangue gli fiottava dalla gola squarciata, ma nessuno poteva tenere testa all'attacco contemporaneo di una mezza dozzina di Jehar, neppure un demone dell'Oltremondo. Corban vide una mano recisa roteare nell'aria lasciandosi dietro una scia di denso sangue nero, mentre il Kadoshim continuava a lottare per avanzare, aggrappandosi a coloro che lo circondavano, la faccia distorta dall'odio.
Poi tutto fin, improvvisamente: ci fu un'esplosione d'ombra al di sopra del Kadoshim e lo spirito alato del demone abbandon il corpo ospite decapitato con uno stridio pieno di frustrazione, scomparendo nell'aria del mattino.
Farai meglio a non perdere la presa su questa comment Gar in tono di rimprovero, restituendo la spada a Corban. Non puoi staccare una testa con un colpo di quegli artigli.
Intorno a loro, il combattimento infuriava ancora in piccole sacche isolate. Per un momento, Corban aveva temuto che l'intero esercito dei Kadoshim fosse piombato su di loro, ma adesso poteva vedere che si trattava al massimo di una ventina di creature, tutte circondate da Jehar e giganti. Mentre osservava lo scontro, Balur decapit uno dei Kadoshim con un colpo dell'ascia nera.
Ma perch sono qui? E a quale distanza  il resto del loro esercito? Scrut la penombra alla ricerca di un qualsiasi accenno di movimento, di schiere nascoste fuori del loro campo visivo.
E vide Coralen oltrepassarlo spronando il cavallo per puntare verso la donna e la bambina che lui aveva visto in precedenza e che stavano ancora correndo, inseguite da un'ombra scura.
Coralen modific la propria traiettoria in modo da bloccare la strada al Kadoshim, aggirando gli alberi e passando attraverso il sottobosco. Avvertendo un'ondata di timore, simile a una sorta di assenza di peso nel ventre, Corban si mise a correre.
Il Kadoshim super un albero caduto e piomb sulla sua preda, e tutti e tre crollarono al suolo in un groviglio di arti da cui la bambina venne sbalzata lontano, andando a finire in un cespuglio spinoso. Il Kadoshim e la donna arrestarono la caduta con la creatura sopra e la donna bloccata al suolo. Il demone le affond i denti in una spalla, strappandone un pezzo di carne. La donna url.
La sta divorando.
Poi Coralen fu loro addosso e si lanci gi di sella mentre il cavallo saettava accanto. Si abbatt sul Kadoshim, rotol insieme a lui e in qualche modo riusc a puntellare i piedi contro il suo ventre, scaraventandolo in aria e mandandolo a sbattere contro un tronco.
Rialzatasi immediatamente, Coralen estrasse la spada e scatt in avanti senza perdere un istante, la lama che fendeva l'aria. Il Kadoshim si allontan dall'albero ed estrasse a sua volta la spada. Le lame si incrociarono con una cascata di scintille, nitide nell'ombra della foresta, mentre si scambiavano cinque o sei colpi tanto rapidi che Corban non riusc a seguirli con lo sguardo. Coralen schiv, ruot su s stessa e colp tanto con la spada quanto con gli artigli, ma il Kadoshim contrattacc con tanta forza da farla barcollare all'indietro e la incalz spietatamente, noncurante del sangue che gli colava da una mezza dozzina di ferite. La creatura colp di nuovo, Coralen inciamp e cadde a terra, battendo la testa su una pietra coperta di muschio.
Il Kadoshim incombette su di lei con la spada levata, poi barcoll all'indietro di un passo con una freccia che gli sporgeva dal petto. Qualcos'altro lo colp, scaraventandogli la testa all'indietro: un coltello, che ora gli sporgeva da un occhio. L'altro occhio del demone si fiss su Coralen, che cercava di rialzarsi, e le scatt contro, una massa di carne insanguinata che ancora emanava minaccia e potere.
Corban super d'un salto Coralen, ancora in ginocchio, e si erse davanti a lei per intercettare il Kadoshim, la spada stretta con ambo le mani e alta sopra la testa. La bocca del Kadoshim si contorse - impossibile dire se era una smorfia o un sorriso - poi le loro lame si incontrarono con uno schianto che intorpid i polsi di Corban. I due si scambiarono alcuni colpi, con Corban che costringeva la creatura a indietreggiare di un passo, poi di un altro ancora.
Si sta indebolendo. Lev la spada verso l'alto, trasform la parata in un fendente verso il basso che cal su un polso recidendo la mano, poi fece seguire un calcio in pieno petto che costrinse la creatura barcollante a indietreggiare di qualche altro passo. Una freccia la raggiunse al ventre, seguita da un secondo coltello, e Corban registr la presenza di figure che accorrevano tutt'intorno a loro: Jehar, giganti, Tempesta e Buddai che ringhiavano, dietro di loro. Farrell apparve al suo fianco, brandendo il martello da guerra che era coperto di sangue nero.
Il Kadoshim torn a lanciarsi in avanti, e Farrell gli cal il martello sul petto: le ossa si infransero, la carne si lacer, e la creatura vol all'indietro. Poi la spada di Corban fendette l'aria, affondandole nel collo e recidendo a met la testa. Il Kadoshim ebbe un sussulto e cerc di girarsi per afferrare Corban, ma Farrell gli blocc i polsi mentre la spada di Corban si sollevava e tornava a calare. La testa rotol via, e un olio nero simile per consistenza a un'ombra scatur dal collo reciso, levandosi in aria fino ad assumere una forma alata prima di dissolversi come una bandiera lisa e lacera.
Corban rimase immobile dove si trovava, con il respiro affannoso, mentre intorno a lui tutti fissarono il corpo per un lungo momento, come paralizzati.
Per gli attributi di Elyon, sono davvero duri da uccidere ansim Farrell.
Troppo duri convenne Corban, sentendo al tatto le intaccature sulla spada. Batt un colpetto sulla testa piatta del martello da guerra di Farrell. Per loro ci vuole una lama.
Gi.
Raggiunsero Coralen, che si era rialzata ma era ancora intontita.
Grazie disse lei. Corban le strinse il braccio.
Cywen piant un piede sulla testa recisa del Kadoshim e recuper il coltello dall'occhio. Brina era gi accoccolata accanto alla donna che era stata aggredita, impegnata a fermare il sangue che le colava dalla ferita. Nel guardarsi intorno, Corban vide che il combattimento era finito. Ma per quanto? Gruppetti di Jehar e di giganti si stavano sparpagliando per il bosco alla ricerca di superstiti. Meical ha ragione:  impossibile sfuggire a questa Guerra degli Di. Sono fuggito da Dun Carreg fino a Domhain, ed essa mi ha seguito. Ho viaggiato fino all'estremo nord e ci sono finito in mezzo. E adesso mi ha ritrovato di nuovo. Non  possibile sfuggirle. La cosa migliore che posso fare  scegliere dove e come combattere. Trasse un profondo respiro.
Dobbiamo andare via di qui disse, senza rivolgersi a nessuno in particolare. Raccogliete le teste dei Kadoshim grid Tukul, accanto a lui.
Si radunarono sul pascolo fuori della foresta, dopo aver raccolto tutti i superstiti all'attacco dei Kadoshim nel bosco, che erano almeno una ventina. Corban poi and a cercare Brina che, insieme a Cywen, si stava prendendo cura dei feriti. Tre Jehar e un giovane gigante erano morti ed erano stati adagiati sull'erba, dove un tumulo stava per essere eretto su ciascuno di loro. Brina era intenta ad applicare un balsamo sulla spalla della donna salvata da Coralen, che aveva il volto contratto in una smorfia di dolore; la sua bambina, che poteva avere sette o otto estati, le sedeva accanto in silenzio sull'erba, intenta a raccogliere fiori di campo e a farli ruotare fra le ditina sporche.
Corban si inginocchi accanto alla donna.
Come ti chiami?
Teca rispose lei.
Da dove vieni, Teca? chiese ancora Corban.
Lei lo fiss. Mi hai aiutata. Tu e quella ragazza con i capelli rossi.
Hai avuto molto pi aiuto che non il nostro soltanto replic Corban. Ho bisogno di sapere da dove vieni.
Lei gli disse del villaggio, dell'arrivo dell'esercito di Kadoshim, guidati da un guerriero che cavalcava un grande draig.
Alcuni sono rimasti a combattere, io sono fuggita aggiunse, gli occhi che le si riempivano di lacrime.
Una scelta saggia. Corban le strinse la mano. Per ora  impossibile opporsi a loro. Vi hanno inseguiti tutti quanti? Sono qui nelle vicinanze?
Non lo so sussurr Teca, le labbra contratte, mentre Brina le fasciava la spalla con una striscia di lino.
Potresti venire con me, per favore? domand Corban alla guaritrice, quando ebbe finito.
Perch?
C' qualcosa di cui ti volevo parlare. Sto per prendere una decisione, e apprezzerei i tuoi consigli.
Lei lo fiss sbattendo le palpebre. Hai la febbre? gli chiese.
Il sarcasmo non  una qualit attraente, e non  neppure molto utile.
Lei lo segu scrollando le spalle, un battito d'ali li accompagnava.
Corban radun quello che stava diventando il suo consiglio di guerra: Meical, Balur ed Ethlinn, Tukul, Gar e Brina. Not che anche Cywen si era unita a loro. Craf e Fech erano appollaiati l accanto.
Avvert il familiare formicolio prodotto dal timore. Sto elaborando piani, li sto modificando, e ci sono molte vite che dipendono dalle mie scelte. Quello era un peso immane. Chiuse gli occhi e chiam a raccolta i propri pensieri.
I nostri piani devono cambiare esord. Calidus, Nathair e un esercito di Kadoshim sono alle nostre spalle, a nord. Nel migliore dei casi, sono a un giorno di marcia di distanza, e nel peggiore... Scroll le spalle, guardando verso la cupa massa degli alberi dietro di loro.
E cosa mi dici della banda di guerra di Rhin? chiese Meical.
Corban esit. Una volta che avr parlato non si potr pi tornare indietro. Poi trasse un profondo respiro. Non possiamo aggirarli, quindi dovremo passare loro attraverso.
 una mossa saggia? obiett Brina. Rischi di rimanere intrappolato a combattere contro un nemico, mentre un altro sopraggiunge a trafiggerti alle spalle.
Le ho chiesto consiglio, non critiche. Anche se le due cose sono spesso intrecciate, quando si tratta di Brina.
Mio padre era solito dirmi di non colpire, se potevo evitarlo, ma che se proprio dovevo farlo, allora dovevo colpire in fretta e con forza. Vide un sorriso affiorare sul volto di Gar e sent Cywen grugnire. Anche loro ricordano di averglielo sentito dire.
Ha senso, convenne Meical ma come? Caricarli frontalmente? Con ogni probabilit perderemmo molti uomini.
Ci ho riflettuto, e credo di avere un'idea rispose Corban.

19. Camlin.

Camlin sbirci attraverso una fessura delle imposte della casa comune, tenendo in mano l'arco con una freccia incoccata, e imprec silenziosamente nel sentire che il rumore di zoccoli stava aumentando di intensit.
Volevo che aggirassero il villaggio. Perch diavolo hanno voluto tornare in questo buco puzzolente? Quelle parole non erano intese in senso metaforico, perch la casa comune puzzava di morte, con le mosche che giravano lente in cerchio intorno ai cadaveri di una mezza dozzina di abitanti del villaggio che avevano evidentemente cercato rifugio al suo interno. Camlin aveva dato in giro un'occhiata superficiale, chiedendosi perch i guerrieri di Rhin si fossero fermati l, ma quel rapido sguardo aveva rivelato ben poco, e il rumore degli zoccoli che puntava verso di loro, all'esterno, non aveva aiutato la sua concentrazione. Quando avevano appreso la notizia del sopraggiungere di quei cavalieri, Edana lo aveva fissato. Per un momento, Camlin era rimasto paralizzato da interessi contrastanti in conflitto nel suo cervello, poi aveva ordinato a tutti di entrare nella casa comune, soffermandosi solo il tempo necessario a rimuovere alcuni dei mantelli neri e oro dai corpi dei guerrieri di Rhin che avevano abbattuto.
Un tempo sarebbe stata una decisione semplice: prepararsi per un'imboscata, usare gli edifici intorno alla piazza cittadina, distribuire in essi le nostre spade. Se fosse stato necessario, uccidere e fuggire, per poi raggrupparsi in un punto predeterminato.
Adesso, per, doveva pensare ad altre ventisei vite oltre alla sua. Vite che includevano quella di un re e di una regina detronizzati, e di una bambina di otto anni. Meg, la piccola che avevano trovato nascosta nelle stalle, era seduta vicino alla sua gamba. Non parlava molto, ma ogni volta che lui si muoveva lei lo seguiva, vicina come la sua stessa ombra.
Adesso Camlin si accigli nel fissarla.
Le imposte presero a vibrare, il rumore di zoccoli si fece assordante.
Sono parecchi. La cosa va di bene in meglio.
Il suo piano era stato di rimanere uniti e di nascondersi, nella speranza che i cavalieri non si fermassero e passassero oltre.
Guardando da sopra la spalla, vide volti pallidi e seri che lo fissavano. Roisin era in piedi in fondo alla stanza, circondata da una dozzina dei suoi scudieri, e Lorcan era vicino a loro, seduto su una cassapanca su cui era stata gettata una coperta. Camlin intravide la schiena china di Vonn e di Baird, impegnati a scavare nel muro di cannicci e fango con lancia e spada. Una via di fuga serve sempre. Se ci troveranno...
Affronteremo la cosa se succeder.
Sbirci di nuovo attraverso la fessura nelle imposte. Era il tramonto, il cielo era intarsiato di nuvole rosa e arancione, le ombre erano ampie e lunghe. Se non altro, questo gioca a nostro favore.
Avvert una presenza dietro di lui: Edana, che cercava di scrutare oltre la sua spalla.
Dovresti stare indietro le sussurr.
Lei lo ignor.
I cavalieri entrarono rumorosamente nel loro campo visivo e si allargarono lungo il perimetro della piazza del mercato. Nessuno vuole ritrovarsi a calpestare un cadavere. Camlin cont sessanta cavalieri, ma poteva sentirne altri al di fuori del suo campo visivo, gli zoccoli che risuonavano sordi sulla terra battuta.
Il guerriero alla testa del contingente sedeva eretto sulla sella con grazia disinvolta. Indossava una lucente casacca di cotta di maglia e una sopravveste di cuoio nero; un mantello scuro gli copriva le spalle.
Morcant sibil Edana, in tono velenoso.
Camlin sent di condividere il suo odio, alimentato dal ricordo dell'ultima volta in cui aveva visto quell'uomo. A Boscoscuro, Morcant aveva guidato l'imboscata alla regina Alona, la madre di Edana. Entrambe erano state prese prigioniere insieme a Cywen, la sorella di Corban, e di l a poco Morcant aveva ordinato di uccidere Cywen. Quella era stata per Camlin la goccia che aveva fatto traboccare il vaso: estratta la spada, si era parato davanti alla ragazza.
Che razza di stolto sono stato a confrontarmi con la prima-spada di Rhin? Ancora adesso, non riusciva a spiegare con esattezza perch lo avesse fatto.
Non fare stupidaggini sussurr.
 malvagio.
Lo so, ma cerchiamo di vivere abbastanza a lungo da poterlo uccidere e sopravvivere per raccontarlo.
Edana lo fiss con occhi roventi, ma fece un brusco cenno di assenso.
Morcant si gir. Camlin lo vide trarre un profondo respiro e arricciare il naso. Facciamo in fretta disse al guerriero che aveva accanto. Non voglio trattenermi pi a lungo del necessario. Portateli qui. Si interruppe e guard dall'altra parte della piazza, in direzione della casa comune. Dove sono le guardie che avevo lasciato qui?
Camlin si avvolse intorno alle spalle uno dei mantelli che aveva raccolto, ne gett un altro a Baird, ed entrambi si portarono sulla soglia della casa comune. Camlin sollev una mano in un gesto di saluto a Morcant.
Ah comment Morcant, poi fiss per un momento le due figure. In quel momento per sopraggiunse un altro cavaliere che si tirava dietro, assicurati in fila a una corda, una mezza dozzina di altre persone a cavallo, uomini e donne che avevano le mani legate. Prigionieri.
Guardatevi intorno disse loro Morcant, accennando con un gesto languido della mano al terreno cosparso di cadaveri. Questo  ci che succede a chi mi sfida, e potrebbe succedere anche al vostro villaggio. Accost gli speroni al ventre del cavallo, guidandolo in mezzo ai corpi e fino alle forche, dove assest una spinta al cadavere di uno dei bambini impiccati, che ruot pigramente nella luce sempre pi fioca del sole. Uomini, donne, bambini. Non risparmier nessuno.
Uno dei prigionieri si protese oltre la sella e vomit.
Morcant fece muovere di nuovo il cavallo verso di loro.
Non  necessario che succeda. Tutto quello che dovete fare  dirmi dove hanno la loro base i ribelli.
Non lo sappiamo replic uno dei prigionieri, una donna dai capelli bianchi. Noi siamo gente pacifica, non vogliamo problemi.
Non ne voglio neppure io disse Morcant. Preferirei concludere il mio incarico e tornare a Dun Carreg. La vita nelle paludi non fa per me. Quasi a enfatizzare le proprie parole, assest una pacca a una zanzara che gli si era posata sul collo. Quindi, ditemi dove sono. Comincio a perdere la pazienza e a irritarmi.
Sei un mostro ringhi uno degli uomini pi giovani. Un assassino di donne e bambini. E gli sput in faccia.
L'espressione di Morcant pass da mera irritazione a pura furia in una frazione di secondo. Il suo braccio si mosse repentino, ci fu un rumore di metallo e una testa vol attraverso l'aria. Adesso il volto di Morcant era schizzato del sangue del morto.
Io. Non. Sono. Un mostro. Con calma, Morcant ripul la spada sulla camicia del corpo decapitato, che lentamente scivol gi di sella e si accasci sul terreno. Riposta l'arma, us quindi un lembo del mantello per rimuoversi dalla faccia il sangue e la saliva del morto. Ammetto tuttavia di avere un carattere irascibile, che alle volte ha la meglio su di me. Quanto a ci che ho fatto qui... in mia difesa posso affermare che gli abitanti di questo villaggio hanno fatto di pi che rifiutarsi di fornirmi informazioni. Ho ragione di credere che rifornissero di provviste i fuorilegge nelle paludi. Scroll le spalle. Non potevo permettere che la cosa continuasse.
Cavalc con calma lungo la fila di prigionieri superstiti, la mano appoggiata con leggerezza sull'elsa della spada. Non mi limito a punire quanti mi si oppongono. Ricompenso quanti mi aiutano. Pagher bene per l'informazione giusta, abbastanza argento da nutrire e vestire il vostro villaggio per un anno. Oppure potrete semplicemente dividerlo fra voi cinque, e sar un nostro segreto.
Menti borbott uno dei prigionieri.
Davvero? In quella casa comune c' una cassa piena d'argento. Portatela fuori!
Camlin scambi un'occhiata con Baird, poi spost lo sguardo verso l'interno della casa comune, incontrando quello di Lorcan, che appariva pieno di orrore; sollevata la coperta stesa sulla cassa su cui era seduto, il ragazzo assest un calcio al legno, producendo un tintinnio metallico. Tutti gli sguardi si appuntarono su di lui.
Per gli attributi di Asroth. E pensare che mi definisco un ladro. Mi vergogno di me stesso.
Portate fuori quella cassa ripet Morcant in tono impaziente.
Serve aiuto grid di rimando Baird, poi guard verso Camlin e alz le spalle.
Morcant rivolse un cenno a due guerrieri. Andate a prenderla. I due diressero i cavalli verso la casa comune.
Baird, Vonn, a che punto siamo con la via di fuga? domand Camlin secco.
Ci sono quasi sibil Vonn.
Sentirono i due cavalli che si arrestavano, l'impatto degli stivali sul terreno, un rumore di passi.
Non c' pi tempo. Tutti si precipitarono verso gli angoli pi bui della stanza, nascondendosi dietro un tavolo rovesciato, delle sedie, qualsiasi cosa. Camlin spinse Edana dietro di s ed estrasse il coltello.
La porta di legno si apr scricchiolando. Era ormai il crepuscolo, e nella casa comune era quasi buio. Un debole fascio di luce filtr per un tratto nella stanza, delineando la sagoma dei due guerrieri quando vi si addentrarono. Camlin lasci che avanzassero di qualche passo, in modo che non fossero pi visibili dalla piazza, poi scatt in avanti e premette la mano sulla bocca di uno di essi, piantandogli il coltello nella schiena, fra le costole e in un polmone. Il guerriero si irrigid sotto la sua stretta e si lasci sfuggire un sibilo. Camlin colp una seconda e una terza volta. L'altro guerriero si stava girando, la spada gi estratta per met dal fodero, la bocca aperta per lanciare un grido di allarme.
Una spada gli si abbatt sul collo, penetrando in profondit con uno spruzzo di sangue. La lama cal ancora, selvaggiamente, raggiungendo l'uomo alla faccia con un colpo che gli asport met della mascella e lo fece ruotare su s stesso. Ci fu un getto di denti, sangue e pezzi di osso mentre lui si accasciava al suolo.
Girandosi, Camlin vide Edana che serrava la spada con entrambe le mani, lo sguardo fisso sul guerriero abbattuto. Si affrett poi a sbirciare attraverso la fessura.
Nessuno si  accorto di niente. Per ora. Afferrato l'arco con la freccia incoccata, raggiunse di corsa la parete di fondo, nella quale Baird e Vonn avevano finalmente praticato un buco da cui filtrava una luce pallida. Se saremo fortunati avremo lo stesso tempo che ci vuole per contare fino a trenta...
Fuori, adesso sibil.
Cian usc per primo, seguito da Roisin e da un'altra mezza dozzina di scudieri. Camlin si sporse attraverso il foro.
Non aspettate. Andate a sud, verso il fiume. Ho visto alcune barche, sono la nostra alternativa migliore. Scrut la stanza in cerca della bambina, Meg, poi ebbe un lieve sussulto nel trovarla in piedi al suo fianco. Meg, mostra a Cian la via per arrivare al fiume e alle barche.
Tu verrai? chiese Meg.
Vi seguir subito.
Lei si morse il labbro per un momento, poi annu e sgusci fuori dal buco, spiccando la corsa nel crepuscolo, con Cian e gli altri che si affrettavano a seguirla.
Edana era ancora in piedi vicino alla porta, con la spada stretta in pugno. Vonn le stava sussurrando qualcosa, ma pareva che le sue parole non avessero effetto. Camlin li raggiunse, diede un'occhiata a Edana e la scosse, prendendola per le spalle.
Hai ucciso un uomo le sibil. Bene. Era un tuo nemico e ti avrebbe uccisa. Adesso riponi la spada ed esci di qui prima che qualcun altro arrivi e cerchi di farti fuori.
Lei lo fiss sbattendo le palpebre, poi annu e cerc di rinfoderare la spada, ma le mani le tremavano troppo. Baird l'aiut e la costrinse ad attraversare in fretta il buco nella parete, seguita dagli altri guerrieri.
Dall'esterno la voce di Morcant lanci un richiamo, e Camlin sent il cuore che gli si raggelava. Ci fu un rumore di zoccoli, di passi.
Muovetevi incit Camlin, spingendo gli uomini oltre l'apertura improvvisata. Lorcan, tocca a te.
Aspetter con te per proteggere la fuga di Edana.
Camlin sospir.
Erano rimasti in pochi: Camlin e Lorcan, un paio di scudieri di Roisin, uno dei quali era Brogan, che aveva ancora il barile di aringhe assicurato alla schiena, e Vonn.
Con calma, Camlin prelev una manciata di frecce dalla faretra che portava alla cintura e le fiss nel terreno.
Un rumore di passi si avvicin alla porta ed entrarono alcuni guerrieri, almeno una mezza dozzina. Nel vedere Camlin e i suoi compagni, si immobilizzarono per un istante o due, che Camlin impieg per piantare una freccia nella gola del primo di loro. L'uomo croll all'indietro fra spruzzi di sangue, abbattendosi su quelli che lo seguivano. Camlin tese l'arco, espir, lasci partire la freccia e colp un altro bersaglio. Poi i guerrieri si lanciarono alla carica, chiamando a gran voce i compagni all'esterno.
Vonn sgusci fuori del buco.
Camlin incocc, tese l'arco e tir... e un altro guerriero si accasci al suolo, facendo inciampare quelli che lo seguivano.
Con un grido di guerra, uno degli scudieri di Lorcan si scagli contro gli assalitori. Impugnando la spada a due mani, sventr il primo di essi e si abbatt sugli altri assestando una spallata che li fece barcollare tutti.
Venite! grid Vonn dall'esterno.
 ora di andare disse Camlin a Lorcan, afferrandolo per una spalla e spingendolo fuori.
Ora tu, colosso ordin Camlin, rivolto a Brogan, mentre lasciava partire un'altra freccia. Adesso altri guerrieri in nero e oro si stavano accalcando oltre la porta della casa comune. Brogan grugn, incastrato nell'apertura a causa del barile che aveva sulle spalle. Camlin indietreggi di un passo, poi si scagli addosso al guerriero con tanto impeto che esplosero entrambi dall'altra parte. Nel rotolare a terra, Camlin si guard alle spalle e vide piedi che correvano verso di loro; in mezzo a essi scorse anche la cassa piena di argento, a cui diede un'ultima occhiata malinconica. Una volta... Poi spicc la corsa. Poco pi avanti rispetto a lui, Vonn e Lorcan zigzagavano fra le costruzioni di cannicci e fango, e Brogan lo seguiva da presso. Echeggi un rumore di zoccoli, e alcuni guerrieri gridarono da qualche parte alle loro spalle, troppo vicini per i gusti di Camlin.
Il fiume, trova il fiume. Era quasi buio, e l'aria aveva assunto un colore bluastro adesso che il sole era scomparso. Udendo il rumore dell'acqua, Camlin aggir una capanna, si ferm per spalancare il cancello di un porcile e continu a correre. Dietro di lui ci fu uno scalpiccio di zampe in corsa e uno stridere di maiali, seguiti quasi immediatamente da imprecazioni e schianti di corpi che cadevano. Camlin sorrise, e quasi nello stesso istante emerse dal villaggio e sul fiume.
Le barche erano legate lungo la riva. Roisin e Cian erano gi su una canoa, una dozzina di altri avevano preso posto su alcune barche e si stavano allontanando dalla riva per lasciarsi portare dalle acque lente dell'ampio fiume.
Lorcan! esclam Roisin nel vedere suo figlio, che sal sulla canoa accanto a lei.
Baird era accanto a Edana su un'imbarcazione pi larga, a fondo piatto, e stava rivolgendo loro gesti frenetici. Poi Camlin sent una mano insinuarsi nella sua, e Meg prese a tirarlo verso la barca, anche se di certo non aveva bisogno di tanto incoraggiamento. Raggiunta a precipizio la riva, si imbarcarono tutti.
C'erano cavalli che galoppavano lungo la sponda, guerrieri che sbraitavano. Alcune lance sibilarono loro accanto per scomparire nelle acque del fiume. Vicino a loro, qualcuno grid e cadde da una barca.
Andiamo a monte, verso le paludi! url Camlin quando vide una piccola barca rotonda, con a bordo due guerrieri, che cominciava a spostarsi verso valle.
Viaggeremmo pi veloci andando verso valle, ma non loro avrebbero problemi a rintracciarci. La nostra unica possibilit di salvezza  puntare sulle paludi.
Poi not Morcant sbucare da un vicolo fra due capanne, scorse le barche che si allontanavano sul fiume e ringhi. Camlin incocc un'altra freccia e tese l'arco, mirando al suo petto. In quel momento una lancia si piant in Brogan, che emise un grugnito e lasci andare il timone, cosa che fece virare la barca. La freccia di Camlin manc il bersaglio mentre lui lottava per ritrovare l'equilibrio. Imprecando sonoramente, ne estrasse un'altra dalla faretra, ma adesso la barca si era messa a girare su s stessa, in balia della lenta corrente. Issatosi in piedi con un movimento che fece beccheggiare l'imbarcazione, Camlin afferr il timone ed esercit pressione su di esso. In pochi secondi furono avviati nella direzione giusta, verso il monte e le paludi, insieme a una mezza dozzina di altre barche. Gemendo, Brogan si sollev a sedere.
Credevo fossi morto osserv Camlin.
La lancia ha colpito il barile di pesce che avevo sulla schiena. Sorridendo, Brogan esib un'aringa proveniente dal barile distrutto e Baird scoppi a ridere, un suono strano in mezzo al panico e alla paura della loro fuga.
Avanti, uomo del pesce, dacci una mano disse poi Baird.
Morcant stava guidando i cavalieri lungo la riva, seguendo il percorso delle barche.
Meg, sai come muoverti in queste paludi?
Un poco ammise la bambina.
Allora apprezzerei che tu fossi i nostri occhi e ci portassi dove loro non ci possono seguire.
Ben presto Meg li guid lontano dal fiume principale e lungo affluenti pi piccoli, puntando sempre a sudest, a volte in mezzo a grandi canneti, altre scivolando come spettri sulle acque scure mentre continuavano ad addentrarsi sempre pi nelle paludi. Adesso era pi buio, e le stelle erano velate da brandelli di nubi. Camlin osserv con soddisfazione i loro inseguitori rallentare il passo a mano a mano che il terreno diventava sempre meno agibile per i cavalli.
Infine, Camlin sent uno sciacquio seguito da nitriti frenetici. Prima che i cavalieri scomparissero nell'oscurit, vide uno di essi avvicinarsi alla riva. Per un momento le nubi si aprirono e la luce della luna si fece intensa, tingendo d'argento il fiume oscuro e il guerriero in sella al suo cavallo. Era Morcant, e guardava dritto nella sua direzione. Camlin ricambi il suo sguardo con un sorriso beffardo.

20. Fidele.

Fidele osserv Maquin sventrare e scuoiare un coniglio con movimenti esperti ed efficienti.
Se fossi qui da sola, sarei morta di fame gi da tempo. Mentre guardava Maquin, avvert un impeto di frustrazione e una momentanea vergogna per quanto stava dimostrando di essere inutile. Cosa so fare, in effetti? Correre attraverso i boschi, e neppure tanto bene. Governare? Non ho avuto molto successo neanche in questo. Prov un senso di mortificazione, e si ritrov a pensare a come il mondo era cambiato in un tempo tanto breve. Appena poco tempo fa vivevo a Jerolin con mio marito e mio figlio. Adesso Aquilus  morto. Nathair  andato chiss dove e io mi arrabatto per sopravvivere in terre selvagge. Chi siede adesso sul trono di Jerolin? Chi governa il popolo del Tenebral? Il mio popolo. Sentiva di essere un fallimento, di essere venuta meno a coloro che facevano affidamento su di lei.
Tutti quegli anni passati a condurre una vita vincolata dal dovere e dall'onore. Aquilus era quasi diventato un estraneo durante gli ultimi anni di matrimonio, consumato e ossessionato com'era dalla profezia di Meical, e tuttavia alla fine non  servito a niente, la lama di un traditore ha troncato tutto. E Nathair, mio figlio, prima mi ha lasciata e poi ha preferito Lykos a me. Avvert un moto d'ira... I due uomini della sua vita, di cui si era fidata completamente, l'avevano entrambi abbandonata, e nessuno dei due si era confidato con lei. Quell'emozione fu rapidamente seguita dalla vergogna... Aquilus era un brav'uomo, era solo preoccupato da questi tempi pericolosi. E anche Nathair  un brav'uomo, a sua volta trascinato alla deriva dai tempi oscuri in cui viviamo.
Come lo sono stata io.
Per io sono stata tradita.  cambiato tutto con quella lettera di Nathair, con il suo ordine che abbandonassi la carica di reggente di Tenebral e affidassi la conduzione del regno a Lykos. Perch lo ha fatto? Come ha potuto Nathair schierarsi con Lykos? Ho paura per lui.  anche lui vittima di un incantesimo? Oppure  stato soltanto fuorviato, ingannato? Con uno sforzo, si concentr su Maquin per allontanare i propri pensieri da quella cupa spirale, e si costrinse a fissare le sue mani mentre preparava la carne per il loro pasto serale.
Si erano fermati un po' prima del solito, quando il sole era ancora a una spanna dall'orizzonte, perch Maquin aveva voluto disporre qualche trappola intorno a una serie di tane che aveva notato. Affascinata, lei lo aveva guardato tagliare dello spago, fare alcuni cappi e fissarli ad altrettanti rami, per poi piegarli e bloccarli contro il terreno prima di sistemarsi sotto il fitto fogliame di una quercia a una ventina di passi di distanza. Era ormai buio quando infine lei aveva sentito lo scatto e lo scricchiolio di una trappola che era stata azionata. Maquin le aveva rivolto un sorriso, una cosa rara per lui, che trasformava la sua espressione amara.
Carne calda per cena aveva detto.
Fidele non aveva saputo come esprimere la sua felicit. Aveva piovuto per tutto il giorno, una pioggerella sottile che l'aveva inzuppata completamente molto prima dell'altosole, e l'andatura sostenuta imposta da Maquin non le aveva dato tempo per riposare, lasciandola senza fiato ed esausta come sempre. Era stata lieta che si fossero fermati prima che l'oscurit calasse intorno a loro.
 sicuro accendere un fuoco? chiese, mentre Maquin cercava un po' di esca che non fosse fradicia, tagliando l'esterno di un ramo marcio per arrivare al legno asciutto sottostante.
Ci sono cos tante nubi, e tanto basse, che il fumo non dovrebbe tradirci, senza contare che  passata una decimana dall'ultima volta che abbiamo visto un Vin Thalun. Inoltre, posso tenere la fiamma bassa e coperta con la cenere in modo da nasconderla. Credo che valga la pena di correre il rischio, eh? Mi sento l'umidit nelle ossa.
Mi fa piacere sentirglielo dire. Sembra inumano, un puro distillato di forza e di volont. Maquin infilz con uno spiedo improvvisato i pezzi di carne di coniglio e li mise a cuocere sopra il piccolo fuoco.
Da una decimana si stavano addentrando nel cuore di Tenebral, mantenendosi il pi possibile all'interno delle fitte foreste che ne rivestivano il terreno collinoso.
Dopo quella notte nel bosco in cui Maquin aveva ucciso i Vin Thalun - con un po' di aiuto da parte mia - si erano diretti verso est. Fidele era ancora turbata dal fatto di aver ammazzato un uomo. Gli aveva piantato la lancia nella gola, e da allora continuava ad avere incubi. Sono un'idiota. Lui era un nemico, avrebbe ucciso Maquin, e poi anche me.
Insegnami come fare esclam d'un tratto, indicando con un cenno il coniglio.
Non credo sia un lavoro adatto alle mani di una dama obiett Maquin.
Ecco, dovrebbe esserlo scatt Fidele. A cosa servo, altrimenti? Sono come una neonata, incapace di badare a me stessa.
Maquin scroll le spalle. Noi tutti impariamo quello che ci serve disse. Le persone come te imparano a governare, a impartire ordini, mentre quelle come me a fare ci che viene detto loro, a fare qualcosa di utile.
E che cosa sai fare tu? gli chiese Fidele.
Uccidere. Io dispenso morte.
Si guard le mani, e gli occhi di Fidele seguirono la direzione del suo sguardo. Quelle mani erano sorprendentemente eleganti, con dita lunghe come quelle di un musicista di corte, ma quando le gir lei vide che le dita e i palmi erano coperti da spessi calli, e che terra e sangue erano imprigionati nelle volute della pelle inspessita.
Se vuoi, ti insegner a catturare un coniglio, a prepararlo per la cottura e ad accendere un fuoco, anche se potrebbe non presentarsi un'altra opportunit prima di raggiungere Ripa.
Se ci arriveremo.
Drusus, il guerriero di Tenebral ferito, era morto quella stessa notte, ma non prima di aver detto loro che Peritus aveva fissato un punto di raccolta per ogni membro della sua piccola ribellione: Ripa, la fortezza di Lamar. Fidele trov che la cosa aveva senso, perch Lamar e suo figlio maggiore, Krelis, avevano sempre nutrito un malcelato odio per i Vin Thalun. Se c' qualcuno che potrebbe dichiararsi apertamente ostile ai Vin Thalun, quello  Lamar di Ripa.
Maquin le porse un pezzo di coniglio e lei ne stacc un morso, trovando la carne tanto deliziosa da non curarsi di essersi scottata le labbra. Poi si rese conto che Maquin la stava osservando e si pul la bocca.
Mi dispiace, non  stato un comportamento molto elegante.
Per me non ha importanza comment Maquin. Finisce comunque nello stomaco.
Dimmi, Maquin, come mai un uomo di Isiltir  finito quass?
 una lunga storia grugn Maquin.
E noi abbiamo davanti molte notti buie. Non  necessario che mi racconti tutto stanotte.
Lui fiss in silenzio il fuoco per qualche tempo, come se cercasse di ricordare.
Ero uno scudiero di Kastell figlio di Aenor. Suo cugino Jael lo ha ucciso nelle tombe sottostanti Haldis. Ha assassinato anche Romar, re di Isiltir, anche se non  stato lui a impugnare fisicamente la lama. Maquin parlava rivolto al fuoco, senza distogliere lo sguardo dal tremolio delle fiamme. In Isiltir, ho combattuto contro Jael, ma Lykos  sopraggiunto con i suoi Vin Thalun e ha rovesciato le sorti della battaglia. Fece una pausa, come se stesse ricordando qualcosa, e si port una mano all'orecchio, che Fidele not essere soltanto un moncone. Sono stato catturato, e Lykos mi ha preso come parte delle sue spoglie di guerra, mi ha incatenato al ramo di una galea e mi ha dato questa. Si tocc la cicatrice sulla schiena, l dove Lykos lo aveva marchiato.
Parla come se non fosse successo a lui, come se stesse raccontando la storia di un altro uomo.
Poi mi ha gettato nella fossa e mi ha detto che, se fossi sopravvissuto abbastanza a lungo, mi avrebbe liberato e avrei potuto cercare di vendicarmi di Jael.
 questo che vuoi?
Lui si gir a guardarla con occhi che erano polle di oscurit in fondo alle quali il bagliore del fuoco danzava come una scintilla.
S, con tutto il mio essere.
Fidele resistette all'impulso di ritrarsi di fronte all'odio che percep nella sua voce. Esso emanava da lui, pulsante come una ferita. Del resto, quando aveva parlato di Lykos lei stessa si era sentita ribollire di rabbia.
Provo lo stesso riguardo a Lykos sussurr in tono intenso. Lo odio, ma ho anche paura di tutto. Se  ancora vivo, mi piacerebbe passare la vita a dargli la caccia fino a ucciderlo. Dentro di me per c' anche un'altra voce, che dice che correrei quanto pi veloce e quanto pi lontano possibile per sfuggirgli. Fino ai confini stessi del mondo. Serr i denti, paura, ira e vergogna che vorticavano dentro di lei.
Non voglio negare che occupa una delle prime posizioni nella mia lista delle persone da vedere morte afferm Maquin. Sempre che non sia gi morto. Ti ho vista piantargli quel coltello in corpo, ed  penetrato di parecchio. Non mi sorprenderebbe che lo avessi ucciso.
S, forse. Ma d'altro canto potrebbe essere ancora vivo.
Maquin scroll le spalle. Non  una cosa che possiamo cambiare. Non ancora.
No, ma questo non mi impedisce di avere paura. Tu non ne provi?
Paura? L'ho lasciata nella fossa. Non mi rimane niente da perdere, niente per cui avere paura. Ho perso tutto: la mia famiglia, Kastell, i miei fratelli di spada. Il mio orgoglio. Nella fossa ho perso il mio onore e la mia umanit. Tutto quello che mi resta  la vendetta.
 per questo che sei qui?
Lui scroll di nuovo le spalle. Ti ho fatto una promessa.
Per stavi per infrangerla. Mi hai lasciata. Te ne sei andato.
Lui la fiss. Perch ho detto questo? S, ma non lo far di nuovo, finch non sarai al sicuro. L'effetto di quelle parole fu confortante, la pervase come il calore di una zuppa bollente in una giornata gelida.
Non ti biasimo per avermi lasciata, e neppure ti giudico.
Io mi sono giudicato, ed  stato sufficiente.
Il tocco della mano di Maquin sulla spalla svegli Fidele, che accenn a sollevarsi ma si blocc nel vedere l'espressione di lui.
Cosa c' che non va? chiese.
Ascolta.
Lei obbed.
Cos'era?
Cani da caccia rispose Maquin. Dobbiamo andare. Adesso.
Lei balz in piedi, e pochi momenti pi tardi stavano gi attraversando in fretta il sottobosco.
Fidele sperava che Maquin si fosse sbagliato, o che la presenza dei cani fosse soltanto una coincidenza, dovuta a qualche boscaiolo locale che era fuori a caccia. I latrati per li seguirono per tutta la mattina, facendosi pi nitidi e sempre pi eccitati. Il terreno intorno a loro cambi, a mano a mano che la foresta si faceva pi densa e il suolo pi in salita. Il profumo dei pini aument d'intensit intorno a loro via via che arrivavano sempre pi in alto, gli aghi che rendevano spugnoso il terreno sotto i loro piedi mentre la foresta cominciava a diradarsi. Adesso i latrati erano pi forti, e Fidele cominci guardarsi alle spalle, timorosa di scorgere dietro di loro uomini e cani.
Sono circa una lega pi indietro rispetto a noi le disse Maquin.
Sembrano... cos vicini ansim Fidele.
I suoni arrivano lontano in questi boschi grugn Maquin. Per all'alba erano distanti il doppio.
Cosa faremo? Fidele camminava stringendo in mano una lancia, la stessa che aveva usato per uccidere il Vin Thalun, e di cui ora si stava servendo come di una stampella a cui sorreggersi. Le sue dita accentuarono la presa sull'asta. Il sudore le colava lungo il volto e negli occhi, facendoli bruciare, i polmoni faticavano a riempirsi e il dolore alle gambe era un compagno costante. Stavano seguendo un sentiero tracciato dalle volpi. Gli animali conoscono la strada attraverso la foresta meglio di me, Maquin le aveva detto. Meglio fidarsi di loro che aprirci un nuovo varco attraverso il sottobosco. Finalmente, il terreno si fece pianeggiante sotto i loro piedi, con un'altura che si ergeva ripida su un lato e i pini che si facevano pi fitti dall'altro. Un nuovo rumore cominci a farsi sentire, crescendo d'intensit a ogni passo: acqua corrente.
Maquin si arrest di colpo e, quando lei lo oltrepass barcollando perch le sue gambe non avevano obbedito immediatamente all'ordine di fermarsi, l'afferr per la vita.
Un attimo dopo fu lieta che lui l'avesse bloccata: davanti a lei si apriva un burrone lungo il quale ruggiva un fiume, a una certa distanza pi in basso. Croll in ginocchio, traendo una serie di profondi respiri.
Cosa facciamo? chiese.
Ecco, se i cani non fossero tanto vicini, suggerirei di discendere il burrone e di nuotare per un tratto, per poi uscire dall'acqua qualche lega pi a valle. Un cacciatore impiegherebbe una decimana a ritrovare le nostre tracce, sempre che ci riuscisse.
Allora facciamolo.
Sarebbe inutile. Saprebbero che abbiamo usato il fiume, e con quei cani rintraccerebbero il nostro odore e la nostra pista nell'arco di una giornata, dopo di che ci ritroveremmo al punto di partenza.
Braccati di nuovo, con la morte che ci alita ancora sul collo.
Mi dispiace di aver attirato tutto questo su di te.
Ecco, non posso negare che stai dimostrando di essere una notevole fonte di guai.
Allora, cosa possiamo fare? Fidele riusciva a sentire quella vecchia compagna, la paura, che le si agitava nel ventre. Non posso lasciare che mi prendano. Non posso tornare da Lykos.
Maquin frug nella sua sacca e tir fuori il rotolo di spago che aveva prelevato nella baracca dei taglialegna.
Devo uccidere quei cani.
Accoccolata dietro un albero, Fidele stava sbirciando lungo il sentiero nell'ombra del crepuscolo.
Il sole cominciava a tramontare dietro le cime degli alberi, e i suoi ultimi raggi tingevano il terreno di rosa e di arancione. Le parve di scorgere un movimento.
Ti prego, Elyon, fa' che sia Maquin.
Lui le aveva spiegato il suo piano, sempre che si potesse definire tale, e l'aveva lasciata l sola. Da allora, la paura aveva continuato a crescere costante dentro di lei, come una goccia di ghiaccio che si scioglie in un secchio.
No. Non morir in preda alla paura, e neppure continuer a vivere oppressa da essa. Maquin ha ragione, non posso fare nient'altro che affrontarla. E serr con forza l'asta della lancia.
Una figura emerse dalla penombra: Maquin, che corse verso di lei e scivol a terra al suo fianco.
Ecco, credo di aver attirato la loro attenzione disse, fra un respiro affannoso e l'altro.
Adesso gli uomini erano visibili sul sentiero, i primi impegnati a cercare di controllare tre cani da caccia che abbaiavano freneticamente e tiravano per liberarsi dal guinzaglio.
Non credevo che ce ne fossero tre borbott Maquin, estraendo uno dei molti coltelli che aveva indosso. Di solito i guardacaccia ne usano due per cacciare.
Si alz in piedi e lasci che gli inseguitori lo vedessero.
Il primo uomo liber i cani, che si lanciarono tutti e tre lungo il sentiero verso Maquin. Erano grossi animali dal pelo grigio, con la testa massiccia e il muso largo, un genere di cani che lei aveva visto avere la meglio sui cinghiali, quando aveva accompagnato Aquilus a caccia. Le zanne snudate brillavano nel chiarore del crepuscolo.
Siamo morti.
Uno dei tre guadagn terreno sui compagni, ormai cos vicino che Fidele poteva vedere il contrarsi e fluire dei suoi muscoli nel petto e nelle spalle a ogni balzo. D'un tratto incespic in qualcosa che attraversava il sentiero e all'improvviso il sottobosco si mosse quando un lungo ramo scatt fuori dal nulla e punte acuminate si conficcarono nel fianco dell'animale, impalandolo una dozzina di volte. Il cane ulul, si contorse, poi gli ululati scemarono in un guaito ed esso si accasci con il sangue che gli colava dalla bocca.
Gli altri due cani lo oltrepassarono senza prestare attenzione all'accaduto.
Ricorda quello che ti ho detto sibil Maquin mentre si incurvava su s stesso, a gambe larghe, ed estraeva un altro coltello. Fidele modific la presa sulla lancia, lo sguardo fisso sul cane pi vicino, che era ormai a una trentina di passi. In un istante, si ridussero a venti. Fidele si spost involontariamente all'indietro, sent il rumore del fiume alle sue spalle e piant saldamente i piedi sul terreno.
Il cane si arrest di colpo quando una zampa gli venne sollevata in aria e il suo corpo si ritrov a penzolare dal ramo a cui adesso era appeso. Fidele trattenne il respiro per la tensione, ma la corda e il ramo ressero il peso. L'ultimo cane passo oltre in un balzo e si lanci contro Maquin. Mentre scattava in avanti, Fidele lo vide rotolare all'indietro quando il cane gli piomb addosso.
Porta a termine il tuo compito, url a s stessa nel correre in avanti per piantare la lancia nel petto del cane. Ricord vagamente come Maquin le avesse detto di mirare al ventre perch era pi morbido, e allo stesso tempo sent la punta dell'arma scivolare su un osso. Spinse con tutto il suo peso e sent la lancia insinuarsi oltre le costole, sempre pi in profondit e dentro qualcosa di morbido. Il cane uggiol, contorcendosi e cercando di azzannare, poi si accasci con un brivido.
Fidele tir per liberare la lancia, ma si era incastrata. Prov a tirare pi freneticamente, ma poi sent le grida degli uomini che correvano verso di loro lungo il sentiero. Erano a un centinaio di passi e si avvicinavano in fretta, quindi lasci la lancia conficcata nel cane morto e si gir.
Maquin giaceva sotto un mucchio di pelo, con l'ultimo cane accasciato su di lui.
 morto. Fidele si precipit verso di lui sentendo il cuore che le sussultava nel petto, e spinse via il cane. Maquin gemette, e lei si sent sopraffare da un'ondata di sollievo.
Credevo di essere morto disse lui, sbattendo le palpebre.
L'ho creduto anch'io ansim Fidele mentre lo aiutava a rialzarsi. Adesso cosa facciamo?
Non pensavo che ce la saremmo cavata fino ad arrivare a questo punto. Maquin guard in direzione della pista e dei guerrieri in corsa, poi lanci un'occhiata attenta verso il fiume.
 il momento di bagnarsi disse. Afferr la mano di lei e insieme corsero fino all'orlo del burrone, balzando nel vuoto e precipitando nel fiume sottostante.

21. Lykos.

Lykos vagava in un mondo grigio. Grigie pianure che si stendevano ondulate in lontananza, un fiume del colore del carbone che si snodava in mezzo a esse come un serpente liquido. Alberi grigi dai rami oscillanti, nuvole di ardesia che incombevano su di lui. In lontananza, vide una struttura levarsi arcuata dal terreno.
Un ponte?
Su lato opposto c'era un muro che si levava verso il cielo fino a fondersi con le nuvole. Ma era davvero un muro?
Socchiuse gli occhi e riusc a intravedere un movimento all'interno, come se delle vele si gonfiassero sotto il soffio di un vento incostante.
Non  un muro.  nebbia. Un banco di nebbia.
Vide una roccia, e sedette su di essa per valutare la situazione.
Una fitta di dolore gli trapass la faccia e la schiena. Si port una mano al punto che doleva maggiormente e, quando le ritrasse, le sue dita erano rosse. Sangue.
Come  successo?
Avvert un vago senso di preoccupazione, che per svan quasi con la stessa rapidit con cui era affiorato. Era difficile preoccuparsi di qualcosa in questo mondo prosciugato di ogni colore. Di vita.
Si guard di nuovo intorno, e comprese dove si trovava.
L'Oltremondo. Ci era gi stato in passato, da quando aveva stretto il suo patto con Asroth, perch era stato convocato l in qualche rara occasione da Calidus per qualche comunicazione clandestina, ma questa volta la sensazione era diversa. Lo scorrere del tempo qui era differente, difficile da misurare, ma in qualche modo era certo di trovarvisi da... da un po'? Da quanto?
Da un tempo abbastanza lungo. Pi di quanto ne abbia mai passato qui prima.
Questa  la morte?
No disse una voce accanto a lui, cogliendolo di sorpresa. Ma ci sei abbastanza vicino.
Era Calidus, seduto su un masso. Appariva pi giovane, i capelli bianchi erano pi morbidi, meno fragili, i segni sul suo viso erano linee e non solchi. Indossava una cotta di maglia, e aveva le ali nere ripiegate dietro di s. Un sorriso gli si allarg sul volto.
Sembri compiaciuto di te stesso comment Lykos.
Lo sono. Le cose stanno andando bene.
Allora perch io sono qui? chiese Lykos.
Il sorriso di Calidus svan. Questa volta non sono stato io a convocarti. Hai trovato da solo la strada fin qui. Stai morendo.
Oh. Lo avevo intuito. Dovrei essere spaventato, ma non lo sono.
E quello, laggi? domand, indicando il ponte e il muro di nebbia.
 il ponte delle spade, e ci che viene dopo spieg Calidus.
Cosa viene, dopo?
La morte. Qualsiasi cosa sia.
Lykos prov solo indifferenza. Non aveva neppure un minimo di curiosit.
Non voglio che tu muoia continu Calidus. Mi servi vivo.
Lykos scroll le spalle.
Prendi. Calidus gli porse una mela. Lykos la prese con entrambe le mani e fece scorrere le dita sulla buccia amorfa. Una mela grigia. Non  molto appetitosa.
Saresti quindi disposto ad abbandonare tutto? gli chiese Calidus.
Tutto cosa?
La tua vita.
Lykos ci pens su, forse per qualche istante, forse per un'intera luna, non avrebbe saputo dirlo. Alla fine, scosse il capo. Quasi non la ricordo.
Il tuo pi grande desiderio era di riunire le Tre Isole. Diventare il signore dei Vin Thalun.
Le Tre Isole?
S. Tuo padre era un corsaro Vin Thalun, e il signore dell'isola di Panos. Tu l'hai ereditata, anche se hai dovuto combattere per riuscirci.
Un vago ricordo si dest dentro di lui. Il corpo di suo padre che giaceva su un pergolato di rovi. Fiamme. Sangue alla luce del fuoco.
L'ho fatto.
Hai stretto un patto con Asroth. Lui ti ha aiutato a conquistare le Tre Isole. Le hai unite, hai trasformato i Vin Thalun in una nazione e sei diventato il loro re.
Lykos avvert un fremito passeggero di emozione, un'eco della gioia che lo aveva consumato quando i capitani sconfitti di Nerin e di Pelset gli avevano giurato fedelt.
Mordi quella mela.
Lykos se la port alle labbra, e vide che sotto la buccia si intravedeva una sfumatura rosata, sbiadita e opaca, ma comunque nitida sullo sfondo grigio di quel mondo. Stacc un piccolo morso e constat che sapeva di... di qualcosa. Un sapore blando, lieve.
Hai fatto anche di pi. Adesso governi su Tenebral come suo reggente per conto di Nathair.
S. Per non  andata molto bene.
Dimmi cosa  successo.
Nel parlare, Lykos ricord l'effigie di Fidele che Calidus gli aveva regalato, il potere che essa gli aveva dato su di lei. Il ricordo di Fidele, della sensazione della sua pelle sotto le dita, del sapore della sua paura dest in lui la passione. Ricord l'arena, il giorno delle nozze, le sue nozze, e Fidele che appariva bella e desiderabile come l'aveva sempre vista. Maquin e Orgull che duellavano nella fossa. Maquin che gettava a terra le armi, l'esplosione della guardia dell'aquila in mezzo agli spettatori.
Il caos.
La battaglia.
Lo scontro con Maquin. Fidele che gli piantava un coltello nella schiena. Quel ricordo dest in lui un'ondata d'ira, che per scem ben presto in una risatina di autodeprecazione. Suppongo di essermelo meritato.
No. Nel tuo mondo devi prendere se non vuoi che le cose ti vengano prese.
Ricordo quelle parole. Me le ha dette mio padre.
S. E tu hai preso, e assaporato.
S. Lykos ripens a Fidele, e avvert una scintilla d'ira nei confronti di Maquin, l'uomo che gliel'aveva portata via.
La tua faccia, Lykos. Cosa ti  successo?
Lui si tocc la guancia, sent i solchi nella carne, il sangue che si coagulava a formare delle croste.
Lei mi ha aggredito, artigliando come un animale. Quella cagna. Si lecc una goccia di sangue dal dito. Era splendida.
Calidus gli sorrise.
S. Lykos sorrise a sua volta e stacc un altro morso dalla mela, che adesso era rosso sangue, con la polpa dolce da cui il succo gli colava lungo il mento.
Gli occhi di Lykos si aprirono con un fremito.
Dove sono?
Il lieve dondolio gli forn la risposta. Su una nave. Allung una mano, afferr il bordo della branda e si sollev. Un dolore pulsante gli trafisse la schiena, ma serr i denti e riusc a sedersi, poi rimase a lungo con la testa fra le mani, lottando contro il dolore, un vorticante senso di nausea e il fatto che si sentisse debole come un cucciolo appena nato.
Una porta si apr scricchiolando e una figura sbirci nella cabina: una donna. Lykos sbatt le palpebre nel ricordare chi fosse.
Nella. Era stata la sua donna, o meglio una delle sue donne, prima che si lasciasse ossessionare da Fidele. Portava qualcosa assicurato di traverso sul petto, un fagotto avvolto in panni di lino.
Lei gli pos una mano sulla testa, il volto increspato dalla preoccupazione.
Sto bene, donna protest lui con irritazione. Quantomeno, questo era ci che intendeva dire, ma le parole gli uscirono soffocate e incomprensibili. Nella gli vers un po' d'acqua da una brocca, e lui bevve avidamente.
Bevi lentamente, o la vomiterai lo rimprover Nella. Lui la allontan con un cenno.
Altri entrarono nella cabina: il vecchio Jayr, che era il suo guaritore di bordo, Alazon, il carpentiere dai capelli bianchi, e un guerriero che portava addosso ogni sorta di armi. Dov' Deinon, il mio scudiero?
Ricordi e sogni cominciavano a mescolarsi. L'arena, il combattimento contro il vecchio lupo Maquin, Fidele. Lei gli aveva piantato un coltello nella schiena. Da quel punto, tutto si faceva vago. Si era sentito trascinare via, fuori dell'arena, poi pi nulla.
No, non nulla. L'Oltremondo. Calidus. Mi ha assegnato un compito da svolgere.
Lo stomac gli brontol, ma non avrebbe saputo dire se protestava contro l'improvviso afflusso d'acqua o si sentiva mezzo morto di fame. Probabilmente si tratta di entrambe le cose.
Vacci piano con l'acqua lo richiam il vecchio Jayr, mentre gli tastava la gola e poi sollevava le bende che gli cingevano la vita per controllare la ferita sulla schiena. Stai bene dichiar.
Questo di per s non significava molto, venendo da Jayr per il quale tutti erano sani finch non erano a un passo dalla morte. Suppongo per che sia di per s incoraggiante.
Dov' Deinon? riusc a chiedere con voce rauca.
Morto rispose Alazon.
Quella notizia colp Lykos come un pugno nel ventre. Naturalmente, tutti loro vivevano e di solito morivano di spada, ma Deinon era parso invulnerabile, ed era stato ci di pi simile a un amico che lui avesse mai avuto, rassicurandolo con la sua presenza.
Gli uomini hanno detto che  stato il vecchio lupo continu Alazon. Questo  Kolai. L'ho nominato tuo capo scudiero finch tu non fossi stato in condizione di scegliere il successore di... Non fin la frase.
Lykos squadr rapidamente Kolai. Era difficile determinare la sua et, perch la pelle era segnata e sfregiata, ma si ricordava vagamente di lui e di aver scommesso sulla sua vittoria. Un altro che viene dalla fossa. Li invecchia sempre esteriormente. Avr al massimo trenta estati.
Per quanto tempo sono rimasto privo di conoscenza?
Per pi di una decimana rispose Nella, avvicinandosi con una bacinella e inzuppando un panno nel suo contenuto. Latte di capra. Bevine qualche goccia, poi fermati ordin. Lo sguardo di Lykos si pos sul fagotto che lei teneva assicurato al petto, e not un ciuffo di capelli neri quando lei si chin in avanti. Dal fagotto scatur un fievole lamento.
Quello cos'? domand, afferrando un lembo del panno di lino.
Tuo figlio ribatt lei, secca.
Lykos rimase interdetto per un momento, poi ricord che Nella era incinta l'ultima volta che l'aveva vista, a Panos. Succhi una boccata di latte dalla pezza, poi prese la ciotola e ne trangugi il contenuto.
Nella fece un verso di riprovazione.
Ha ragione lei: devi andarci piano ammon Jayr in tono di rimprovero.
Mio figlio ripet Lykos, sentendo un ampio sorriso affiorargli sul volto. Come si chiama?
Rodas.
Lykos si protese a trarre indietro il lenzuolino di lino e accarezz con un pollice la guancia del bimbo. Piacere di conoscerti, Rodas disse, battendogli un colpetto sulla testa. Il neonato non grad molto la cosa e il faccino gli si aggrott mentre tirava un respiro e cominciava a piangere.
Non  un cane da caccia comment Nella, allontanandogli la mano.
Deve essere forte esclam Lykos, mentre si alzava in piedi. La mia spada? I miei coltelli? Il mondo pareva muoversi intorno a lui, molto pi di quanto accadeva di solito nella cabina di una nave, ma rifiutava di giacere immobile un altro solo minuto.
Rapporto ordin, intanto che si infilava una camicia di lino e un giustacuore di cuoio, sussultando per le fitte di protesta della ferita alla schiena.
Alazon lo aggiorn su tutto quello che era successo dopo l'insurrezione nell'arena. Mentre Lykos era incapacitato, aveva preso lui il controllo, decisione che Lykos approv. A quanto pareva, una sanguinosa battaglia aveva infuriato per mezza giornata sui prati circostanti Jerolin e nelle vie cittadine, ma il costante afflusso di Vin Thalun dalle navi ancorate sul lago, e di altri arrivati lungo il fiume aveva deciso l'esito dello scontro. Da allora, i Vin Thalun erano andati di porta in porta, cercando, bruciando e giustiziando. L'insurrezione non si era allargata, soprattutto in virt del fatto che gran parte della guardia dell'aquila di Jerolin era rimasta schierata con i Vin Thalun. Dopotutto, Fidele era sposata con Lykos, e adesso che lei era assente - rapita, cos aveva annunciato Alazon, da un folle assassino - Lykos era in tutto e per tutto il suo rappresentante finch non fosse stata ritrovata. Lentamente, la rivolta si era spenta e una parvenza di pace era stata ripristinata, quantomeno all'interno di Jerolin e nelle sue immediate vicinanze. Nel frattempo, Alazon aveva mandato delle squadre in caccia di qualsiasi superstite dell'insurrezione.
Che ne  stato del vecchio lupo e di Fidele? Voglio la testa di quell'uomo, e voglio riavere lei.
C' qualcuno con cui potresti voler parlare al riguardo.
Appoggiato contro una struttura di legno nel cantiere che sorgeva sulla riva del lago, davanti alle mura scure di Jerolin, Lykos si stava riposando per un momento sotto il sole battente.
Dannazione, fa davvero caldo. In silenzio, Alazon gli porse un otre. Lykos ne annus il contenuto, poi bevve il vino fresco annacquato. Un rapido esame del villaggio sulla riva del lago e di Jerolin, sulla sua bassa collina, aveva dato un esito rassicurante. Tutto pareva normale, la gente andava e veniva, impegnata nelle faccende di ogni giorno.  come se non ci fosse stata nessuna insurrezione.
L'unica differenza visibile era che adesso c'erano in giro pi Vin Thalun... nel villaggio, lungo la riva del lago, di guardia sulle mura di Jerolin insieme ai guerrieri della guardia dell'aquila.
Alazon ha agito bene. La situazione avrebbe potuto metterci gli uni contro gli altri.
Il lago era una foresta di alberi e di vele nere, con una flotta di navi Vin Thalun ormeggiata l come corvi su un campo coperto di cadaveri.
Ho avuto notizie da Calidus: una flotta deve prepararsi a salpare. Galee da guerra e trasporti per una banda di guerra di duemila soldati, con spazio per cavalli e salmerie. E qualcos'altro.
Questo richieder almeno cinquanta navi. Possiamo farcela. Alazon scroll le spalle.
Bene. Ne parleremo ancora pi tardi.
Da questa parte disse Alazon, e si avvi sulle sue gambe incurvate attraverso il cantiere, precedendo Lykos verso l'arena non ancora smantellata, sulla piana antistante Jerolin. Adesso il terreno era compatto, prosciugato dal sole, ma chiazze scure indicavano la violenza di cui era stato testimone.
Sul lato pi lontano c'erano alcune gabbie, studiate per contenere i combattenti della fossa, sorvegliate da una ventina di Vin Thalun che oziavano al sole, alcuni duellando con scarso entusiasmo, altri bevendo.
Alazon chiam un nome, e un guerriero si separ dalle guardie, un giovane Vin Thalun la cui barba oliata era fermata solo da alcuni anelli di ferro. Dal suo aspetto, pareva che avesse combattuto di recente, perch aveva il naso storto, la mascella gonfia e lividi che cominciavano a svanire.
Questo  Senios lo present Alazon. Ha qualcosa da dirti.
Ho visto Fidele e il vecchio lupo spieg Senios, incapace di incontrare lo sguardo di Lykos.
Dove?
Nella foresta... Ero a guardia della zona di disboscamento, il giorno in cui... Senios lasci la frase a met.
S. Continua.
Senios parl della sua cattura da parte di Maquin, di come avesse contrattato per salvarsi la vita e guadagnare tempo. Spieg di aver cercato di fuggire e lottato duramente con il vecchio lupo, uscendone sconfitto solo perch Fidele lo aveva colpito alle spalle.
Lykos lo squadr dalla testa a piedi. Ho visto il vecchio lupo uccidere Herak, l'addestratore dei combattenti nelle fosse. Non riesco a immaginarti avere la meglio su di lui.
Cosa hai offerto in cambio della tua vita? chiese poi.
Informazioni.
Lykos si limit a fissarlo.
Senios fiss il terreno e strisci i piedi, a disagio. La gigantessa e il suo cucciolo borbott, con voce che era poco pi che un sussurro. Ho portato il vecchio lupo e Fidele a vederli.
Lykos avvert un impeto di rabbia, misto a paura. Quello era il segreto che proteggeva pi gelosamente di tutti. Per dodici anni li aveva protetti da ogni male e tenuti al sicuro da occhi curiosi sull'isola di Pelset, ma le cose si erano fatte tanto fluide, con pericoli ovunque, che li aveva voluti pi vicini. E adesso Fidele e il vecchio lupo li avevano visti.
Il vecchio lupo deve morire, e Fidele deve essere riportata al mio fianco, dove io possa sigillarle la bocca.
E... riusc a dire, tenendo a fatica sotto controllo l'ira.
Sono sfuggito loro spieg Senios, sollevando infine la testa a incontrare lo sguardo di Lykos. Loro sono corsi via, inseguiti da alcune delle guardie dei giganti.
Quante?
Sette o otto.
Non abbastanza.
Quando  successo?
Dodici notti fa interloqu Alazon. Senios ci ha raggiunti otto notti fa, e ho mandato un'altra ventina di uomini nella foresta, accompagnati da cacciatori locali e cani.
Hai fatto bene, Alazon approv Lykos, battendo una pacca sulla spalla del guerriero. Poi fiss intensamente Senios e giunse infine a una decisione.
Kolai chiam, secco, rivolto al guerriero che Alazon aveva nominato suo capo scudiero.
S rispose questi, venendo avanti.
Ho bisogno di nuovi scudieri. Vedi se Senios  degno di esser uno di loro.
Kolai estrasse una spada corta e un coltello dall'impressionante assortimento di armi che portava indosso. Sbattendo le palpebre, Senios indietreggi di un passo.
Kolai si avvi verso l'arena, segnalandogli di seguirlo.
Lo sguardo di Senios saett di qua e di l, poi si pos su Lykos, che lo stava osservando come un mercante di cavalli al mercato.
Cosa stai aspettando? domand Lykos.
Senios si avvi con esitazione per seguire Kolai, impugnando a sua volta una spada corta e affibbiandosi uno scudo rotondo al braccio.
Cominciate ordin Lykos, e Kolai esplose letteralmente in avanti. Le spade si scontrarono generando scintille, i piedi sollevarono la polvere dal terreno compatto. Senios combatteva bene - del resto qualsiasi Vin Thalun che avesse raggiunto l'et adulta sapeva combattere - ma Kolai super pi volte la sua guardia, mentre le parate e gli affondi di Senios si facevano sempre pi frenetici a mano a mano che la superiore abilit di Kolai risultava evidente. In pochi istanti Senios si ritrov a sanguinare da una dozzina di piccole ferite, con il sangue che gli colava nell'occhio sinistro. Sapeva che era solo questione di tempo, quindi decise di giocare il tutto per tutto in un ultimo attacco.
Questo posso ammirarlo, quantomeno, ma lui ha tradito il mio segreto.
Senios fin steso per terra con lo stivale di Kolai piantato sul petto e la sua spada puntata alla gola.
Vita o morte? chiese il guerriero, senza distogliere lo sguardo da Senios.
L'esito che desideravo per questo duello  sempre stato uno soltanto. Senios mi ha tradito per sopravvivere un giorno di pi.
Morte.
La spada di Kolai scatt verso il basso, ci furono un gorgoglio e un fiotto di sangue, poi ripul e ripose le lame. A un cenno di Lykos, torn quindi a prendere posizione dietro di lui, a qualche passo di distanza. Sapeva che questa era una prova tanto per lui quanto per Senios, e al contrario di Senios l'ha appena superata.
Chi sono quelli? chiese ad Alazon, indicando gli uomini accalcati nelle gabbie in fondo all'arena.
Prigionieri. Perlopi si tratta di locali rimasti coinvolti nell'insurrezione, ma ci sono anche alcune guardie dell'aquila e combattenti della fossa che si sono rivoltati contro di noi.
Lykos ricord l'accaduto, con l'occhio della mente rivide Maquin e Orgull infrangere le serrature delle gabbie e i combattenti chiusi all'interno lanciarsi fuori. Si diresse alle gabbie e prese a camminare lentamente davanti a esse, studiando i prigionieri al loro interno. C'erano alcuni locali - contadini, cacciatori di pellicce, mercanti -, una manciata di malconce e insanguinate guardie dell'aquila... Si arrest di colpo.
Javed.
Javed era un combattente delle fosse, uno dei pochi che si erano fatti strada dai ranghi inferiori insieme a Maquin. Originario del Tarbesh, nell'Est, aveva un fisico snello e minuto che pareva fatto soltanto di muscoli d'acciaio. Lykos aveva offerto a lui e a una manciata di altri un ultimo combattimento il cui premio per il vincitore erano la libert e una cassa d'argento. Javed aveva vinto il suo incontro, si era guadagnato la libert e l'argento, e tuttavia aveva scelto di combattere al fianco di Maquin e di Orgull. Adesso sedeva a testa basa, rifiutando di incontrare lo sguardo di Lykos.
Ho visto il vecchio lupo che ti liberava. Sai che ti ha usato. Aveva bisogno di aiuto per fuggire.
A quel punto Javed sollev il viso, fissandolo con occhi roventi, ma non disse nulla.
Avresti potuto avere una cassa d'argento, e tuttavia sei di nuovo in una gabbia.
Ho visto la mia occasione di avere la libert e l'ho colta disse Javed.
Senza dubbio io avrei fatto lo stesso.
Non  durato a lungo, a giudicare da come stanno le cose sogghign Lykos.
Mi guadagner un'altra cassa d'argento replic Javed.
Ha sempre avuto fegato, glielo devo riconoscere.
Forse, ma prima dovrai guadagnarti il ritorno nella fossa, se sarai ancora vivo. Ti aspetta il remo di una galea.
Vide la luce spegnersi nello sguardo di Javed quando l'orrore della sua sorte si rivers su di lui.
Esatto. Sei di nuovo all'inizio. Poi, se sarai ancora vivo, ti aspetta il primo livello delle fosse. Forse ti rivedr qui fra un anno o due. Riprese a camminare, con gli occhi di Javed che gli trapassavano la schiena, ardenti. Nella gabbia successiva cont cinque guardie dell'aquila, e ordin che venissero tirate fuori.
Dietro questa insurrezione c'era Peritus. Dov'?
Nessuno rispose. Estratta la spada, Lykos la piant nel ventre di un guerriero e la tir via di scatto, con gli intestini che si riversavano al suolo come una botte di serpenti che si contorcevano. L'uomo url.
Dov' Peritus? chiese di nuovo Lykos.
Silenzio, rotto soltanto dalle urla di agonia dell'uomo che era appena stato sventrato.
Lykos cal la spada sulla caviglia del guerriero successivo. Si sent il crepitio dell'osso che si rompeva e lui colp ancora, fendendo carne e osso fino a lasciare il piede dell'uomo appeso per un filo di pelle. Contemporaneamente, avvert una fitta acuta alla schiena quando i punti tirarono fino a lacerarsi. Si allontan i capelli dalla fronte, il respiro affannoso.
Il guerriero con gli intestini sparsi al suolo aveva smesso di urlare e adesso emetteva gemiti pietosi, sommessi quanto il miagolio di un gattino affamato.
Dov' Peritus?
Tre uomini lo fissarono in silenzio. Uno di essi, un uomo dalla barba grigia, lo fiss impassibile, un altro aveva lo sguardo rovente. Il terzo era un ragazzo, che doveva aver da poco superato la sua Lunga Notte. L'urina gli colava lungo una gamba a formare una polla nella polvere. Ignorandolo, Lykos punt sull'uomo dallo sguardo rovente.
Dov' Peritus?
Il guerriero gli sput in faccia. Lykos gli cal il pomo della spada sulla bocca, spargendo al suolo denti e sangue, poi continu a colpire con l'elsa d'acciaio finch l'uomo si accasci privo di sensi, la faccia un ammasso di carne sanguinante. Allora Lykos gli vibr un fendente a due mani al collo, recidendo a met la testa.
Si sofferm quindi a riprendere fiato e a ripulirsi la faccia dal sangue e, nel sentire un rivolo caldo che gli colava dalla schiena sul fianco, comprese di aver riaperto la ferita, ma non se ne cur.
Dove. . Peritus.
Nessuna risposta. Il ragazzo che si era urinato addosso adesso stava piagnucolando.
Lykos avanz di un passo verso di lui.
No, per favore, no implor il ragazzo.
Un guerriero non implora,  sconveniente lo rimprover Lykos, strappando una risata ai Vin Thalun presenti. Avanz di un altro passo e sollev la spada.
A Ripa disse una voce. A parlare non era stato il ragazzo, ma l'uomo dalla barba grigia. Se  ancora vivo, Peritus  a Ripa.

22. Haelan.

Ho fame protest Haelan.
Dovrai aspettare la campana dell'altosole, come tutti replic Tahir, senza neppure prendersi il disturbo di guardare verso di lui.
Si trovavano in un grande recinto, dove Tahir era impegnato a ispezionare le cinghie della sella di uno stallone baio, mentre il cavallo batteva il terreno con uno zoccolo. Sono circondato da anime impazienti bofonchi.
La mamma non mi faceva mai aspettare, pens Haelan. In reazione al ricordo di lei, sent la pressione delle lacrime negli occhi, e sbatt le palpebre con forza per ricacciarle indietro. Odio aspettare disse.
Non  cos per tutti? grugn Tahir, mentre regolava le cinghie, poi si raddrizz e batt un colpetto sul collo dell'animale. Non dovresti essere impegnato a svolgere le tue faccende?
Detesto le faccende. Nella tenuta di Gramm vivevano almeno una ventina di bambini che erano ancora troppo giovani per mettere piede sul Campo del Sorbo, ma erano abbastanza grandi da poter essere impiegati per svolgere lavori utili.
Potresti andare a prendermi qualcosa da mangiare insistette Haelan, ignorando l'accenno di Tahir ai suoi incarichi. Spost lo sguardo sulla sala dei banchetti posizionata sul crinale di una collina, con il fumo delle cucine che si levava verso il cielo. Lo stomaco gli borbott.
No. Tahir sospese quello che stava facendo per fissare il ragazzo con durezza. Haelan conosceva quell'espressione, che aveva ormai gi visto molte volte, anche se continuava ad avere difficolt ad accettarlo.
Nessuno mi ha mai detto di no, tranne la mamma e zio Varic, e anche questo succedeva di rado.
Lo sguardo di Tahir si addolc per qualcosa che era affiorato sul volto di Haelan. Qui non ci sono trattamenti speciali, ragazzo. Devi fonderti con tutti gli altri. Per te  troppo pericoloso dare nell'occhio, e lo sai, ne abbiamo parlato pi di una volta, giusto? Il giovane guerriero fiss Haelan con occhi severi, trattenendo il suo sguardo con il proprio finch il ragazzo non annu.
Adesso intendo far scoprire a questo ragazzo cosa si prova ad avermi in groppa. Del resto, tu dovresti essere a sbrigare le tue faccende... fondendoti con gli altri. Dovresti essere al deposito di legname, giusto?
La risposta di Haelan fu un grugnito.
Inoltre, presto sar l'altosole, e potrai riempirti la pancia prima ancora di rendertene conto.
Non sono un bambino, pens Haelan. Quando avr la mia corona, ti costringer a portarmi da mangiare per tutto il giorno. Fiss accigliato la schiena di Tahir, mentre il guerriero montava in sella e il baio muoveva alcuni passi caracollanti.
Allora muoviti aggiunse Tahir. Non andr lontano, far solo qualche giro del recinto. Se i guai dovessero venire in visita, sar abbastanza vicino da chiudere la porta, come diceva la mia vecchia mamma.
Con un sospiro, il ragazzo si avvi attraverso il recinto.
La tenuta di Gramm si allargava davanti a lui, un robusto muro di legno che circondava un assortimento di edifici sparsi su una bassa collina, con la sala principale che sorgeva sulla cima. Ovunque c'era gente impegnata a lavorare alle svariate attivit commerciali che mantenevano fiorente la tenuta; legname e cavalli erano le principali. Gramm aveva costruito quel posto con le sue mani, in vista del confine della foresta di Forn, l aveva allevato i suoi figli e le sue figlie, e adesso oltre duecento anime vivevano su quella collina.
Haelan e Tahir erano l da oltre mezzo anno. Gramm li aveva accolti, si era preso cura di loro e li aveva protetti. All'inizio, Haelan aveva creduto che sua madre sarebbe presto venuta a prenderlo, e dopo una decimana aveva chiesto a Tahir perch lei ci stesse mettendo tanto tempo. Il giovane guerriero si era limitato a borbottare qualcosa sulla pazienza; uno dei suoi irritanti modi di dire, che erano numerosi. Dopo che era passata un'intera luna, Haelan aveva ripetuto la domanda, e questa volta Tahir non era riuscito a incontrare il suo sguardo. Poco tempo dopo, Gramm era venuto da lui e gli aveva chiesto di sedersi.
Quanti anni hai, ragazzo? gli aveva domandato.
Dieci estati, ma ne compir undici il giorno di Mezzo Inverno aveva replicato Haelan.
S. Bene, sei ancora un bambino, ma ti dovr comunque parlare come farei con un uomo.  il solo modo che conosco e non ha mai causato molto danno ai miei ragazzi. Si era grattato la barba, mentre nello sguardo gli affiorava una tristezza che per un momento aveva arginato le sue parole.
Abbiamo avuto notizie dal Sud, da Dun Kellen. Notizie di tua madre.
Haelan aveva sentito il cuore accelerargli i battiti.
 morta, ragazzo, o almeno questo  ci che mi ha detto il messaggero, e non ho motivo di dubitare di lui.
Morta aveva ripetuto Haelan, sentendo quella parola che gli sprofondava nel petto come una pesante pietra gettata nell'acqua.
S. Jael ha issato la sua testa su una picca. E ti sta cercando per fare lo stesso con te.
A quel punto erano giunte le lacrime, in una piena all'apparenza inarrestabile.
Dubito che possa essere di molto aiuto, ma condivido il tuo dolore. Mio figlio maggiore, Orgull,  morto laggi. Era un capitano dei Gadrai, e un amico di Tahir. Ha difeso la porta della galleria attraverso cui siete fuggiti.
Haelan si ricordava di lui, quell'enorme guerriero calvo senza collo, che pareva impossibile da sconfiggere. Rammentava in modo indistinto che Gramm aveva cercato di confortarlo, poi aveva lasciato la stanza ed era entrato Tahir, che era rimasto seduto in silenzio ad aspettare che le sue lacrime si esaurissero.
Mi prender cura io di te aveva detto Tahir. Siamo uguali, io e te, gli ultimi della nostra razza. Io sono l'ultimo dei Gadrai, e tu l'ultimo della tua discendenza. D'ora in poi, per, le cose saranno diverse, perch tu sei braccato. Jael sa che sei fuggito da Dun Kellen e ti vuole morto, perch sei il legittimo erede del trono di Isiltir e lui vuole la corona. Per questo non deve trovarti...
So di essere braccato, pens Haelan. Una volta avevano avvistato un gruppo di guerrieri che puntava verso la tenuta e, quando si erano fatti pi vicini, lui era riuscito a vedere la bandiera che sventolava sopra di loro: un fulmine su campo nero, intrecciato con un pallido serpente. La bandiera di Jael. Sono venuti per uccidermi, ricordava di aver pensato, e la paura che aveva provato nel vederli procedere al piccolo galoppo lo aveva paralizzato l nel cortile. Tahir lo aveva preso in braccio ed era corso via, nascondendolo nelle cantine sottostanti le cucine della sala dei banchetti. Erano rimasti l insieme, Haelan cercando di controllare il proprio tremito, e Tahir con lo sguardo fisso sulla botola e una mano sull'elsa della spada. Gli era sembrato che fossero passati interi giorni quando infine Gramm aveva aperto la porta e detto loro che i guerrieri se ne erano andati. Questo era successo alcune lune prima.
Il cortile ribolliva di attivit. Una ventina di guerrieri stavano montando in sella, con i cavalli che sbuffavano e battevano il suolo con gli zoccoli. Wulf, il figlio maggiore di Gramm, lanci poi un richiamo e guid il gruppo verso le porte. Haelan si spost di lato con un balzo, ritraendosi nell'ombra con l'intenzione di sfuggire allo sguardo di Wulf, che pi di una volta lo aveva rimproverato per il modo in cui evitava di svolgere il suo dovere nella tenuta.
A testa bassa, Haelan attravers di corsa il cortile, diretto al deposito del legname che si trovava all'estremo nord dell'insediamento, vicino al fiume. Superata la sala dei banchetti, si ferm per riprendere fiato mentre valicava la cresta della collina su cui era costruita, e il suo sguardo si appunt verso est e la foresta di Forn, dove il fiume scompariva in mezzo alla sterminata distesa di alberi che divorava l'orizzonte. Pi vicino al fiume, vide una fila dopo l'altra di tronchi abbattuti che galleggiavano sull'acqua come il corpo di una creatura semisommersa, spinti verso la tenuta dalla corrente e da lunghe chiatte.
Un cancello aperto nel muro di cinta portava al fiume e al ponte di pietra costruito su di esso, un ricordo dei giganti che un tempo avevano dimorato in quelle zone. Haelan vide alcune figure che si muovevano sulla riva, fra le imbarcazioni ormeggiate. Intravide Swain, il figlio di Wulf e anche ci che di pi simile a un amico lui avesse mai avuto. A Dun Kellen aveva avuto compagni di giochi, ma c'era sempre stata una separazione fra il futuro erede al trono e i futuri sudditi. Sono ancora l'erede di Isiltir, ma qui non sembra essere cos importante. A volte, faticava a ricordare il volto dei suoi genitori.
Swain era il capo naturale di quanti non erano abbastanza grandi da frequentare il Campo del Sorbo e, fin dal suo primo giorno alla tenuta, Haelan era stato attento a come si comportava con lui.
Corse gi per la collina e attraverso il cancello, fino alla riva del fiume.
Eccoti qui tuon una voce, quella del vecchio Kalf, massiccio quanto le barche di cui si occupava, che gli stava facendo segno di avvicinarsi.
Sei in ritardo, ma meglio tardi che mai, quindi datti da fare. Kalf gli porse un mazzuolo e un secchio, e Haelan arricci il naso per l'odore di canapa e pece di pino che si levava dal secchio. Muoviti, prima che la giornata sia finita.
Haelan trov una chiatta a cui non stava lavorando nessuno e si mise all'opera. Ormai sapeva cosa fare, avendo svolto quello stesso compito ogni giorno per l'ultima decimana. La tenuta di Gramm si era arricchita con il legname della foresta di Forn, la maggior parte del quale veniva trasportato lungo il fiume in grandi zattere galleggianti di tronchi legati insieme e trainati dalle chiatte. Oltre una dozzina di quelle imbarcazioni erano state tirate in secca e adesso pendevano appese a strutture di legno, in vari stadi di riparazione. Tutte avevano bisogno che lo scafo venisse calafatato con la pece contenuta nel secchio.
Adesso so farlo. Haelan avvert un senso di orgoglio mentre martellava le fibre coperte di pece nelle fessure del fasciame della chiatta, con la pece di pino che si attaccava ovunque. Riusc a piazzarne la maggior parte nel punto giusto, contrariamente a quanto era successo il primo giorno, quando i suoi sprechi gli avevano procurato pi di uno scappellotto da parte di Kalf. Si era vergognato e sentito inutile, finch Swain non aveva avuto compassione di lui e gli aveva mostrato come raccogliere e spargere la pece senza perderne la met per terra. Adesso riusciva a raccogliere, spargere e martellare con qualcosa di simile a una certa competenza, e ripet l'operazione finch le braccia non cominciarono a dolergli.
Stai migliorando comment una voce vicino a lui, poi Swain apparve munito a sua volta di un secchio e seguito dalla sorella minore Sif e da un cane irsuto. Ti aiuto a finire.
Aiuto anch'io disse sua sorella.
No ribatt con fermezza Swain. L'ultima volta che ci hai provato hai finito per spargere pi pece su te stessa che sulla barca. Sembravi uno spettro del fiume. La mamma ha dovuto tagliarti i capelli, e pa' per poco non mi ha ucciso. Siediti laggi e gioca con Pots.
A Swain mancava ancora mezzo anno per poter accedere al Campo del Sorbo, con gli arti che sembravano troppo lunghi per il suo fisico e i muscoli ben scolpiti che spiccavano lungo il corpo. Era tutto energia e idee, sempre pronto a trovare modi per rallegrare ogni giornata, che si trattasse di guidare furtive spedizioni notturne a caccia di ratti di fiume, o di organizzare scorrerie a spese dei forni della cucina. Tahir aveva sorpreso pi di una volta Haelan nell'atto di sgusciare via con Swain e una dozzina d'altri. Tu non puoi andare' gli aveva detto  troppo pericoloso'. Ma ultimamente Haelan aveva perfezionato le sue tecniche furtive, oppure Tahir aveva deciso di chiudere un occhio sulle sue avventure.
Swain si arrampic sull'intelaiatura di legno per lavorare alle parti dello scafo che Haelan non era in grado di raggiungere; insieme, fecero rapidamente progressi nel calafatare la chiatta. Le risate di Sif aleggiavano intorno a loro mentre lei giocava con il cane, una muscolosa palla di pelo bianco che prendeva volentieri parte alle avventure di Swain, fiutando i pasticci nascosti nelle cucine o scovando nidi di ratti lungo la riva del fiume. All'improvviso, il cane abbandon Sif e prese a saltare intorno alla scaffalatura, sotto Swain, cercando di mordere il suo martelletto penzolante.
Smettila, Pots ordin Swain.
Perch lo chiami Pots?
 nato dentro una pentola delle cucine, insieme ad altri sei cuccioli, e ha continuato a tornare l anche dopo che la cucciolata  cresciuta e gli altri sono stati dati via. Forse  per questo che  tanto bravo a trovare i pasticci rispose Swain con un sorriso complice, mentre scendeva alla scaffalatura. Si accoccol, segnalando a Haelan di avvicinarsi, e prelev qualcosa dalla sacca che portava alla cintura.
Prendi, qui c' un po' dell'ultimo pasticcio che Pots ha trovato, ci aiuter a tirare avanti fino all'altosole. Distribu un po' del pasticcio a Haelan e a Sif, poi gett il resto al cane, che lo inghiott senza masticare.
Grazie borbott Haelan, la bocca piena di crosta del pasticcio. Diede gli ultimi pezzetti a Pots e lo gratt dietro le orecchie.
Ecco, prenderci cura di te  un affare di famiglia afferm Swain, strizzandogli l'occhio.
Ti riferisci a Orgull, vero? Era tuo zio? Il fratello di tuo padre. Haelan costrinse i propri pensieri ad allontanarsi da sua madre e Dun Kellen.
S. Se n' andato da qui molto tempo fa e si  unito ai Gadrai della foresta di Forn dopo aver ucciso un gigante del Nord. Swain port la mano a un'accetta che gli pendeva dalla cintura e pass un pollice sulla lama. Quando  partito mi ha dato questa.
Era una copia perfetta, anche se pi piccola, delle asce che Haelan aveva visto usare dai guerrieri della tenuta di Gramm.
Lui com'era? chiese Swain, il cui volto esprimeva ora qualcosa di diverso dalla consueta sicurezza di s.
Haelan scroll le spalle. Era grosso.
Swain scoppi a ridere. Questo lo ricordo. Mi lanciava in aria come Pots fa con i ratti. Non ricordi nient'altro?
Haelan pens intensamente. Era chiaro che questo significasse molto per Swain, e gli era grato per molte cose da quando era arrivato l, non ultimo il pezzo di pasticcio che aveva appena mangiato.
Lacrime disse infine. Tahir ha pianto, quando abbiamo lasciato Orgull e quell'altro. Credo fossero buoni amici. Sapeva che dietro c'era una storia di fratelli di spada, e una parte di s voleva saperne di pi, mentre un'altra si ritraeva da qualsiasi cosa gli ricordasse le circostanze in cui sua madre era morta. Chieder di lui a Tahir.
Swain gli batt un colpetto sulla spalla, accompagnato a un debole sorriso.
Un mormorio fluttu fino a loro, aumentando di intensit. Haelan vide una dozzina di ragazzi e ragazze raccolti in un capannello vicino alla riva del fiume. Lui e Swain si affrettarono a raggiungerli, seguiti da Sif.
Era Trigg, che teneva alta una trappola di rami di salice.
La mezzosangue.
Trigg aveva la stessa et di Swain, ma era pi alta di lui di tutta la testa, con la faccia ampia e angolosa, arti lunghi e muscolosi. Sua madre e suo padre avevano fatto parte della gente della tenuta di Gramm, ed erano stati fra i membri di una spedizione che si era spinta lungo il fiume verso il monte e nella foresta di Forn. Non erano tornati. In seguito, le loro chiatte erano state ritrovate mezze affondate nel fiume, con segni visibili di combattimento, ma senza corpi a bordo.
Un anno pi tardi, la madre di Trigg era rientrata barcollando alla tenuta attraverso il ponte che portava alla Desolazione. Era vistosamente incinta e non del tutto in s, e farfugliava di essere stata fatta schiava dai giganti Jotun.
Quando Trigg era nata, sua madre era morta di parto, quindi lei era stata allevata dalla gente della tenuta, non da una specifica persona ma da molte di esse. Ora faceva parte della sua popolazione, anche se Swain e gli altri si comportavano diversamente in sua presenza. Non dicevano niente apertamente, ma Haelan notava la cautela con cui la trattavano, come se fosse stata un puledro ancora selvaggio. Come se fosse stata pericolosa. Haelan le aveva parlato solo di sfuggita, perch lei se ne stava sempre ai margini del gruppo, le rare volte in cui era presente, e tendeva a scomparire per lunghi lassi di tempo. Swain aveva detto a Haelan che lei si addentrava nella foresta, ma non aveva saputo spiegare il perch.
Cosa hai preso? chiese Swain facendosi largo fra la piccola folla.
Il ratto pi grosso che tu abbia mai visto sorrise Trigg, sollevando la gabbia. Qualsiasi cosa ci fosse stata all'interno, di certo era pesante, perch perfino Trigg faceva fatica a sollevarla. Haelan vide il cesto sobbalzare e dondolare.
Ed  infuriata.
Era nel fiume, a caccia di salmoni.
Swain sbirci attraverso i rami di salice ed emise un fischio. Io ne ho presi di pi grossi disse poi, strizzando l'occhio in direzione di Haelan.
Non ci credo ribatt Trigg in tono piatto. Nella sua voce non c'era rabbia, non appariva offesa, enunciava solo i fatti cos come lei li vedeva. Pots uggiolava intorno ai piedi di Swain, spiccando salti in direzione del cesto. Sembra che il tuo cane da ratti voglia misurarsi con lui. Che ne dici di una scommessa?
Haelan aveva visto Pots stanare e uccidere una ventina di ratti lungo il fiume e sapeva che era bravo, rapido e letale, tanto che i topi erano sempre morti nell'arco di pochi istanti.
No. Sif tir Swain per la mano. Non lo fare.
Swain sbirci di nuovo nella gabbia e si accigli. Il vecchio Kalf ci sorprender, e allora ci ritroveremo a pulire queste chiatte fino al giorno di Mezzo Inverno.
Laggi c' un granaio vuoto. Trigg sorrise, percependo la vicinanza della vittoria su Swain. Hai paura per il tuo cucciolo?
Swain sbuff. Allora, qual  la posta della scommessa?
Il mio coltello contro la tua ascia.
Non se ne parla.
Non hai molta fiducia nel tuo cane, vero?
Swain rimase in silenzio per un momento, poi annu e si misero tutti a correre verso uno dei granai. Mentre si affrettava a seguire gli altri, Haelan lanci un'occhiata oltre il fiume. Al di l di una striscia di vegetazione, il territorio verso nord cambiava rapidamente natura, trasformandosi in una landa desolata, spoglia e butterata, punteggiata da una catena di sparsi picchi montuosi che si perdeva in lontananza. La Desolazione, cos veniva chiamata quella striscia di terra dove il Flagello aveva imperversato pi violento, almeno stando a ci che Tahir gli aveva detto. Quello era stato il campo di battaglia dove gli eserciti di Asroth e di Elyon si erano scontrati, i Ben-Elim e i Kadoshim, e la terra era ancora infranta e sfregiata dall'ira di Elyon, un luogo di rocce e polvere, di rovine e abissi senza fondo. Spesso Haelan indugiava a guardare verso nord, immaginando la battaglia fra angeli e demoni che ne occupava l'interno panorama. Rabbrivid. Adesso si riteneva che soltanto i giganti si aggirassero per quelle lande desolate, effettuando qualche rara scorreria oltre il fiume sui loro grandi orsi. Un enorme martello da guerra e una pelle d'orso erano appesi nella sala dei banchetti, a ricordargli che i giganti e i loro orsi non erano soltanto favole.
Una volta nel granaio, Swain e Trigg crearono un cerchio con alcune balle di fieno, mentre gli altri cominciavano a gridare le loro scommesse e Haelan tratteneva Pots.
Uccidilo in fretta gli sussurr all'orecchio, e il cane gli lecc la faccia.
Swain venne a prendere Pots, e lo trattenne per la collottola mentre Trigg posizionava la gabbia di legno di salice dall'altro lato del cerchio improvvisato. Pots ringhi, rizzando il pelo, e Trigg apr la gabbia.
Qualcosa di nero e sinuoso ne balz fuori, strappando un sussulto collettivo alla piccola folla. Era un ratto, ma pi grosso di qualsiasi altro Haelan avesse mai visto prima. Dal muso alla coda, deve essere lungo quanto il mio braccio. Incisivi gialli brillavano in un muso malevolo, il corpo era rivestito di un fitto pelo irsuto. Di colpo, Haelan ebbe paura per Pots.
Il cane si scagli in avanti, una massa di pelo ringhiante.
Il ratto non cerc di fuggire, si raccolse su s stesso e spicc un balzo.
Gli avversari entrarono in collisione con un rumore di carne percossa. Pots si contorse nel tentativo di chiudere le fauci intorno al collo del ratto e i due rotolarono sul terreno polveroso fra un digrignare di denti e uno schizzare di bava, poi si separarono andando in direzioni diverse, le zampe di Pots che scivolavano nel cercare di fare presa sul suolo.
Il ratto ritrov l'equilibrio per primo, salt in avanti e i due animali tornarono a essere una massa vorticante. Di colpo, ci furono uno schizzo di sangue e un guaito animalesco. Haelan chiuse gli occhi spaventato, ma il riaffiorare del ricordo di sangue che schizzava in una galleria buia lo indusse a riaprirli di scatto. I due animali avvinghiati andarono a sbattere contro una balla di fieno. Haelan vide che le fauci del ratto erano serrate intorno a una spalla di Pots, che si contorceva frenetico, i denti che schioccavano e la testa che si torceva cercando di raggiungere il topo.
Pots si scroll con violenza e il ratto vol via accompagnato da un suono lacerante, rimbalzando contro il fieno.
I due animali si fissarono a vicenda, Pots con una zampa anteriore sollevata e il sangue che gli scorreva da una lacerazione irregolare alla spalla.
Morir, pens Haelan, sapendo che Pots uccideva grazie alla rapidit, di cui adesso era privo.
Aiutalo sussurr a Swain.
Non posso rispose lui, che appariva sconvolto.
Sif nascose il volto contro i calzoni del fratello.
Il ratto si avvicin a Pots, questa volta pi lentamente, il naso che vibrava. Pots scatt in avanti serrando i denti, ma incespic e il ratto scatt di lato per poi balzargli sulla schiena, affondando i denti. Pots emise un acuto guaito. Haelan chiuse gli occhi e strinse i pugni, cercando di soffocare quel suono. I ricordi lo assalirono, e i guaiti di Pots diventarono pi profondi, si trasformarono in qualcosa di diverso, di peggiore: i suoni emessi da uomini che morivano in una galleria scura, con il sangue che scorreva. Si prese la testa fra le mani, nel tentativo di bloccare quei suoni, ma le strida di dolore di Pots filtravano attraverso ogni cosa. In modo vago, si rese conto che si stava muovendo e che una mano cercava di trattenerlo, ma se la scroll di dosso e ignor le voci che gli gridavano qualcosa, poi il suo braccio prese a sollevarsi e abbassarsi, sempre pi in fretta, e un liquido caldo gli schizz sulla faccia, in bocca, offuscandogli la vista.
Scese il silenzio, infranto solo dal suo respiro ansimante e dall'uggiolare di un cane.
Si ripul gli occhi dal sangue e vide che aveva in mano l'accetta di Swain, ora viscida di sangue. Il ratto era una massa che sussultava sul terreno, ridotto a una carcassa devastata, con gli intestini sparsi intorno ai suoi piedi. Pots era strisciato via e lo stava osservando.
Si guard intorno, registrando il cerchio di facce che lo fissavano a bocca aperta. Sif piangeva.
Non  giusto protest Trigg. Il mio ratto stava vincendo. Swain entr nel cerchio e prese in braccio Pots.
Haelan sent le lacrime lasciare dei solchi nel sangue che gli copriva le guance. Le spalle cominciavano a dolergli.
Andiamocene disse Swain, circondandogli le spalle con un braccio. Sif gli prese la mano.
Guarda il mio ratto insistette Trigg, corrucciata. Avrebbe vinto. Gli hai detto tu di farlo.
Swain si ferm e si gir, poi tolse di mano a Haelan l'accetta e la gett ai piedi di Trigg.
La tua vincita disse.
No, non puoi farlo obiett Haelan. Te l'ha data Orgull.
 giusto cos dichiar Trigg. Avrei vinto comunque. Si chin a raccogliere l'arma e ne ripul l'impugnatura su una balla di fieno.
Il richiamo di un corno echeggi nel granaio e li indusse tutti a guardare verso l'ingresso. Swain si diresse deciso all'uscita.
Si radunarono fuori, mentre il corno tornava a risuonare.
Cosa succede? chiese Haelan.
Guarda rispose Swain, indicando a nord, oltre il fiume, verso la Desolazione.
Haelan obbed, accigliandosi. In lontananza, una nuvola di polvere aleggiava sopra il terreno.
Quella cos'? domand.
Polvere. Guarda il terreno al di sotto rispose Swain.
In un primo momento, Haelan non vide nulla, poi colse un movimento. Una fila di cavalieri emerse dalla Desolazione diretta alla tenuta di Gramm, accompagnata da uno scintillio di metallo sotto la luce del sole.

23. Ulfilas.

Ulfilas si sent pervadere dal sollievo quando il fiume apparve nel suo campo visivo, una scura vena scintillante che scorreva tortuosa attraverso il terreno spoglio. Al di l di esso c'era Isiltir. E addio a questa dannata terra di cenere e pietre. E ai giganti. E agli orsi.
 sempre piacevole tornare a casa dopo un lungo viaggio osserv accanto a lui re Jael mentre discendevano al piccolo galoppo un lieve pendio, gli zoccoli di duecento guerrieri a cavallo che sollevavano una nube di polvere alle loro spalle.
S, mio re.
E un viaggio coronato da successo aggiunse Jael, a voce pi bassa.
L'incontro con i Jotun era andato piuttosto bene. Nessuno era morto, e re Jael era parso di umore molto migliore durante il viaggio di ritorno. Ildaer, il signore della guerra dei Jotun, era parso molto colpito dalle armi antiche che Jael gli aveva donato. Ma  rimasto abbastanza colpito da dare la caccia a un principino fuggiasco? Ulfilas non ne era molto certo, e non riusciva a liberarsi dalla sensazione che tutto questo fosse sbagliato. I giganti erano il nemico, lo erano sempre stati da tempi immemorabili. Ulfilas era cresciuto all'ombra della foresta di Forn, dove la minaccia delle scorrerie dei giganti era stata quanto mai reale; certo, si era trattato degli Hunen, un clan diverso da quello dei Jotun, ma erano stati pur sempre giganti, selvaggi bellicosi di cui non ci si poteva fidare. Quindi fare accordi con loro era semplicemente sbagliato.
Ma chi sono io per giudicare? Questi sono tempi strani...
Cosa c' che non va? gli chiese Jael.
Stavo pensando a quanto possa essere saggio stringere alleanze con i giganti spieg Ulfilas.
Un modo cortese di dire che sono uno stolto replic Jael. Sorrise, ma era un sorriso privo di calore e i suoi lineamenti avevano un'espressione tagliente.
Mai, mio re.
Odio i giganti, disse Jael e vorrei che ogni clan di giganti fosse morto, una cosa che sogno da quando gli Hunen hanno massacrato mia madre e mio padre e bruciato la mia casa. Fece una pausa, le narici dilatate che tradivano la sua rabbia. Per desidero maggiormente essere re.
Si tratta quindi del bene maggiore comment Ulfilas.
Il mio bene maggiore, quantomeno si compiacque Jael. E poi, chiss, il mio sogno potrebbe ancora avverarsi. Abbiamo visto gli Hunen di Forn annientati, distrutti. Un clan in meno. Per ho bisogno dei Jotun.
Credi che troveranno il bambino? domand Ulfilas.
Forse... Jael scroll le spalle. Sempre che sia arrivato fin qui. Potrebbe essere morto, oppure ancora vivo a Isiltir, nascosto in qualche baracca di taglialegna. Molti lo aiuterebbero, per un errato senso di lealt verso un re morto. Oppure potrebbe essere fuggito a nord, nella Desolazione. Non lo so, ma non avr pace finch non vedr il suo cadavere ai miei piedi. Finch  l fuori, vivo o morto, Haelan costituisce per me una sfida.  la bandiera sotto cui radunarsi per ogni ribelle. Deve morire, e tutti devono vedere che  morto.
Dopo la caduta di Dun Kellen, svariate bande di guerra erano state mandate a setacciare il territorio di Isiltir, cercando sempre pi lontano. Ulfilas supponeva che Jael avesse ragione nel dire che Haelan era gi morto. Probabilmente giace da qualche parte in un fosso, cibo per i corvi.
Lo troveremo borbott.
S, noi o i Jotun. Ben poco attraversa la Desolazione senza che loro lo sappiano.
Ci credo. Ulfilas si gir a guardare in direzione delle colline da cui si stavano finalmente allontanando. Al limitare del suo campo visivo, molto al di l della colonna degli scudieri di Jael, si intravedeva un movimento, una sagoma che per un attimo si stagli sulla linea dell'orizzonte e che sembrava quella di un orso.
Si accertano che lasciamo le loro terre.
Torn a guardare davanti a s. Verso est incombeva la massa della foresta di Forn, scura e minacciosa. Adesso il fiume era pi vicino, e si scorgevano su di esso le forme nere di alcune barche. Verso sudest c'era un ponte e, al di l di esso, una collina sulla cui cresta sorgeva un edificio di legno circondato da una palizzata. Altri edifici erano sparsi lungo il pendio, fin quasi alla riva del fiume.
Un luogo desolato e pericoloso per una tenuta osserv Jael.
S. Chi pu essere stato tanto folle da costruire qui la sua casa, con la foresta di Forn a est e la Desolazione a nord?
Dag, il guardacaccia, torn sui suoi passi per unirsi a loro. Quella  la tenuta di Gramm. Vive qui da molto tempo, venti o venticinque anni. Dag aveva una serie di cicatrici che gli correva lungo un lato della faccia, dal cranio alla mascella, e che pareva formata da solchi lasciati da artigli. Parte di un orecchio mancava e su quel lato della testa i capelli crescevano solo a chiazze.
Davvero? comment Jael. Forse ha bisogno che gli si ricordi chi  il suo re.
Gli zoccoli martellarono sulla pietra quando la banda di guerra attravers il ponte sovrastante le torbide acque del fiume, intasate di tronchi tagliati e pronti per essere spediti a valle. Alcune facce sbirciarono da sopra la palizzata quando Jael e i suoi scudieri percorsero la strada che correva lungo il muro, passando accanto alle barche tirate in secca per le riparazioni, agli affumicatoi, alle concerie e ai granai, per raggiungere infine l'ingresso meridionale della tenuta. Ulfilas not che i raggi del sole si riflettevano sul metallo, qua e l lungo il muro. Ci sono almeno dieci uomini armati.
Sembra pi un villaggio che una tenuta osserv Jael, rivolto a Ulfilas e a Dag.
Lo , mio signore.
Cavalcarono lungo vasti pascoli recintati sui quali correvano mandrie di cavalli. Sono animali notevoli, possenti, not Ulfilas, ricordando come la reputazione della tenuta di Gramm non fosse legata soltanto al legname. Adocchi i cavalli con occhio avido. Sarebbero splendidi destrieri da guerra.
Animali magnifici. Sono sprecati, quass afferm Jael con un ghigno.
Proprio quello che stavo pensando replic Ulfilas.
La strada risaliva la collina, in cima alla quale le porte della tenuta erano aperte, e la colonna le oltrepass per addentrarsi in un ampio cortile. Guardie armate di lunghe lance erano di stanza sui camminamenti della palizzata, e un'altra manciata era disposta lungo il perimetro del cortile. Guardie ben equipaggiate, pens Ulfilas notando le cotte di maglia e le armi: avevano tutti la spada al fianco e una lancia in pugno. E anche un'ascia affibbiata sulla schiena.  una cosa insolita. Per quanto posso vedere, ci sono una dozzina di guardie intorno alle porte, e altre cinque nel cortile. E dovevano essercene altre dieci in cima alla palizzata, quando siamo passati. Quante altre possono essercene? Sono tutte qui, in uno spiegamento inteso a impressionarci? Devono averci visti arrivare, e hanno avuto il tempo di prepararci un benvenuto. Sorrise nel guardare gli scudieri di Jael riempire il cortile che, per quanto grande, aveva comunque difficolt a contenere duecento scudieri, tutti in sella a fieri cavalli da guerra. Credo che saremo noi a impressionare loro.
Una figura emerse dalla sala dei banchetti e sost in cima ai larghi gradini. Era un uomo dai muscoli massicci, ma anche dal ventre piuttosto ampio, alto e biondo, con striature grigie nei capelli e nella barba intrecciata. Indossava semplici calzoni e una tunica di lana fermata intorno alla vita.
Salve grid l'uomo. Sono Gramm, signore di questa tenuta, e vi do il benvenuto. Guard la bandiera che sventolava sotto la brezza tesa del nord sulla lancia di uno degli scudieri di Jael: un fulmine intrecciato a un pallido serpente su campo nero.
Siete uomini di Jael, vedo. Siate i benvenuti. Avanti, entrate. Vi offriremo cibi e bevande.
Ulfilas smont di sella e sal i gradini, salutando a sua volta Gramm con un cenno del capo.
Siamo qualcosa di pi degli uomini di re Jael rispose, ponendo una certa enfasi sulla parola re. Siamo gli scudieri scelti, che lo proteggono nel suo viaggio nel nord del suo regno. Nel parlare, protese una mano verso Jael, che sedeva eretto sul suo stallone, avvolto in un mantello nero, con l'aria pi regale di qualsiasi re Ulfilas avesse mai visto.
Per un momento Gramm rimase come paralizzato, e sul suo volto apparve qualcosa che fece rizzare i capelli sulla nuca a Ulfilas, mentre una minaccia di violenza si faceva d'un tratto intensa nell'aria. Poi quell'espressione scomparve dal volto di Gramm.
Ulfilas si accigli, sconcertato.
Lentamente, con mosse goffe, Gramm pieg a terra un ginocchio.
Tu mi onori disse. Benvenuto nella mia sala, re Jael.
Jael smont a sua volta e sal i gradini che portavano alla sala, posando una mano sulla spalla di Gramm e invitandolo ad alzarsi.
Benvenuto nella mia sala reiter Gramm.
Sembra sconvolto, ma del resto non capita tutti i giorni che un re venga in visita.
Ti ringrazio rispose Jael.
Se avessi saputo del tuo arrivo, avrei preparato un banchetto e letti degni di un re e della sua scorta.
Questa visita non era pianificata spieg Jael. In realt, sono diretto verso le terre settentrionali di Isiltir all'inseguimento di ribelli e di briganti. Ci siamo imbattuti per caso nella tua tenuta, e mi  parsa una buona opportunit per incontrare qualcuno di cui ho molto sentito parlare.
Tu mi onori si scherm Gramm.
Ti chiedo scusa per essere piombato qui senza essere annunciato continu Jael. Non mi fermer a lungo, ma qualcosa per sciacquarmi la gola e riempire lo stomaco mi sarebbe gradito.
La mia carne e il mio idromele sono tuoi dichiar Gramm, nella tipica formula di accoglienza. Cibo e bevande per i nostri ospiti grid quindi, agitando in aria le braccia.
Per qualche tempo ci fu il caos, mentre i guerrieri smontavano e uno sciame di bambini spuntava come dal nulla per prendere le redini e accudire i cavalli. Gramm circond con un braccio le spalle di un ragazzo e si chin a sussurragli qualcosa all'orecchio; il ragazzo teneva nel cavo di un braccio un cane, di quelli usati per la caccia ai ratti, che perdeva sangue da una lacerazione alla spalla.
Vai a chiamare tuo padre Ulfilas sent dire a Gramm.
S, nonno rispose il ragazzo, e si allontan in fretta attraverso il cortile. Ulfilas intercett lo sguardo di Dag e accenn in direzione del ragazzo. Dag sgusci immediatamente via in mezzo al cortile affollato.
Gramm continu a impartire ordini mentre precedeva Jael e Ulfilas nella sala, seguiti dagli altri guerrieri.
La sala era grande, con una fossa per il fuoco in cui ardeva ancora un letto di braci. Due lunghi tavoli correvano lungo i lati in modo da lasciare un passaggio nel centro, e un terzo tavolo occupava tutta la lunghezza della parete di fondo, sulla quale erano appese un'enorme pelle d'orso, con le fauci aperte e ringhianti, e accanto a essa un martello da guerra dei giganti.
 ovvio che i rapporti con i loro vicini Jotun non sono molto amichevoli.
Il cibo fornito dalle cucine di Gramm era buono, semplice ma caldo e molto abbondante. Una bambina bionda offr a Ulfilas una brocca di idromele, ma lui rifiut e opt invece per un po' di acqua fresca. Come scudiero di Jael, era sempre sul chi vive, ma in questo posto sentiva di dover essere ancora pi in guardia. Qualcosa lo rendeva inquieto.
Quella brocca sembra pesante per te, piccola disse alla bambina che serviva l'idromele.
Il nonno dice che dobbiamo sollevare pi di quanto siamo capaci di fare replic lei con un'espressione concentrata che faceva aggrottare il visino lentigginoso. Dice che ci rende forti, dentro e fuori. Il suo sguardo si spost su Gramm.
Un buon insegnamento approv Jael con un sorriso.
La vita  dura, qui nel Settentrione afferm Gramm. Rivolto alla bambina, aggiunse: Ora vai, Sif.
Allora hai dei figli? chiese Jael.
S borbott Gramm.
E nipoti continu Jael, seguendo con lo sguardo la bambina, che si era spostata con la sua brocca di idromele verso un tavolo occupato dai suoi scudieri.
Dopo la sua iniziale sorpresa nel trovarsi alla presenza del re, Gramm pareva essersi calmato. Jael era cortese e affascinante come Ulfilas lo aveva visto essere in innumerevoli occasioni, e adesso Gramm gli stava raccontando di come avesse costruito quella tenuta con le sue stesse mani, sfidando la vicinanza della foresta di Forn e della Desolazione per sfruttare i vantaggi offerti dal legname e dal fiume.
Un'impresa ardita comment Jael.
E che ha fruttato bene, aggiunse fra s Ulfilas, osservando le dimensioni della sala.
Ti sei costruito una vita prosperosa osserv Jael. I profitti devono essere davvero elevati, per poter provvedere a cos tante persone.
Jael non  uno stupido, senza dubbio ha visto tutto ci che ho notato io, e anche di pi.
Non voglio negare che i commerci vadano bene ammise Gramm.
E i tuoi guerrieri... Non ne ho mai visti cos tanti in una singola tenuta, e con un equipaggiamento cos insolitamente buono continu Jael.
La vita  pericolosa, tanto a nord. Gramm indic la pelle d'orso e il martello da guerra appesi al muro. Quelli non sono l come decorazione, ma per ricordarci che siamo vicini alla Desolazione e alla foresta di Forn. Spesso un inverno rigido  tutto quello che ci vuole perch i giganti attraversino il fiume, o per attirare qui creature con pi zanne e zampe di quanto possa essere salutare per noi. Qui i guerrieri dotati di spade affilate sono una necessit, non un lusso. Inoltre, con tutto quello che sta succedendo pi a sud, precis lanciando uno sguardo a Jael banditismo e furti hanno raggiunto quass livelli mai visti prima. I briganti cercano di sfruttare i disordini in corso a Isiltir, e le mie terre sono state razziate pi di una volta.
Adesso tutto questo finir. Ci penser io. Isiltir ha un nuovo re, e intendo portare la pace a questa terra. I briganti hanno i giorni contati.
Mi fa piacere sentirlo replic Gramm.
Parlando di quello che sta succedendo al sud, a chi va la tua fedelt? Il tono di Jael non aveva subto cambiamenti di sorta, ma la sala parve farsi silenziosa, come se tutti trattenessero il respiro in attesa della risposta di Gramm.
Lui fiss Jael con espressione indecifrabile. Qui siamo molto lontani da tutto, isolati. Le priorit cambiano quando vivi ai confini di terre selvagge. A dire il vero, ho ben poco interesse per quello che succede a Isiltir. La mia famiglia, cibo sulla mia tavola, il commercio, che i giganti rimangano a nord del fiume... queste sono le cose in cima alla mia lista delle priorit. Se per  necessario fare una scelta, allora sono un uomo di Isiltir, fedele al suo re. Su questo non devi avere dubbi.
Mi fa piacere saperlo disse Jael. Ti sono grato per la tua sincerit.
 tutto ci che un uomo ha ribatt Gramm scrollando le spalle.
Infatti.
Ulfilas vide un'ombra apparire sulla soglia spalancata della sala: Dag, il guardacaccia, che gli rivolse un cenno e torn a scomparire alla vista.
Allora lascia che ti ricambi il favore e sia sincero con te afferm Jael. Mi farebbe molto piacere se potessimo lavorare insieme.
Cosa intendi? domand Gramm.
Mi servono informazioni. Se so dove si nascondono i miei nemici, allora posso porre fine a questi tempi oscuri di cui parli. Ne beneficeremmo entrambi. Jael smise di mangiare per fissare Gramm.
Dove si nascondono? ripet Gramm, facendo una pausa per strappare un pezzo di pane da una pagnotta. Lentamente, incontr e sostenne lo sguardo di Jael.
S. Queste terre del Settentrione sono vaste, e ci sono innumerevoli posti in cui un nemico astuto si potrebbe nascondere. Tu per sei nella posizione ideale per raccogliere notizie. Se potessi mandarmi informazioni su dove si trovano i briganti di cui parli, questo mi sarebbe estremamente utile. E io ricompenso sempre coloro che mi sono utili.
Gramm rimase in silenzio.
Mi riferisco in particolare a qualcuno che sto cercando continu Jael. Un nemico che potrebbe essere nascosto qui nel Settentrione. Si tratta di un bambino e di un guerriero.
Non sembrano cos pericolosi. Di certo non li si pu definire una banda di briganti sorrise Gramm.
No, ma  comunque importante che mi siano consegnati. Li prender. Il bambino ha undici estati e i capelli rossi. Il guerriero  giovane, non pi di venti estati. Un superstite dei Gadrai.
Credevo che i Gadrai fossero servitori di Isiltir, fedeli al loro re osserv Gramm.
Non questo. La maggior parte dei Gadrai  caduta nella foresta di Forn, in combattimento contro gli Hunen. Non erano cos abili a uccidere giganti quanto si sarebbe creduto in base alla loro reputazione. Jael ridacchi della sua battuta, imitato da alcuni dei suoi scudieri. Non ci furono risate fra la gente di Gramm.
Questo per  ancora vivo, o almeno lo era quando Dun Kellen  caduta.  un traditore e un rinnegato. Hai visto qualcuno che corrisponda alla descrizione di quei due o sentito parlare di due persone del genere che si aggirino da queste parti?
No rispose Gramm.
Apprezzerei che mi aiutassi a trovarli.
Far il possibile replic Gramm, tornando a concentrarsi sul pane.
Sono certo che lo farai, Sembri un uomo onesto, quindi dovrei accettare la tua parola. Purtroppo per, le mie recenti esperienze... ecco, diciamo che trovo difficile fidarmi di chiunque. Una mia pecca, lo ammetto, ma soffro spesso di sfiducia, di diffidenza. Sensazioni che provo anche adesso.
Posso darti la mia parola, la mia assicurazione... cominci Gramm, ma Jael lo interruppe.
Un'assicurazione. S, proprio ci a cui stavo pensando. Parlando, tocc il braccio di Ulfilas.
Lui si lanci oltre il tavolo, sparpagliando piatti, cibo e brocche nel proiettarsi in avanti. Si ud uno strillo acuto, e un attimo dopo Ulfilas teneva stretta a s la bambina che serviva l'idromele, Sif. Estratto il coltello, glielo punt alla gola.
Una donna url e cerc di raggiungere Ulfilas, ma gli scudieri di Jael si alzarono formando un muro intorno a lui e alla bambina.
No! grid Gramm, scattando in piedi con tanta violenza da rovesciare la sedia alle sue spalle. Altri uomini levarono grida di protesta e ci fu un rumore di spade che uscivano dal fodero.
Io non lo farei avvert Jael, alzandosi a sua volta, lentamente, e pulendosi la bocca dal cibo per poi dirigersi con calma verso Ulfilas.
Lei  tua nipote, e come mi hai appena detto, la famiglia  la tua priorit. Credo che verr con me, come mia ospite. Ci prenderemo cura di lei e non le sar fatto del male, finch farai quello che ti chiedo.  una garanzia. Capisci quello che dico?
Gramm si limit a fissarlo, contratto in volto, con i pugni serrati.
Hai capito? ripet Jael. Non te lo chieder una terza volta.
Ho capito conferm Gramm in tono piatto.
Bene. Jael guard verso Sif. Smettila di piagnucolare, bambina ingiunse. Immagino che lei ti sia cara, ma  una fra tanti ed  soltanto una bambina. Credo mi serva una garanzia maggiore di questa.
Se credi che faccia sfilare i miei nipoti davanti a te, sei uno stolto ringhi Gramm.
 vero, lo sarei. Meglio limitarmi a prenderne un altro. Jael lanci un richiamo e due figure apparvero sulla porta: Dag e, trattenuto da lui, il ragazzo che Gramm aveva mandato via in precedenza e che adesso sanguinava da un labbro, pur continuando a stringere il suo cane sotto un braccio.
Swain sussult Gramm, e la donna che aveva cercato di raggiungere la bambina croll in ginocchio singhiozzando.
Bene approv Jael con un sorriso. Adesso sono sicuro di avere la mia garanzia. Lasci a grandi passi la sala, uscendo sotto la pallida luce del sole, e mont a cavallo.
Ulfilas gli and dietro, seguito da tutti i presenti. Sif prese a dibattersi mentre lui saliva a cavallo, e Ulfilas la scroll.
Stai ferma, bambina, o ti prenderai uno schiaffo sbrait.
Il ragazzo sorvegliato da Dag gli si lanci contro, ma lui lo afferr per la tunica e lo colp alla testa con l'elsa del pugnale. Il ragazzo si accasci al suolo con il cane che si ergeva protettivamente su di lui, ringhiando.
Quella vista strapp una risata a Jael. Dag assest un calcio al cane, facendolo rotolare lontano con un guaito, poi sollev il ragazzo e lo gett di traverso sulla sua sella.
Adesso sei i miei occhi nel Nord disse Jael a Gramm. Il ragazzo e il suo protettore. Portameli o fammi sapere dove sono, e i tuoi familiari ti saranno restituiti illesi. Poi gir il cavallo e usc al trotto dal cortile.
Ulfilas lo raggiunse sulla lunga strada che costeggiava i recinti.
Credo che tu abbia fatto colpo.
S. Gramm non dimenticher il suo nuovo re.
Per non mi sono preso un cavallo nuovo osserv Ulfilas, guardando nei recinti.
La prossima volta promise Jael.
Adesso ti fidi di Gramm?
Non mi fido di nessuno, Ulfilas, neppure di te, anche se sei stato il mio scudiero da prima che riuscissi a sollevare una spada.
E io non mi fido di te.
La fiducia per  sopravvalutata, come l'amore, la fedelt e la devozione. La paura, Ulfilas, questo  ci che conta per me. Finch mi teme, andr tutto bene.
Ulfilas si gir a guardare verso la tenuta di Gramm, cinta dal suo robusto muro di legno. Non aveva scorto traccia di paura sul volto di Gramm, quando aveva inizialmente accolto il suo nuovo re. No, quell'emozione che gli era affiorata sul volto per un istante, subito mascherata, era stata qualcosa di molto diverso.
Era stata odio.

24. Tukul.

Tukul sedeva in sella accanto a Corban, in paziente attesa mentre la banda di guerra si preparava a muoversi. Distrattamente, si protese in avanti ad accarezzare un orecchio di Daria, che reag con un sommesso nitrito. Erano ormai tutti riuniti e aspettavano soltanto Corban, immerso in una conversazione con Brina ed Ethlinn. Poi i tre si separarono e Corban mont su Scudo, che prese a battere il terreno con lo zoccolo e a sbuffare, inducendo Daria a nitrire in risposta.
Qualcosa lo ha cambiato. Ieri era incerto, grondava preoccupazione. Adesso appare... deciso.
Corban lasci scorrere lo sguardo sui volti che lo fissavano.
Abbiamo nemici alle spalle e nemici davanti a noi grid. La sola scelta possibile  decidere chi affrontare per primo. Ci dirigeremo a sud, e vedremo cosa ne pensa di noi la banda di guerra di Rhin. L'unica corsa che faremo sar verso di loro.
Tukul si sent percorrere da un brivido che era in parte di timore e in parte di eccitazione, e che accolse con piacere. Corban sedeva eretto in sella, con Tempesta che si aggirava intorno alle zampe di Scudo. Quanto ai Kadoshim, li lasceremo per un altro giorno. Qualche risata accolse quelle parole. Corban lev alto il pugno. Verit e coraggio, e vi rivedr tutti dall'altra parte.
Tukul sent la propria voce mescolarsi a molte altre in un comune grido di guerra.
Craf, Fech, ho bisogno di entrambi continu Corban.
I due uccelli erano appollaiati sulla sella di Brina e lo fissarono con un'espressione sospettosa nei piccoli occhi neri.
Per favore.
Fech voler. Hai chiesto gentilmente. Il corvo imperiale chin la testa in quello che sembrava un inchino beffardo.
Grazie rispose Corban, un sorriso che gli tremava sulle labbra. Fech, tu volerai davanti a noi per indicarci dove si trova la banda di guerra di Rhin. Craf, tu vedi se riesci a individuare Nathair e i Kadoshim.
Craf e Fech si levarono in volo, salirono insieme a spirale nel cielo e poi si separarono, uno diretto a sud e l'altro a nord.
La banda di guerra si mise in movimento, con Corban che guidava la colonna centrale lungo la strada fatiscente. Adesso parecchi cavalli Jehar trasportavano un cavaliere in pi, gli abitanti del villaggio che erano sfuggiti ai Kadoshim nella foresta.
Sono appena una ventina.
Meical aveva consigliato di abbandonarli, ma Corban aveva opposto un adamantino rifiuto.
Ci rallenteranno aveva protestato Meical.
Corban si era mostrato inorridito. Non posso abbandonarli ai Kadoshim.
Lasciarli qui non equivale a una sentenza di morte. Probabilmente sopravvivranno. Tutto quello che devono fare  nascondersi finch i Kadoshim non saranno passati oltre.
E se i Kadoshim trovassero le loro tracce? Se fossero affamati?
Tutti loro avevano visto come i Kadoshim nei boschi avevano cercato di banchettare a spese di quelli che erano riusciti ad afferrare, e i superstiti avevano raccontato storie simili riguardo all'assalto al loro villaggio.
Questa  guerra, Corban, e si devono prendere dure decisioni che possono fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta.
Corban aveva chiesto alla gente del villaggio se preferiva accompagnare la banda di guerra o rimanere l e nascondersi. Nessuno aveva voluto rimanere.
Non li abbandoner aveva ribadito Corban, cocciutamente, e questo aveva posto fine alla discussione. Meical aveva scosso il capo, ma non aveva detto altro.
Il nostro Ben-Elim sta scoprendo che il suo Astro Splendente  meno accondiscendente di quanto si aspettava. Tukul si era limitato a scrollare le spalle. Possiamo incamerare una ventina di persone in pi, senza contare che presto potremmo avere cavalli di riserva. Quelli dei nostri morti, o dei nostri nemici.
Erano in marcia da poco quando un suono gracchiante attrasse l'attenzione di Tukul perch in esso c'era qualcosa di frenetico. Ne girarsi a guardare, vide un punto nero nel cielo che diventava sempre pi grande.
 uno dei nostri? Non riusciva a ricordare quale dei due corvi si fosse diretto a nord.  Craf o Fech? C'era qualcos'altro nel cielo, pi in alto rispetto al corvo, un secondo punto nero che improvvisamente saett verso il basso.
Craf! grid Brina, e gir il cavallo, tornando indietro. Corban la segu, mentre la banda di guerra rallentava fino a fermarsi. Tukul fece voltare a sua volta la giumenta e si lanci al galoppo dietro a Corban.
Craf aveva appena raggiunto la foresta quando il falco lo colp.
Brina url.
Ci fu un'esplosione di penne e i due volatili presero a vorticare insieme, Craf stridendo di terrore mentre gli artigli del falco si chiudevano intorno a lui.
Impotente, l'intera banda di guerra rimase a guardare i due lottare e dimenarsi nell'aria. Dath aveva l'arco teso e una freccia incoccata, ma era impossibile prendere bene la mira.
Poi un altro uccello piomb sui due contendenti.
Fech.
Ci fu un'altra esplosione di penne, e uno dei due uccelli precipit in mezzo agli alberi. Si sentirono una serie di schianti e di rami che si spezzavano, poi una sagoma nera cadde a terra, dove si agit debolmente, un'ala piegata in modo innaturale e immobile.
Craf ferito stridette, mentre Brina si precipitava da lui e lo prendeva fra le braccia.
Al di sopra degli alberi, Fech e il falco si contorsero e si separarono. Una freccia solc l'aria sibilando e manc il rapace di una spanna, poi i due furono di nuovo avvinghiati volando oltre gli alberi e su un pascolo, in direzione del fiume. Adesso erano a una quota molto pi bassa e quasi rasentavano l'erba. Il terreno trem quando Balur spicc la corsa al loro inseguimento.
I due uccelli andarono a sbattere contro un masso piatto, sulla riva del fiume, e si separarono rotolando. Il falco si raddrizz per primo e con un colpo d'ali si lanci su Fech. Un secondo battito d'ali e il rapace si lev in volo, salendo di quota con Fech saldamente stretto negli artigli. Una freccia rimbalz contro una roccia, mancando il falco di stretta misura.
Altre frecce fendettero l'aria e il falco esegu una virata, con Fech che si dibatteva debolmente nella sua stretta, poi si libr in alto per un momento e impresse una selvaggia torsione con gli artigli. Tukul sent il crepitio di ossa minuscole che si spezzavano. Poi il becco del falco cal repentino e si sollev grondando gocce di sangue, prima che di lasciar cadere Fech. Il vecchio corvo imperiale precipit come una pietra e colp il terreno con un tonfo sordo.
Il falco prese rapidamente quota fra le frecce che gli sibilavano intorno, e in pochi istanti si port fuori tiro, diretto a nord. Balur raggiunse Fech e lo raccolse, le ali che penzolavano inerti. Nel vedere il volto del gigante contrarsi, Tukul comprese che Fech era morto.
Ripresero in silenzio la marcia lungo la strada fatiscente, un umore cupo che aleggiava su tutta la colonna dopo la morte del corvo.
Era soltanto un uccello, e tre dei miei fratelli di spada sono morti questa mattina nel combattere contro i Kadoshim. Eppure, la morte di Fech pareva averli colpiti tutti.
Corban aveva detto di aver riconosciuto il falco. Era pronto a giurare che si chiamasse Kartala e appartenesse a un mercante che lo aveva tradito sulle montagne vicino a Dun Vaner. Un servitore del nemico. Avrebbe senso. Adesso non siamo pi gli osservatori, ma gli osservati.
Tukul scroll le spalle.
Inutile preoccuparsi per le cose che non posso modificare. Ci aspetta una battaglia, e l c' qualcosa che posso fare.
Era ormai l'altosole, e avevano coperto parecchia strada. Il territorio stava cambiando, da colline alberate a un'ondulata brughiera. Presto dovremmo incontrarli. Sentiva il peso rassicurante della spada affibbiata sulla schiena, e abbass la mano sull'ascia che aveva al fianco, un dono che Wulf gli aveva fatto quando era alla tenuta di Gramm. Finora gli era stata molto utile e aveva fracassato pi di un cranio. E ce ne saranno altri da fracassare.
Alla sua sinistra, Corban lanci un richiamo, gettando un'occhiata gi per la ripida massicciata al lato della strada, in direzione delle acque spumeggianti del fiume.
Allora  il momento. Gli piaceva il piano di Corban, perch aveva una semplicit che gli andava a genio. Per il suo modo di vedere, l'unico problema era la parte che era stata affidata a Brina e alla gigantessa. Quando si aveva a che fare con il potere della terra, le cose potevano andare male in modo drastico.
Brina cavalcava poco lontano, con Ethlinn che le camminava accanto. Le due si scambiarono un cenno, poi presero a cantilenare, lunghe frasi ritmate in una lingua che lui non era in grado di comprendere. Meical aggiunse la propria voce alla loro.
Pi avanti, il fiume prese a ribollire e una nebbia bianca si lev dalle sue acque, spargendosi sui prati, strisciando su per la massicciata e stendendosi sulla strada fino ad ammantare la banda di guerra. Tukul guard verso suo figlio, che cavalcava subito dietro Corban. La nebbia vorticava intorno agli zoccoli dei cavalli come filamenti di seta, espandendosi rapidamente e sollevandosi sempre di pi, fino a fagocitarli.
Cavalcare nella nebbia era strano. Limitava il campo visivo, tanto che Gar e Corban erano diventati ombre indistinte. Tukul azzard un'occhiata alle sue spalle, verso la manciata di Jehar e di giganti che lo seguiva e che ricambi il suo sguardo con espressione cupa, poi si concentr sullo spazio che aveva davanti, tendendo l'orecchio per cogliere qualsiasi suono prodotto dal nemico.
Alla sua sinistra risuon un urlo accompagnato da uno schianto e da un nitrito di terrore, poi torn il silenzio. Davanti a lui incombette un'ombra che nell'arco di pochi istanti si solidific fino a diventare un guerriero a cavallo, con il volto contorto dal panico e la mano stretta intorno a un corno che portava alla cintura.
Uno dei loro esploratori. Allora siamo vicini.
Tukul estrasse la spada con un sibilo e decapit il guerriero, il sangue che fiottava rosso in maniera sorprendente sullo sfondo bianco della nebbia. Altri suoni echeggiarono lungo tutta la linea della banda di guerra, segnalando altri incontri come quello. Tukul si sent pervadere da un'ondata di esultanza. Sto andando in battaglia insieme a mio figlio, al seguito del Seren Disglair. Sia resa lode a Elyon, signore degli eserciti, per avermi permesso di vivere fino a vedere questo giorno. Possa il nostro cuore rimanere puro e la nostra spada affilata. Scoppi in una lunga, sonora risata, con l'adrenalina che gli pompava nelle vene. Adesso procedevano al piccolo galoppo. Intorno a loro, la nebbia cominci ad assottigliarsi e a evaporare. Uno squillo di corno risuon poco lontano, pi o meno dove doveva trovarsi Corban.
Con me! grid Tukul guidando il cavallo sulla destra e allontanandosi dalla banda di guerra. Un centinaio di guerrieri lo segu, lasciandosi alle spalle la nebbia che si andava dissipando. L'improvvisa luce del sole risult tanto intensa da costringerlo a sbattere le palpebre.
Il nemico era l, sparso lungo l'ampia strada, un misto di guerrieri a cavallo e a piedi, questi ultimi perlopi raccolti intorno ai carri che procedevano in coda alla colonna. Tre o quattrocento spade. Tukul vide l'espressione di orrore che si dipinse sul volto dei nemici quando la loro banda di guerra emerse dalla nebbia, con wolven e giganti che ringhiavano e lanciavano richiami bellici.
Una simile vista spaventerebbe perfino me, comment tra s e s.
Un momento pi tardi ci fu un grande schianto, quando Corban e la massa della banda di guerra si abbatterono sulle prime linee della colonna nemica. Tukul vide Tempesta spiccare un balzo e strappare un cavaliere dalla sella, poi cerc Gar, gli parve di intravederlo con in pugno una spada ricurva che si sollevava e abbassava. La paura per suo figlio gli attanagli il ventre. Vivr o morir, disse a s stesso, costringendosi a distogliere lo sguardo.
Tenne le redini, guidando il cavallo lungo un arco che riportava verso la strada, gli occhi fissi su una sacca di guerrieri che parevano essere pi rapidi degli altri a riorganizzarsi. Erano raccolti intorno ai carri e si stavano spargendo lungo la massicciata per affiancare la punta di freccia umana con cui il contingente di Corban aveva trafitto il cuore delle forze nemiche. Guardandosi alle spalle, vide che Jehar e Benothi lo stavano seguendo, allargandosi su ambo i lati. Quando avessero colpito il nemico sarebbero stati come un muro, non come una punta. Vide Akar, che gli rivolse un cupo cenno di assenso. Tukul aveva mescolato i due gruppi di Jehar, perch si era accorto che si stava formando un contrasto fra i Cento che lo avevano seguito da Telessar e i superstiti di quanti avevano invece seguito Sumur. Questo non va bene. Siamo fratelli. Quel che  fatto  fatto, e non ci dovrebbero essere attriti fra di noi. E niente unisce pi di una battaglia.
Quando fu a duecento passi di distanza, spinse Daria al galoppo e le lasci briglia sciolta. Lei non se lo fece dire due volte e scatt in avanti. Con il vento che gli sferzava il volto, Tukul avvolse le redini intorno al pomo della sella, serrando con forza le ginocchia intorno ai fianchi della giumenta, poi rimosse la sicura che tratteneva l'ascia nel fodero appesa alla sella.
Centocinquanta passi.
Il terreno vibrava al ritmo della loro carica, percosso dagli zoccoli e dalle calzature ferrate dei giganti. Estrasse l'ascia, impugn la spada che portava sulla schiena con un lungo movimento sinuoso e sent i Jehar fare altrettanto tutt'intorno a lui.
Cento passi.
La battaglia infuriava pi avanti lungo la strada, dove Corban e i suoi si stavano aprendo un varco sanguinoso nell'altra banda di guerra, anche se adesso la loro avanzata andava rallentando, con i cavalli che si spintonavano e dibattevano in una massa di carne. Pi vicino a Tukul, alcuni dei nemici stavano urlando ordini mentre si muovevano per far fronte alla carica dei suoi cento uomini.
Cinquanta passi, e Tukul appunt lo sguardo su tre guerrieri schierati uno accanto all'altro, con lo scudo sollevato e la lancia inclinata in avanti. Elyon, ti dono la mia spada e la mia anima.
Si lanci alla carica verso di loro, e Daria non rallent minimamente nel risalire il piccolo pendio della massicciata. Pochi istanti prima della collisione, Tukul scagli l'ascia e nello stesso tempo spinse Daria sulla sinistra. Vide l'ascia abbattersi sulla faccia di un guerriero, che croll all'indietro fra spruzzi di sangue, e ne colp un altro con la spada passandogli accanto, avvertendo il penetrare della lama attraverso il cuoio e la carne. Poi prosegu, e sent gli zoccoli martellare sulla pietra della strada. Un guerriero a cavallo apparve in mezzo ai carri, lo vide e caric. Tukul sollev la spada sulla testa con tutte e due le mani. Le lame si scontrarono in una pioggia di scintille, poi l'impeto delle cavalcature li trascin entrambi oltre, ma il fendente di rovescio di Tukul decapit l'avversario, il cui cavallo continu a galoppare scomparendo gi per la massicciata con il corpo senza testa del suo cavaliere che cominciava a scivolare di sella.
Ci fu uno scalpitio di zoccoli, e Tukul guard verso sinistra proprio mentre un cavallo gli si abbatteva contro e il suo cavaliere gli vibrava un fendente alla testa. Ignorando una fitta di dolore che gli esplose nella gamba, par l'attacco con una tecnica che dest la disapprovazione di una parte della sua mente. Daria nitr selvaggiamente nell'essere scaraventata all'indietro con gli zoccoli che scivolavano, e per poco non cadde. In preda alla frustrazione, morse il cavallo che l'aveva urtata; intanto Tukul afferr l'assalitore per un polso, tir e gli affond la spada sotto l'ascella, perforando la cotta di maglia e facendo penetrare la lama in profondit nella carne. L'uomo croll all'indietro e Tukul liber la spada con uno strattone, il sangue che gli spruzzava il volto.
Daria intanto si raddrizz e, con una smorfia sul viso, lui la spinse sempre pi verso il centro della mischia. Vibrando a destra e a sinistra grandi fendenti arcuati, si lasci alle spalle una scia di sangue e di uomini morenti. Ci furono quelli che cercarono a loro volta di colpirlo, ma adesso l'assoluta chiarezza mentale della battaglia si era impadronita di lui, tutto appariva vivido e nitido, ogni colpo pareva giungere al rallentatore. Gli uomini lo affrontavano e morivano.
D'un tratto, Daria inizi a sdrucciolare verso il basso. Per un momento, Tukul rimase disorientato, poi si rese conto che avevano attraversato tutta l'ampia strada dei giganti e stavano scivolando lungo la massicciata opposta. Per un istante pot vedere il fiume, e il prato antistante la riva sconvolto dalla battaglia. Poi precipitarono verso una massa di guerrieri, perlopi a piedi, che gli incombeva davanti. Daria and a sbattere contro un solido muro di carne che blocc il loro impeto, e Tukul si ritrov a volare nell'aria, sbalzato di sella. Cadde addosso a un guerriero con un rumore di ossa che si rompevano - non le mie, pens - poi fu a terra e rotol di lato, riuscendo in qualche modo a conservare la presa sulla spada.
Si rialz in piedi, sentendo la gamba sinistra che pulsava, la spada sollevata per mantenere la guardia; affront una carica, parando e colpendo con la sua lama pi in fretta di come riuscisse a pensare, perch gli anni di disciplina e di addestramento avevano preso il sopravvento e gli permettevano di reagire pi velocemente di come avrebbe fatto il pensiero cosciente. Nell'arco di pochi istanti una mezza dozzina di avversari giacque intorno a lui, morta o morente. Si immobilizz con la spada sollevata, il respiro affannoso.
Sto invecchiando.
Apparvero altri uomini, quattro dei quali puntarono su di lui. Si allargarono a semicerchio, poi quello nel centro precipit in avanti fra spruzzi di sangue, abbattuto dagli zoccoli di Daria che si era impennata alle sue spalle ed era calata su di lui. Tukul si mosse prima che gli altri riuscissero a capire cosa era accaduto, spostandosi sulla destra nel vibrare un fendente orizzontale da sinistra a destra, che squarci una gola e prosegu il suo arco puntando verso il basso, finch la lama non incontr una parata precipitosa. Tukul ruot i polsi, cambi assetto e la sua spada fendette una faccia: il suo avversario barcoll all'indietro urlando, le mani sollevate a coprire gli occhi rovinati. Tukul esegu un affondo e le urla cessarono.
Dei quattro uomini ne rimaneva soltanto uno. Fiss Tukul, poi si gir e fugg.
Daria trott in avanti e gli sfreg il muso contro la spalla.
Brava ragazza disse Tukul nel rimontare in sella.
Alcune sagome apparvero sulla strada sopra di lui. Una apparteneva senza dubbio a un gigante, le altre erano di cavalieri che erano immediatamente riconoscibili come Jehar. Mentre le osservava ne sopraggiunsero altre, e tutte discesero la massicciata per raggiungerlo. Uno Jehar gli si ferm accanto. Era Akar.
Riformiamo lo schieramento? chiese.
No. Tukul sbatt le palpebre per liberare gli occhi dal sudore, sentendo la gioia della battaglia che gli dilagava nelle vene ottundendo il dolore alla gamba e quello di una dozzina di piccole ferite.
Incalziamoli, non diamo loro respiro.
La strada sovrastante appariva sgombra, ed era chiaro che il grosso dello scontro si stava svolgendo sul prato davanti a lui. Non sapeva se il piano avesse funzionato o meno, vedeva soltanto il nero e oro dei nemici che aveva davanti, servitori di coloro che si erano schierati contro Elyon, che avevano gi tentato di strappare il cuore al suo Astro Splendente. Un'ira oscura si impadron di lui, ribollendogli nelle vene.
Controllala, se non vuoi esserne controllato mormor ripetendo il mantra dei Jehar, poi sollev la spada e spinse Daria alla carica sul prato, ignorando le fitte di dolore che gli salivano dalla gamba mentre lanciava un grido di battaglia che venne subito raccolto dall'ondata di Jehar e di giganti che lo seguiva.
VERIT E CORAGGIO!
Tukul sedeva sul bordo della strada. Aveva ritrovato la sua ascia ed era impegnato a ripulire le armi dal sangue, per poi usare una pietra abrasiva per rimuovere le intaccature dalla lama.
Il corpo gli doleva dappertutto, ma gli faceva male soprattutto la gamba su cui si era abbattuto quel cavallo lanciato al galoppo. Si era preso cura di Daria, controllando le sue ferite, poi l'aveva portata in un punto del fiume a monte dove l'acqua non aveva un colore rosato e l'aveva lavata. Nel farlo a s stesso, aveva scoperto sul proprio volto una dozzina di tagli di cui aveva ignorato la presenza.
La battaglia era finita, una vittoria schiacciante che per Tukul si era fatta ancora pi gioiosa quando aveva visto Gar venire verso di lui in mezzo ai morti. Si erano abbracciati con forza, e soltanto lo sguardo di entrambi aveva tradito il segreto timore che l'uno aveva nutrito per l'altro. Finora il conto delle perdite ammontava a quindici Jehar e tre giganti, contro i circa trecento uomini della banda di guerra di Rhin. Alla fine il nemico aveva ceduto e si era sparpagliato, in fuga. Molti si erano gettati nel fiume piuttosto che affrontare le spade dei Jehar e le asce e i martelli dei Benothi. Una ventina di prigionieri erano adesso in ginocchio sull'erba davanti a Corban e a Meical, sotto la sorveglianza di una manciata di Jehar e con Tempesta che girava loro intorno, le fauci sporche di sangue, mentre Buddai se ne stava steso sull'erba a osservarla.
Non credo che qualcuno di loro sar tanto stupido da cercare di scappare.
Pi in gi lungo il prato, Brina ed Ethlinn si stavano prendendo cura dei feriti con l'aiuto di Cywen, di un gruppetto di Jehar e di alcuni giovani giganti. La brezza port fino a Tukul il puzzo di carne bruciata dovuto alla cauterizzazione delle ferite.
Non intendo assassinare degli uomini che si sono arresi Tukul sent dire a Corban, la cui voce stava salendo di tono. Meical si limit a fissarlo, implacabile.
Tukul si scambi un'occhiata con Gar, poi si alz in piedi con un sospiro, sentendo protestare i muscoli che cominciavano gi a irrigidirsi, e si avvi verso di loro.
Questa  guerra, Corban stava dicendo Meical quando Tukul li raggiunse. Non  assassinio,  l'esecuzione di un nemico che combatte per Asroth. Qui non c' nessun dilemma morale. Lasciali vivere, e loro si uniranno a Nathair e Calidus, che sono alle nostre spalle, aumentando le loro file, fornendo informazioni e combattendo di nuovo contro di noi.
Corban si serr l'arco del naso fra le dita.
Quello di guidare  un duro compito, pens Tukul, e lui si sta piegando sotto il suo peso.
Sono guerrieri che eseguono gli ordini della loro regina. Non sono innocenti, ma non sono neppure consapevoli servitori di Asroth borbott Corban. Capisco le tue obiezioni, che sono pratiche, sospir ma non c' onore nell'uccidere uomini impotenti.
Questa  la definizione di onore controbatt Meical accigliandosi. Loro hanno scelto una fazione. Non erano impotenti quando hanno fatto la loro scelta, e neppure mezza candela fa, quando erano decisi a staccarci la testa dalle spalle. Hanno combattuto, hanno perso e sono venuti meno al loro signore. Per loro sarebbe pi disonorevole sopravvivere.
Non credo che loro sarebbero d'accordo, pens Tukul guardando i prigionieri.
Anche Corban guard verso gli uomini inginocchiati sull'erba, molti dei quali erano insanguinati, feriti.
Non posso ucciderli
Rompi qualche osso sugger Tukul.
Cosa?
Spezza loro il pollice e una o due dita della mano con cui impugnano la spada. Oppure una caviglia. Non potranno stringere un'arma o muoversi per combattere, e passer del tempo prima che possano affrontarti di nuovo in battaglia. E saranno vivi.
Corban ci pens su per qualche momento, poi un sorriso pieno di sollievo gli si allarg sul volto e lui strinse con gratitudine la spalla di Tukul.
Provvedi perch sia fatto, e in fretta disse. Dobbiamo andarcene prima che i Kadoshim decidano di unirsi a noi.
Tukul organizz la cosa, chiedendo a Balur e ad alcuni giovani giganti di occuparsene.
Bisogna coinvolgere ogni gruppo di questa banda di guerra: i Benothi, i miei Jehar e quanti si sono uniti a noi a Murias. Dobbiamo diventare una cosa sola.
Balur ridacchi quando il primo uomo svenne alla vista di un gigante che sollevava il suo martello da guerra; quest'ultimo si limit a calare l'estremit dell'impugnatura sulla mano del guerriero privo di sensi. Le ossa si fratturarono.
La cosa fin in fretta, con la maggior parte dei prigionieri consapevoli che avrebbero potuto essere le loro teste a rotolare sull'erba.
Ben presto la banda di guerra fu pronta a muoversi.
Corban era gi in sella, ansioso di incamminarsi. Si sarebbero portati dietro una fila di cavalli, spoglie di guerra, e questo dopo aver dato una cavalcatura a ciascuno degli abitanti del villaggio. I cavalli di riserva trasportavano altre spoglie provenienti dal campo di battaglia: mantelli, stivali, giustacuori di cuoio, qualche buona cotta di maglia, fasci di lance, spade e coltelli, oltre a botti di carne salata e di idromele.
Non dureranno a lungo, ma saranno un piacevole cambiamento rispetto al brot.
Gli auroch aggiogati ai carri vennero sciolti dai finimenti e lasciati liberi sulla brughiera.
Corban parl di nuovo con la manciata di gente del villaggio che si era unita a loro, offrendo la scelta di rimanere con la banda di guerra o andarsene per conto loro. I profughi ne discussero brevemente, poi la loro portavoce, Teca, rifer che sarebbero rimasti con la banda di guerra.
A quel punto, Corban diede l'ordine di muoversi, e l'ampia colonna si incammin di nuovo lungo la strada dei giganti, preceduta da Coralen e i suoi esploratori.
La nostra prima, vera battaglia guidati dall'Astro Splendente. L'ha gestita bene.

25. Camlin.

Camlin si svegli con il collo rigido. Avevano dormito nelle barche, assicurate alle canne in un fitto canneto. La lieve corrente aveva sospinto la barca di Camlin sul corso d'acqua che attraversava la palude, e i raggi dell'alba avvolgevano il mondo in un chiarore dorato. Meg lo fissava, seduta vicino ai suoi piedi, e gli offr un pezzo di... qualcosa. Pane, forse? Guardando meglio, Camlin vide che quel qualcosa aveva una consistenza spugnosa, come un fungo, e scosse il capo.
Gli altri dormivano ancora, Edana e Baird all'estremit opposta della loro barca a fondo piatto, Brogan nel centro dell'imbarcazione, che faceva rollare con la potenza del suo russare, tanto da generare delle piccole onde. In mezzo alle canne era possibile scorgere la prua delle altre imbarcazioni, otto in tutto, e al di l di esse si intravedevano le sagome indistinte di quanti avevano fatto l'ultimo turno di guardia la notte precedente. Camlin intravide la testa bionda di Vonn appoggiata a un salice.
Remando e spingendosi con i pali, si erano addentrati sempre di pi nelle paludi anche dopo che si erano lasciati alle spalle ogni suono prodotto dall'inseguimento di Morcant, e alla fine si erano raggruppati in quel canneto. Camlin gemette nel muoversi, perch il collo non era la sola parte del corpo che gli dolesse. Si gratt un bozzo che aveva sul collo, poi un altro, e guardandosi la mano vide altri segni rossi di morsi che gli risalivano il braccio. Ho fatto da cena a un esercito di zanzare.
Dormire su una barca non  consigliabile borbott.
Edana si mosse, e Baird apr l'occhio sano. Immediatamente sveglio, si sollev a sedere, la mano sull'elsa della spada. Il russare di Brogan sal di tono, potente quanto quello di un cavallo, e Baird gli assest un calcio. Il guerriero si alz di scatto, e per poco non fece rovesciare l'imbarcazione.
Buongiorno disse con un sorriso, mentre si grattava il posteriore.
Si radunarono sulla riva della palude.
Tre uomini erano morti durante la fuga dal villaggio e c'erano alcuni feriti, ma nessuno sembrava essere in pericolo di vita.
Allora, dov' questa Dun Crin? chiese Roisin, spostando l'attenzione da Edana a Camlin.
Non lo so rispose Edana.
 una fortezza dei giganti, come fai a non sapere dove si trova? ribatt Roisin.
A quanto pare, una notte trascorsa dormendo scomodamente su una barca nelle paludi non le ha migliorato l'umore.
Questa palude copre un'area di oltre cinquanta leghe, e si dice che la fortezza sia in rovina. Nessuno sa quanto di essa rimanga ancora. Eremon per ha ricevuto notizia che una forma di resistenza ha messo radici in questo posto, e quanto abbiamo visto e sentito da Morcant pare confermarlo. Devono essere qui da qualche parte.
Quindi il tuo piano  di remare per queste fetide paludi finch non ci imbattiamo in loro?
S, pens Camlin, anche se al momento questa non  la risposta pi diplomatica.
Edana fiss Roisin per qualche momento, sostenendo il suo sguardo con il proprio. S disse.
Oh, povero me. Anche le principesse finiscono per esaurire la pazienza.
Non riesco a credere alle mie orecchie.
Se la cosa non ti piace, puoi sempre tornare in Domhain. O sulla tua nave.
Pare che neppure Edana sia pi cos cortese dopo aver passato una notte a fare da pasto alle zanzare. Camlin cerc di non mettersi a ridere, anche perch poteva vedere l'ira affiorare qua e l nel loro gruppo, in Cian e in alcuni altri scudieri di Roisin. Non  un buon segno.  ovvio che non sono abituati a sentir parlare in questo modo alla loro regina. Ho visto uomini accoltellarsi a vicenda per molto meno quando erano stanchi e affamati, e la situazione potrebbe degenerare in fretta.
Stava ancora cercando di pensare a qualcosa da dire per calmare le acque quando Lorcan infranse il cupo silenzio.
Litigare  inutile dichiar. Dovremmo gioire della nostra gloriosa fuga dai sicari di Rhin. Aggiungo che sentire le mie due dame preferite scambiarsi parole tanto aspre  pi di quanto possa tollerare.
Altro silenzio segu le sue parole, e questa volta Camlin non trattenne il sorriso che gli si dipinse sul volto. Edana fiss con espressione accigliata il giovane guerriero, mentre Roisin parve sorpresa.
Non  meglio se lavoriamo tutti insieme? continu Lorcan, quando si accorse che tutti lo fissavano. Forse c' un modo migliore di trovare i nostri alleati dell'andare in giro alla cieca.
Sono d'accordo interloqu Vonn, che era ancora seduto, appoggiato a un grosso salice. Discutere non ci aiuter a trovarli, e dato che adesso siamo qui,  inutile avere rimpianti. Almeno sappiamo per certo che loro sono da qualche parte in questa palude... Altrimenti come si spiegherebbe la presenza di Morcant? Sta dando loro la caccia... Abbiamo sentito tutti quello che ha detto a quegli anziani dell'altro villaggio.
Sono da qualche parte in queste paludi gli fece eco Edana, lo sguardo rivolto a Camlin.
Vuole che dica qualcosa.
Sono qui conferm lui. Dobbiamo solo scoprire come fare a trovarli. Fiss con attenzione ogni membro del loro gruppo, e alla fine appunt lo sguardo su Meg, la bambina del villaggio.
Meg, ci puoi aiutare? le domand Sai cosa stiamo cercando?
S. Meg si morse un labbro. Cercate le persone a causa delle quali la mia famiglia  stata massacrata.
Esatto conferm Camlin. Non posso prometterti niente che si verifichi presto, ma quei guerrieri al villaggio... Morcant e gli altri, quelli che... Le parole gli vennero meno, e l'immagine dei bambini che dondolavano appesi alla forca gli riemp la mente. Loro sono nostri nemici. Siamo qui per combatterli. Vogliamo che sia fatta giustizia per la tua famiglia, ma non possiamo riuscirci da soli.
La bambina scrut tutti i volti che la fissavano, e alla fine si concentr su quello di Camlin.
Loro venivano al villaggio per barattare in cambio di provviste. E di notizie. Avevano denaro... un po' di oro. Non avevo mai visto l'oro, prima.
Bambina, saresti in grado di trovarli in mezzo a queste paludi? le chiese Roisin. Meg rifiut di guardarla e si fece pi vicina a Camlin.
Sai dov' la loro base, ragazzina? le chiese lui.
Forse.
Questo cosa significa? esclam Roisin, sollevando le mani in un gesto esasperato.
Madre borbott Lorcan.
Puoi aiutarci, Meg? insistette Camlin, accoccolandosi per guardare la bambina negli occhi. Per noi  molto importante.
Non vi posso portare a Dun Crin, perch non so dov', per so pi o meno da dove loro arrivavano, e la direzione che prendevano nel lasciare il villaggio... Una volta li ho seguiti, per il gusto di farlo.
Camlin annu. Non era molto, ma era meglio che niente.
Trascorsero tre giorni aggirandosi nel labirinto di corsi d'acqua, alcuni a fondo cieco, altri intasati di canne o dei rami dei salici che pendevano come dita immerse pigramente in un ruscello. La barca a fondo piatto di Camlin procedeva per prima, con Meg seduta vicino al timone, mentre gli altri facevano a turno a spingere l'imbarcazione sempre pi addentro nella palude. Nell'arco di due giorni consumarono tutte le aringhe del barile trasportato da Brogan, ma poi Meg insegn loro a intrecciare trappole di rami di salice e a piazzarle nell'acqua durante la notte. Ogni mattina, le trappole erano piene di vita; perlopi anguille, ma c'erano anche rospi e ranocchi, e persino qualche trota e lasca. Camlin not che ad alcuni membri di quel suo nuovo gruppo non andava molto a genio quel genere di alimentazione, ma per quanto lo riguardava era abituato a nutrirsi di ci che il territorio aveva da offrire.
 facile. Questo cibo  un po' viscido e puzzolente, ma un cibo viscido  meglio che non avere niente da mangiare.
Mentre manovrava il palo per spingere la barca, Camlin rifletteva. Pens a come si fosse trovato a passare dal far parte della banda di Braith a essere l, con Edana. Come sono arrivato qui? A manovrare un palo in una palude con una regina spodestata che guarda a me per essere guidata? Nella sua mente, tutto risaliva a quel momento a Boscoscuro, quando Morcant aveva ordinato di uccidere Cywen e lui le si era parato davanti. Da allora aveva avuto la sensazione di essere coinvolto in qualcosa pi grande di lui, qualcosa di pi del vivere per riempirsi le tasche. Si era fatto - e aveva perso - veri amici. Marrock, Corban, Dath...
Spero che stiano bene, che abbiano trovato Cywen e siano al sicuro.
E Halion.
 rimasto ucciso nel difendere i gradini del molo, sulla spiaggia? Oppure Conall lo ha preso prigioniero? Quel Conall non mi  mai piaciuto, e adesso  il re di Domhain. Tutti hanno accessi d'ira, ma lui ne  governato,  imprevedibile. Non mi fiderei di lui in un combattimento, n come alleato n come avversario.
I suoi pensieri tornarono a concentrarsi sul villaggio, sui cadaveri appesi alle forche, sulla conversazione che Morcant aveva avuto con i prigionieri che aveva portato l. E pens parecchio alla cassa d'argento nella casa comune. Una cassa d'argento proprio sotto il mio naso. Che razza di ladro sono?
Adesso remo io per un po' disse una voce, e Baird venne avanti lungo la barca.
Posso continuare ancora per qualche tempo rispose Camlin.
Per favore, ho bisogno di fare qualcosa. Non riesco ad addormentarmi a comando, come il nostro grosso amico. Indic Brogan, che era steso sul fondo della barca e dormiva serenamente. E il suo russare mi fa venire voglia di uccidere.
D'accordo assent Camlin, e gli pass il palo. Alle loro spalle, le barche procedevano in fila per uno, perch il corso d'acqua che percorrevano era troppo stretto per fare altrimenti.
Credi che sappia quello che fa? chiese Baird accennando a Meg.
Non credo che menta, rispose Camlin ma seguire qualcuno per un po' e poi tornare indietro non significa che riusciremo a trovarli.  possibile che si spostino di continuo...  la cosa pi sensata da fare quando sei parte di un gruppo che  braccato. Scroll le spalle. Quali sono i tuoi piani per quando li troveremo?
Se li troveremo lo corresse Baird.
S, se.
Attraverser quel ponte quando l'avr raggiunto afferm Baird, poi scroll le spalle a sua volta. Ho giurato che avrei portato Edana al sicuro. Non sono certo che lasciarla nelle paludi con un gruppo di ribelli sia una cosa sicura. Sorrise, un'espressione un po' folle. Inoltre, non ho niente di meglio da fare, ed  probabile che rimanere con Edana mi permetta di incrociare la spada con Rhin o con i suoi tirapiedi, prima o poi. Voglio vendetta. Rath era un brav'uomo e un amico. Molto probabilmente adesso  morto per opera di Rhin.
Superarono una curva del corso d'acqua, le cui sponde si allargarono un poco, e nell'oltrepassare un boschetto di salici e di sanguinelle Camlin sent i peli che gli si rizzavano sulle braccia.
Qualcosa non va. C'era qualcosa che mancava. Si accigli. I rumori.  tutto silenzioso. D'un tratto, non si sentivano canti d'uccelli, e il costante ronzio degli insetti era sorprendentemente assente. Baird aveva lo sguardo fisso davanti a s, la fronte aggrottata.
Tieniti pronto sussurr l'ammazzagiganti di Domhain con un solo occhio.
Camlin allung una mano verso l'arco, facendo oscillare la barca. Il russare di Brogan si fece irregolare, poi torn a riprendere il suo ritmo. L'ultima delle barche che li seguivano apparve oltre la curva. Camlin rallent i movimenti e cerc di applicare con calma la corda all'arco, lo sguardo che scrutava la riva davanti a loro.
Prima che potesse tirare fuori una corda dalla sacca da cintura, sulla riva ci fu un'esplosione di movimento. Trenta o quaranta uomini, tutti armati, perlopi con lance ora puntate contro di loro. Camlin pos una mano sul braccio di Baird per trattenerlo quando lui abbass la mano verso la spada.
Inutile morire qui gli sussurr. Ci hanno presi in trappola.
Sono loro? Sono i ribelli che stavamo cercando?
Sulle barche alle spalle di Camlin, altri reagirono in maniera diversa, estraendo le armi e gridando.
Un guerriero avanz sulla riva, un uomo attempato, con i capelli rossi striati di argento che sbucavano da sotto un elmo di ferro. Portava una cotta di maglia e un giustacuore di cuoio e impugnava una spessa lancia.
Alzate le mani, o diventerete cibo per i pesci. Spingete le barche a riva, senza fare scherzi, e venite qui dove vi possa vedere.
Nessuno si mosse.
Risuon la voce di Edana. Fate come dice. Non intendo permettere che nessuno di voi muoia qui. Era in piedi sulla barca, con il cappuccio del mantello sollevato a coprirle la testa. E chi siete voi, per intercettarci in questo modo?
L'uomo con i capelli rossi apr la bocca, dando l'impressione di essere sul punto di rispondere, poi si accigli. Intanto la prima barca raggiunse la riva, e Cian e Vonn balzarono a terra, seguiti da Lorcan che si gir per aiutare sua madre a sbarcare. Parecchi guerrieri fissarono apertamente Roisin.
Qui sono io a fare le domande dichiar infine il guerriero con i capelli rossi. E la prima  questa: tu chi sei?
Non lo fare... Almeno finch non avremo scoperto chi questi uomini sostengono di essere. Potrebbero essere esploratori di Morcant, o fuorilegge, o mercenari, pens Camlin.
Edana scese sulla terraferma e spinse indietro il cappuccio.
Sono Edana figlia di Brenin, regina di Ardan.
Oh, bene. Camlin sussult, poi scese dalla barca con l'arco finalmente teso e la mano che si insinuava sotto il mantello per raggiungere la faretra con le frecce.
Segu almeno una dozzina di secondi di silenzio, poi il guerriero con i capelli rossi venne avanti per fissare intensamente Edana, gli occhi socchiusi. Baird e Camlin si portarono accanto a lei, uno per lato, e Vonn si spost lungo la riva. Alcune lance vennero spianate nella loro direzione.
Forse lo sei afferm a bassa voce Capelli Rossi. Ho visto Edana. A Uthandun, ma  stato anni fa, e da lontano. Qualcuno di voi ragazzi la riconosce? grid. Ci fu un mormorio di voci lungo la riva del fiume.
A essere sinceri, al momento lei non ha molto l'aspetto di una regina. Edana portava i capelli strettamente raccolti sulla testa, e il loro biondo naturale era reso opaco dal sudore e dalla polvere. Il suo mantello e i suoi abiti erano laceri e sporchi di fango.
Credo che sia lei sugger una voce.
No,  troppo vecchia grid qualcun altro.
Questa  la regina Edana! url Lorcan, parandosi di fronte a lei. E il prossimo che le dar della bugiarda, far la conoscenza della mia spada.
Lorcan sibil Edana. Perch dovrei mentire? chiese poi a Capelli Rossi.
Questo mondo  pieno di tranelli e di trappole, mia signora. Non importa, conosco qualcuno che sar in grado di dirmi per certo come stanno le cose. Avanzando, Capelli Rossi agit qualcosa davanti a Edana: era un sacco di canapa. Tutti voi, mettetevi questi sulla testa e vi porter da qualcuno che mi dir se tu sei una regina o una bugiarda. Prese Edana per un braccio.
Toglile le mani di dosso ringhi Lorcan, afferrando un polso di Capelli Rossi. Il guerriero gli sferr un pugno in piena faccia, e il ragazzo barcoll all'indietro di un passo per poi cadere al suolo, svenuto. Roisin url e alcune spade cominciarono a uscire dal fodero.
No! grid Edana con quanta voce aveva.
Quel chiasso svegli Brogan, che aveva continuato a russare nella barca. Si alz barcollando sulle gambe instabili, con la barca che oscillava sotto di lui, poi cadde in acqua con un grande spruzzo, ma riusc a rialzarsi in piedi sputacchiando.
Cosa succede? farfugli.
Gli uomini sulla riva scoppiarono a ridere.
Se sei la regina di Ardan, credo ti serva un nuovo scudiero sorrise Capelli Rossi.
Edana intercett lo sguardo di Camlin. Cosa devo fare?
Lui scroll le spalle in modo impercettibile. Andiamo con loro. Che altro possiamo fare? Credo siano i nostri ribelli, e qualora non lo fossero... ecco, potremmo combattere, ma l'esito di uno scontro appare evidente.
Abbassando gli occhi, vide che Meg era in piedi vicino a lui.
Vattene di qui le sussurr, ma lei lo ignor e gli si avvicin ancora di pi. Stupida bambina. Camlin cerc di darle un calcio, ma Meg lo schiv.
Edana tolse il sacco di mano a Capelli Rossi. Verremo con voi pacificamente. Per voglio sapere il tuo nome, prima di mettermi questo sulla testa.
Mi chiamo Drust, ed ero scudiero di Owain, re di Narvon. Ora muoviti.
Non ci volle molto perch fossero tutti bendati in qualche modo, e ben presto vennero condotti lungo la riva del fiume, fra molto incespicare, inciampare e imprecare lungo il percorso.
Scudiero di Owain... Cosa ci fa qui qualcuno che serviva Owain? Senza dubbio  un nemico di Rhin, ma  anche un uomo che deve aver combattuto contro i guerrieri di Ardan, svolto un ruolo nel sacco di Dun Carreg. Non pu avere molti amici in Ardan.
Camlin sentiva il sole battergli sulla schiena e aveva la gola arida quando alcune mani lo afferrarono, costringendolo a fermarsi. Gli sfilarono il sacco dalla testa e lui sbatt le palpebre nella luce del sole avviato a tramontare.
Un pendio scendeva verso un lago che si allargava davanti a lui, ampio e nero, calmo e piatto come uno specchio, la riva opposta che era solo un'ombra sull'orizzonte. Torri e mura sporgevano dalle acque scure, un labirinto di pietra resa viscida da alghe e muschio. Sul terreno antistante il lago c'era un accampamento di tende e altre strutture pi permanenti e c'erano persone... molte persone. Guerrieri, ma anche altri: donne, anziani e gruppi di bambini che correvano in giro.
Benvenuti a Dun Crin tuon una voce. Una figura imponente stava avanzando verso di loro. Era un guerriero alto e massiccio, attempato ma non anziano, con molto grigio nella lunga barba che gli scendeva fin sul ventre, legata con un laccio di cuoio. Cosa mi hai portato, Drust? I suoi occhi scrutarono tutti, soffermandosi per un momento su Camlin.
Io ti conosco.
Poi lo sguardo del grosso guerriero si pos su Edana e lui si immobilizz. Apr la bocca, la richiuse. Edana? Non pu essere... disse, poi pieg a terra un ginocchio davanti a lei.
Edana sussult, poi lo circond con le braccia e gli copr la faccia di baci.
Pendathran! esclam. Ti credevo morto.

26. Rafe.

Rafe procedeva lungo un vecchio sentiero tracciato dalle volpi che si snodava attraverso pascoli verdi. Si trovava circa una lega a nord di Dun Taras, e la fortezza era un'ombra oscura alle sue spalle, all'orizzonte. Era trascorsa una decimana da quando era tornato insieme a Conall e a Braith. La notizia della cattura e dell'imprigionamento di Halion si era diffusa, e nell'arco di pochi giorni erano ricominciati i disordini. Pareva ci fosse un gruppo di ribelli che avrebbe preferito avere Halion come re, invece di Conall. C'erano stati granai dati alle fiamme, l'accampamento di Veradis e dei suoi guerrieri dell'aquila era stato vandalizzato, e la notte precedente c'era stato un tentativo di liberare Halion. Era fallito, ma l'umore generale alla fortezza era cupo, e Rafe aveva deciso di aver bisogno di prendersi una pausa dalla politica, dalla gente e dalle mura di pietra, di stare in mezzo al verde, con il cielo come unico tetto.
E cos adesso era qui. La pianura a nord di Dun Taras gli ricordava Ardan, un panorama ondulato di foreste e pascoli. Mentre camminava, pensava a quando era a casa con suo padre e insieme partivano per la caccia portandosi dietro soltanto una piccola sacca contenente un rotolo di corda, esca e acciarino, un po' di pane e formaggio che non bastava mai per tutta la durata della loro escursione. Dovrai catturare qualcosa da mangiare, Rafe, ragazzo mio,' era solito dirgli suo padre altrimenti moriremo di fame'. In questo modo, lentamente, suo padre gli aveva insegnato a vivere e destreggiarsi nella natura, a seguire le tracce di qualsiasi cosa che si muovesse, a leggere quelle tracce, a essere astuto e paziente quando era necessario, rapido nel colpire quanto una vipera se la situazione lo richiedeva.
Per abitudine, aveva con s una sacca preparata come suo padre gli aveva insegnato. Gli piaceva sentire sulla spalla il suo peso, familiare quanto quello del coltello alla cintura.
Mio padre mi manca.
E adesso  morto, fatto a pezzi da quel demone di un wolven che Corban tiene come fosse un animale domestico. Li odio entrambi. Osserv il panorama che lo circondava, immagin di dare loro la caccia, di sfinirli e di riuscire infine a metterli con le spalle al muro. Avrebbe ucciso prima il wolven, perch Corban potesse vederlo morire. E poi sarebbe toccato a Corban, in una ripetizione del loro duello nella Corte delle Spade, solo che questa volta sarebbe stato lui a vincere. Ha barato.  scattato in un affondo prima che fossi pronto. Questa volta sar diverso. Nella sua mente, era Corban a implorare misericordia, prima che lui gli piantasse lentamente la propria lama nel cuore.
Stava sorridendo quando uno dei cani si mise ad abbaiare.
Per abitudine si era portato dietro Scratcher e Sniffer, e a un certo punto vide la coda del primo scomparire in una macchia di cespugli, seguito dal familiare saettare di una lepre che schizzava via dalla macchia dalla parte opposta, zigzagando attraverso un prato e superando con un balzo uno stretto ruscello. Sniffer aveva aggirato la massa di cespugli che Scratcher stava ancora attraversando, e si era lanciato all'inseguimento della lepre con grandi balzi che divoravano il terreno.
Ehi! li rimprover Rafe. Tornate qui! Sapeva per che era ormai tardi per fermare Sniffer: aveva fiutato la preda e a questo punto era troppo preso dalla gioia euforica della caccia per sentirlo. Scratcher emerse dai cespugli proprio mentre Rafe lo raggiungeva, e la vicinanza gli permise di richiamarlo all'ordine.
Vieni, ragazzo, la prenderemo insieme.
Attraversarono in fretta il prato, e Rafe guad il ruscello mentre Scratcher lo superava con un singolo balzo. Sotto di loro il terreno si fece spugnoso a causa dei numerosi, piccoli corsi d'acqua che lo solcavano, e apparvero ampie masse di erba palustre.
Questo non mi piace molto... Presto ci ritroveremo in una torbiera. In effetti, l'odore intenso della torba e dell'acqua stagnante cominciava a pervadere l'aria. Rafe si port le dita alle labbra e lanci un fischio alto e acuto. Poi si ferm in ascolto.
Niente.
Fischi di nuovo, e questa volta sent un latrato. Guardandosi intorno, vide che il terreno formava una gobba e si diresse verso di essa, risalendo il lieve pendio; nel farlo, si rese conto che si trovava sui resti di un'antica strada, le cui ampie lastre di pietra fatiscente erano consumate dagli anni di esposizione a gelo e calura, dalla pioggia e dall'azione delle radici. Deve essere stata costruita dai giganti, come la via dei giganti, a casa. Mentre camminava tenendosi sul terreno sopraelevato, fischi ancora, e infine vide qualcosa di rapido e grigio, Sniffer che tornava verso di lui con qualcosa che gli pendeva dalle fauci.
Allora ha preso la lepre. Bravo ragazzo.
Fermo sulla strada insieme a Scratcher, attese che Sniffer attraversasse la distesa di ruscelletti e polle scintillanti delimitata da macchie di prugnoli e di sanguinelle. Qua e l cresceva qualche salice, con l'ampia cortina dei suoi rami che si drappeggiava sul terreno. Un airone era in piedi in una polla, alto e immoto, stagliato sullo sfondo della luce solare.
Sniffer li aveva quasi raggiunti quando parve incespicare e cadere. Accanto a Rafe, Scratcher uggiol.
Sniffer cerc di rialzarsi in piedi ma non ci riusc, come se qualcosa si fosse proteso da sotto terra per serrarlo con un pugno di ferro.
Una fossa di torba.  caduto in una fossa di torba.
Incespicando fin quasi a cadere, Rafe discese la massicciata della strada e vide appena in tempo il punto in cui il terreno si faceva da solido a paludoso. Fango nero schizzava tutt'intorno a Sniffer mentre si dibatteva, la sua grande mole che sgroppava e scalciava nel terreno vischioso, ma quanto pi si agitava, tanto pi in fretta continuava a sprofondare.
 tutto a posto, ragazzo. Sono qui, sono qui con te grid Rafe. Cosa tutt'altro che sorprendente, le sue parole non ebbero nessun effetto su Sniffer, che continu a contorcersi. Adesso erano visibili soltanto la testa e le spalle, i suoi occhi roteavano per il panico. Scratcher girava in cerchio intorno al tratto di terreno paludoso, uggiolando freneticamente.
Cosa faccio? Cosa faccio? Rafe si costrinse a fermarsi, poi si tolse di spalla la sacca e ne prelev la corda. Grazie, pa'. Raggiunta di corsa una macchia di prugnoli, leg un'estremit della corda intorno allo spesso tronco contorto, ferendosi le mani con le spine, controll che il nodo fosse saldo, poi si leg l'altra estremit della corda intorno alla vita. Si gir quindi di nuovo verso Sniffer e rimase inorridito nel vedere il muso scomparire nel fango. Spicc la corsa e si lanci nella fossa di torba.
Vi cadde dentro fra grandi schizzi, perch la palude era composta di una mistura di acqua e fango. Era una sostanza densa e nera, e puzzava. Rafe si dibatt per avvicinarsi al punto in cui pensava che si fosse trovato Sniffer, sprofondando sempre di pi a ogni movimento. Protese le braccia verso il basso, avendo l'impressione che affondassero in qualcosa che aveva la consistenza del porridge, poi sent qualcosa di solido sfiorargli la punta delle dita.
Pelo?
Ebbe un momento di esitazione e pens di issarsi di nuovo sul terreno solido, ma l'idea di Sniffer che annegava terrorizzato gli pervase la mente. Tratto un profondo respiro, lasci che il fango lo risucchiasse, scavando verso il basso e facendo tutto ci che suo padre gli aveva raccomandato di non fare in una situazione del genere. A ogni movimento delle braccia e delle gambe sent il fango che lo afferrava e lo trascinava sempre pi in profondit. I polmoni cominciarono a dolergli, ma continu a sprofondare. Poi lo sent, qualcosa di solido: pelo e carne. Lo circond con un braccio, sent le dita affondare in un livello di fango pi denso e strisciare contro qualcosa di duro e freddo. D'istinto, si aggrapp a esso con la punta delle dita, strinse il braccio intorno al corpo del cane e con l'altra mano prese a tirare la corda che era tesa alle sue spalle.
Non si mosse, e fu assalito dal panico che, insieme alla sofferenza ai polmoni, si tradusse in un sopraffacente bisogno di aprire la bocca per respirare. Con uno spaventoso atto di volont si costrinse a non farlo e continu invece a esercitare trazione sulla corda.
Si mosse, dapprima di un centimetro, poi di almeno mezzo braccio. Il cane era un peso enorme che lo ancorava, e si sent tentato di lasciarlo andare. No. Non ora. Non dopo tutto questo. Si spost pi in su lungo la corda, tir ancora e questa volta si mosse con pi facilit; tir di nuovo, e gli parve di muoversi attraverso il miele invece che nella pece. Tir una terza volta, e la testa gli affior in superficie, permettendogli di aprire la bocca e di trarre un enorme respiro. Continuando a tirare, trascin il peso inerte del cane fuori del fango, se lo iss in spalla e procedette a trascinarsi verso la riva.
Sul terreno asciutto, Scratcher era come impazzito, e continuava a saltare, abbaiare e ululare.
Rafe strisci sul terreno solido, con il corpo di Sniffer che gli si accasciava accanto, e solo allora si rese conto di stringere qualcosa nell'altra mano, un manico attaccato a qualcosa che era coperto di fango. Lasciato cadere l'oggetto al suolo, fece scorrere le mani su Sniffer, mentre Scratcher lo leccava e lo spingeva con il muso.
Il cane non respirava, il fango viscoso gli riempiva le narici e gli colava dalla bocca.
No! Rafe accost l'orecchio all'ampio petto del mastino. Niente. Lacrime roventi gli salirono agli occhi e scosse il cane, la cui testa dondol come quella di un ubriaco.
No! url, e cal i pugni sul torace del cane, ripetutamente.
All'improvviso, Sniffer ebbe un sussulto e prese a scalciare, emettendo suoni rantolanti, poi prese a vomitare grosse boccate di terra nera mentre Scratcher saltava tutt'intorno a loro, abbaiando e leccando il compagno.
Bravo ragazzo disse Rafe, e si accasci a terra accanto a Sniffer, circondandolo con un braccio. Lui sollev la testa per guardarlo. Bravo ragazzo ripet Rafe. Bravo ragazzo. Sniffer gli lecc la faccia.
Rafe oltrepass con passo stanco le porte di Dun Taras, diretto verso la sua stanza negli alloggiamenti che condivideva con altri guerrieri. Si accorse che la gente lo fissava.
Immagino di non poterli biasimare. Doveva offrire uno spettacolo notevole, coperto dalla testa a piedi del fango nero della palude che cominciava a seccarsi. Aveva cercato di lavarsi, ma quel fango pareva non voler venire via. Sniffer era conciato nello stesso modo, con il pelo grigio irto di fango secco, ma a lui non pareva importare.
Perch l'ho fatto? Sono un dannato idiota, mi sarei potuto ammazzare. Mio padre mi avrebbe levato la pelle di dosso.
Nell'avvicinarsi alla rocca scorse una faccia familiare: Braith sedeva sui gradini di una fontana.
Si era ripreso molto bene dalla ferita, e soltanto la lieve curva della spalla tradiva la debolezza del muscolo lesionato.
Per l'Oltremondo, cosa ti  successo? gli chiese Braith, quando lui fu pi vicino. Rafe pens di dire la verit, ma poi ebbe un ripensamento. Rischiare la vita per tirare fuori un cane da una pozza di fango. Penser che sono matto.
Sono caduto in una pozza di fango disse. Scratcher mi ha tirato fuori. Mio padre mi ha sempre detto che una buona menzogna deve essere sempre mescolata a una dose di verit. Sedette accanto a Braith e lasci cadere ai propri piedi la sacca che aveva con s. Essa emise un rumore metallico che gli ricord la cassetta che aveva tirato fuori dal fango. Era chiusa a chiave, quindi l'aveva riposta nella sacca per darle un'occhiata pi tardi.
Come ti senti? domand a Braith. Il cacciatore gli piaceva, e rispettava la sua abilit a muoversi nella foresta. Inoltre, c'era qualcosa di speciale in Braith: quando gli parlavi, dava l'impressione di ascoltarti sul serio, come se tu contassi per lui.
Abbastanza bene rispose Braith. Le gambe non sono ancora quelle che erano, il che  il motivo per cui sono seduto qui: ho dovuto fermarmi a riprendere fiato. Contorse la bocca in un amaro sorriso. Per non  niente che qualche pasto abbondante non possa sistemare. Temo per che la mia mira non sar pi molto buona. Prov a ruotare la spalla e fece una smorfia.  una cosa di cui mi piacerebbe poter ringraziare Camlin di persona.
Rafe annu. Anche lui aveva alcuni conti personali che gli sarebbe piaciuto saldare.
Un rumore si lev da oltre l'arcata della porta della rocca, come di una folla che si radunasse, e molte persone cominciarono ad affluire dalle porte della fortezza.
Cosa succede? chiese Rafe.
Rhin far un annuncio al tramonto spieg Braith. Guard verso il cielo e si alz in piedi. Offrimi l'appoggio della tua spalla, e andiamo a sentire cos'ha da dire.
Rhin era in piedi in cima alla dozzina di gradini che portava all'ingresso della rocca. Appariva regale e imponente nel mantello nero bordato di ricchi ricami, con un torque che le cingeva il collo e fili d'oro intrecciati nei capelli argentei. Conall le era accanto, da un lato, lo sguardo rovente fisso sulla folla, e Geraint l'affiancava dall'altra parte. Rafe scorse Veradis in piedi pi in basso, allo stesso livello della folla ma in disparte da essa. Con lui c'era una dozzina circa delle sue guardie dell'aquila, splendide nella lucida corazza nera e argento.
Non amo i grandi discorsi, quindi sar breve cominci Rhin, e la folla tacque quasi all'istante. In questo regno sono all'opera forze poco raccomandabili che sono determinate a rimanere radicate nel passato, e che nel farlo mi stanno causando una certa irritazione. A questo proposito, il passato non  sempre una buona cosa. Nel caso di Domhain, esso era costituito da un vecchio re senile e libidinoso e da quella giovane cagna egoista e scostumata di sua moglie.
Fra la folla ci furono borbottii, misti per ad alcune risate.
Mi piace definire le cose per come le vedo, una cosa a cui senza dubbio vi abituerete. In ogni caso, riguardo a questi elementi poco raccomandabili di cui parlo, mi  stato detto che desiderano vedere Halion figlio di Eremon seduto sul trono di Domhain. Ora, voi avete gi Conall, suo fratello, che sta dimostrando di essere un re eccellente, quindi perch essere avidi?
Ci furono altre risate.
Voialtri malcontenti che siete l fuori vi dovrete accontentare di Conall per due ragioni. La prima  che, nel caso lo abbiate scordato, io ho conquistato Domhain. Ho sconfitto le sue bande di guerra e visto il suo re togliersi la vita piuttosto che affrontarmi, quindi spetta a me scegliere chi mettere sul trono.  il diritto del vincitore.
In secondo luogo, Halion non potr sedere sul vostro trono, perch entro domani a quest'ora la sua testa non sar pi attaccata al corpo.
Quella notizia caus dei sussulti, un diffuso borbottio e ancora qualche risata. Conall indietreggi di un passo, gli occhi sgranati, ma si ricompose rapidamente.
Credo che questa sia una novit per Conall come lo  stata per il resto di noi sussurr Braith all'orecchio di Rafe.
Questo  tutto concluse Rhin, e scomparve nell'ombra della fortezza. Conall rimase l fermo per un momento, a testa china, poi la segu.
La folla si disperse lentamente. Rafe aveva appena deciso che era ora di trovare un posto dove lavarsi via il fango dal corpo, quando un guerriero di Cambren si fece largo fra la calca e si rivolse a Braith.
La regina Rhin ti vuole vedere gli disse.
Vieni con me chiese Braith a Rafe, chinandosi a massaggiarsi una gamba.
Rafe alz le spalle, anche se non gli piaceva molto il pensiero di essere troppo vicino a Rhin, che gli faceva paura. I due seguirono il guerriero che li scort all'interno della fortezza.
Rhin li aspettava vicino a una fossa per il fuoco, le ombre che si inseguivano sul suo volto. Alla vista di Rafe inarc un sopracciglio.
Ho ancora le gambe un po' deboli spieg Braith.
Stai abbastanza bene da poter intraprendere un lungo viaggio? gli domand Rhin, senza preamboli.
S, a patto di sedere su un cavallo e di non dover camminare rispose Braith. Dove devo andare?
In Ardan. A caccia.
Mi farebbe comodo un po' di aiuto.
Rhin guard verso Rafe. Mi risulta che lui sia un cacciatore disse, squadrandolo da testa a piedi.
Io... io... balbett Rafe.
Bene, ecco il tuo aiuto, Braith.
Cosa vuoi che faccia?
Vieni nelle mie stanze stanotte, alla settima candela, pronto per partire.
Rafe segu con esitazione Braith nella camera di Rhin. Era tardi, e l'unica luce era quella del fuoco, unita alla fiamma di un paio di candele distribuite per la stanza.
Sedetevi li invit Rhin, indicando due sedie poste vicino al fuoco. Vers a entrambi una coppa di vino, poi si appoggi all'indietro, gli occhi che scintillavano al chiarore delle fiamme. Le ombre marcavano i solchi profondi del suo viso.
Sembra esausta, ha un aspetto peggiore del solito.
Qual  la missione, mia regina? chiese Braith.
Ah, Braith, mio fedele Braith. Mi hai servita bene, e sono lieta che tu non sia morto su una fredda spiaggia di Domhain.
Brinder a questo replic Braith, sollevando la coppa.
Quanto alla missione... ecco, al momento si basa soltanto su una previsione, qualcosa che potrebbe non succedere. Di solito, per, ho ragione, e se c' una cosa che conosco bene  il cuore degli uomini. Per non ne voglio ancora parlare. Dobbiamo attendere, per vedere se il mio sospetto  fondato.
Allora berr un altro po' di questo vino eccellente comment Braith.
A patto che poi tu sia in grado di cavalcare, puoi bere quanto vuoi sorrise Rhin.
Rafe bevve un sorso e si sistem pi comodamente sulla sedia. Per un po', ascolt il sommesso mormorio della conversazione in corso fra Braith e Rhin, ma a poco a poco le palpebre gli si abbassarono.
Si svegli con un sussulto. Rhin e Braith erano ancora sulle rispettive sedie, anche se non stavano pi parlando e si limitavano a fissare il fuoco. Rafe fece altrettanto, e vide nuove lingue di fiamma levarsi dal legno crepitante, una scintilla schizzare sul pavimento.
Cosa... cominci.
Zitto ingiunse Rhin, secca.
Una figura prese forma fra le fiamme, come un filo di un arazzo che viene cucito su un tessuto di fiamma. A poco a poco, si fece pi nitida, rivelandosi per una sagoma che sedeva su un pavimento di pietra, con una catena di ferro intorno ai polsi.
La figura parl in un crepitare di fiamme. Cosa vuoi? chiese. Fu allora che Rafe lo riconobbe.
Halion.
Stregoneria. Rafe sent i peli che gli si rizzavano in tutto il corpo. Avrebbe voluto alzarsi e fuggire quanto pi lontano e pi in fretta poteva, ma i suoi piedi parevano paralizzati, le braccia inchiodate al cuoio della sedia che occupava.
Apparve una seconda figura che si muoveva in fretta. Si chin su Halion, e le catene caddero rumorosamente sulla pietra.
Cosa stai facendo? domand Halion.
Alzati disse l'altro uomo, che dava le spalle alle fiamme.
Non capisco farfugli Halion.
Rhin si  stancata di averti qui vivo. Domani metter la tua testa su una picca.
Credevo che la cosa ti andasse bene, che avessi fatto le tue scelte osserv Halion.
Non essere stupido, Hal La figura protese il braccio per aiutare Halion ad alzarsi. Sei mio fratello, non posso stare a guardare mentre ti fanno questo.
Conall.
Allora questo cosa sarebbe?
 un'evasione, idiota... Cosa credevi? A Rafe parve quasi di vedere un sorriso sul volto di Conall.
Halion afferr il braccio del fratello e si sollev lentamente in piedi.
Vieni con me disse.
No. Non voglio vederti morto, ma questo non significa che voglia tornare a una vita di fughe, in sella. Inoltre, non mi piacciono quelli che tu servi.
Su questo i nostri sentimenti sono identici ribatt Halion.
Ti porter fino al tunnel che c' nelle stalle e ti dar un cavallo, ma da quel momento dovrai vedertela da solo. Dove andrai  affar tuo. E non me lo dire, non lo voglio sapere.
Rhin vorr la tua testa per questo.
Lei non lo sapr mai.
Rhin sbuff nel sentire quelle parole.
Poi i due si mossero, scomparendo dalle fiamme.
Nella stanza scese il silenzio. Rafe continu a fissare il fuoco mentre le fiamme si spegnevano, tornando a essere un letto di carboni ardenti.
Come hai fatto? sussurr.
Non vuoi davvero saperlo replic Rhin. Ti dir soltanto che il procedimento richiede la pelle scuoiata di fresco di un nemico e un po' di sangue. Molto sangue, a dire il vero. Del resto, se non fosse cos lo farebbero tutti, non credi?
Rafe deglut a fatica, sentendo lo stomaco che gli si contraeva. Vorrei non averlo chiesto.
Non mi sono mai fidato di Conall borbott Braith.
No.  un vero peccato sospir Rhin.
Sapevi che lo avrebbe fatto?
Lo sospettavo.
Quindi domani ci sar anche la testa di Conall su una picca, insieme a quella di Halion?
No, non ancora, almeno. Per il momento ho bisogno di lui. Devo partire perch ho questioni pressanti a cui provvedere altrove e comunque questo posto non mi piace, quindi gli lascer credere di avermi ingannata e gli permetter di regnare per un po' su Domhain. Vedremo se gli riuscir di domare i dissenzienti. Naturalmente, potrebbe anche finire per farsi uccidere, il che mi risparmierebbe un lavoro, nel lungo termine. Rhin scroll le spalle. Non mi posso preoccupare per tutto.
Faremo meglio a muoverci, altrimenti Halion riuscir a fuggire osserv Braith.
Voglio che fugga, e voi lo seguirete spieg Rhin con un lento sorriso. Fin da Edana.

27. Maquin.

Maquin stava strisciando in mezzo all'erba alta, respirando il profumo dei fiori selvatici. All'improvviso, l'erba si apr a rivelare un'ampia pianura che si allargava davanti a lui, tagliata da un fiume che si biforcava. A quanto pare ci bagneremo. Di nuovo.
Alle sue spalle ci fu un fruscio nell'erba, e Fidele lo raggiunse.
 grande disse.
S.
Ci sono passata vicino a cavallo molte volte, e non mi  mai parso cos spaventoso.
Perch a quel tempo tu e la tua guardia d'onore potevate percorrere un ponte che non era sorvegliato dai Vin Thalun.
Oltre il fiume, una foresta si stendeva all'orizzonte, verso est.
Quella  la foresta di Sarva, e al di l di essa c' Ripa.
Ripa. La nostra destinazione, e la salvezza, almeno secondo Fidele.
E adesso ci siamo quasi. Dobbiamo attraversare soltanto un fiume e una foresta.
Erano in viaggio ormai da pi di due lune, perlopi seguendo il corso del fiume principale per tutto il tragitto da Jerolin. Dopo lo scontro con i cani e il salto nel fiume, erano stati trasportati a sud di alcune leghe. Si erano trascinati a riva tremanti, ammaccati e malconci, ma ancora vivi, e per una decimana si erano nascosti in una grotta, lasciando che i Vin Thalun passassero oltre nelle loro ricerche. Da allora avevano evitato tutti gli inseguitori, anche se avevano intravisto i corsari Vin Thalun pattugliare il grande fiume che scorreva da Jerolin a Ripa.
Maquin scrut la pianura che si estendeva sotto di loro. Non c'erano ponti che valicassero il fiume, ma intravide un guado. Poi un movimento sul fiume attir la sua attenzione.
Era la prua di una nave, con i remi che si sollevavano e si abbassavano.
La riconobbe senza difficolt come una galea da guerra dei Vin Thalun; aveva trascorso anche troppo tempo a spezzarsi la schiena remando su una di esse da Isiltir all'isola di Panos. Nel guardarla sent le mani che gli prudevano, mentre il ricordo del remo che avevano manovrato destava in lui una marea di sentimenti e di ricordi. Tutti spiacevoli.
La galea dei Vin Thalun raggiunse il guado del fiume, venne abbassata una passerella e molti uomini sciamarono a terra. Alcuni trasportavano grandi pezzi di legname, una mezza dozzina di tronchi scortecciati e di alberi di riserva. Con un'efficienza che Maquin fu costretto a riconoscere, sia pure con riluttanza, procedettero a trasferire la nave oltre il guado, disponendo il legname davanti alla prua; alcune corde vennero poi gettate dalle murate e gli uomini presero a trascinare la nave in avanti sopra le travi e gli alberi, mentre altri guerrieri correvano verso poppa per recuperare le travi su cui essa era gi passata e riportarle davanti alla prua, un procedimento che venne ripetuto finch la galea non fu di nuovo in acqua, sul lato settentrionale del guado. Poi i Vin Thalun risalirono tutti a bordo e i remi si rimisero in movimento.
Il sole era ormai basso nel cielo quando infine la galea scomparve oltre l'orizzonte, diretta a nordovest.
Stanno andando a Jerolin disse Fidele.
 molto probabile. E noi siamo diretti a Ripa. Vieni,  ora di bagnarci i piedi.
Maquin era intento a osservare Fidele scuoiare un coniglio, mentre i primi raggi del sole filtravano dalla vegetazione sovrastante a punteggiarle la pelle di luce. I tagli che praticava erano efficienti e precisi: dapprima sventr l'animale e ne scaric le interiora nel fiume, tranne il cuore e il fegato, poi tracci un taglio preciso lungo tutto il ventre e rimosse la pelle con una serie di strattoni fluidi.
Adesso non  inutile. Non che prima la considerassi tale. Cocciuta, testarda, forse, ma non inutile. Durante il tempo che avevano trascorso insieme, Maquin aveva imparato a nutrire nei confronti di Fidele un silenzioso rispetto. Era una dama di alto rango, chiaramente incapace di sopravvivere in regioni selvagge - ecco, non lo era quando l'ho incontrata - ma bisognava darle atto che si era rifiutata di limitarsi a fare affidamento su di lui. Gli aveva fatto pi domande di un bambino curioso, e a poco a poco aveva acquisito una serie di abilit degne di qualsiasi cacciatore.
Adesso il coniglio era scuoiato e fatto a pezzi. Lei trafisse ciascun pezzo con un lungo coltello e li mise a cuocere sul piccolo fuoco, un lusso a cui di norma Maquin non avrebbe acconsentito, se non fosse stato che ormai erano a mezza giornata di marcia da Ripa. Fidele era concentrata sul girare lo spiedo improvvisato per non bruciare la carne. Le ultime due lune avevano lasciato il segno su di lei. Era pallida, con il volto smagrito e ombre scure sotto gli occhi, mentre striature grigie erano apparse nei suoi capelli nerissimi. Tuttavia, qualcos'altro era cambiato in lei. Quando Maquin l'aveva portata via dall'arena, a Jerolin, in lei c'era una rabbia fredda e dura. Uno stato d'animo fragile. Nel corso del loro viaggio questo era cambiato, l'ira si era gradualmente dissolta. Adesso appariva rilassata, pi a suo agio in quelle terre selvagge di quanto Maquin l'avesse mai vista a Jerolin.
E adesso l'ho quasi portata al sicuro, a Ripa. La prima promessa che non ho infranto da molto tempo a questa parte. Quel pensiero gli gener una sensazione di calore nel profondo del petto, la soddisfazione di un compito portato a termine. Mi ero dimenticato come fosse sentirsi... bene. Avere onore.
E provava anche qualcos'altro, un eco della sua vita prima di Lykos e della schiavit, prima del tradimento di Jael e della morte di Kastell, quando la vita era stata qualcosa di pi del divorante bisogno di vendicarsi o di sopravvivere. Lei mi ha fatto ricordare cosa sia essere un uomo e non soltanto un assassino addestrato. Anche questo mi fa sentire bene.
Fidele lo guard, forse perch avvertiva il suo sguardo su di lei.
Cosa c'? chiese, mentre un sorriso le rischiarava il volto.
Niente borbott Maquin, e distolse lo sguardo.
Sbucarono fuori della foresta. La strada e il fiume lasciavano fra gli alberi un vasto buco che ricord a Maquin il buio ingresso delle catacombe sottostanti Haldis. Ripa apparve davanti a loro: una torre di pietra su un'alta collina che sovrastava il mare. Era protetta da una robusta fortezza di legno, e una cittadina in legno e paglia si stendeva sui pendii della collina e lungo la baia. Colonne di fumo si levavano nel cielo. L il fiume si snodava languido verso il mare attraverso una pianura di erba alta, e l'aria era intrisa dell'odore di salsedine e delle strida dei gabbiani.
Si incamminarono sulla strada, costruita su un terrapieno fra campi erbosi la cui superficie oscillava sotto il soffio di una brezza tesa. Maquin si sentiva esposto e a disagio adesso che erano allo scoperto. Vulnerabile. Sono stato troppo a lungo nella foresta.
Mentre seguivano la strada che dalla foresta portava a Ripa, qualcosa per continu a tormentarlo.
Dov' la gente? Dove sono i bambini?
Qualcosa non va afferm.
Nel superare la cresta di una lieve altura videro di cosa si trattava. Navi dalle vele nere - molte navi - punteggiavano la baia.
Un blocco. Maquin smise di camminare e indic la baia. Fidele guard a sua volta, la fronte aggrottata dalla preoccupazione.
Quel fumo non fa presagire niente di buono disse.
Aveva ragione. Mentre Maquin osservava la scena, spesse colonne di fumo nero apparvero nelle vicinanze del porto.
Ripa  sotto attacco.
Dovremmo rientrare nella foresta sugger.
Si voltarono, affrettandosi a tornare indietro. Prima che avessero percorso una dozzina di passi, una forma apparve nell'oscurit che avviluppava il fiume l dove esso si addentrava nella foresta: una prua appuntita emerse dal buio come una lancia che attraversasse un corpo. Lo scafo era lungo e stretto, con le murate basse, e i remi si alzavano e abbassavano con un ritmo costante.
Maquin afferr Fidele e la trascin gi per la massicciata, fra l'erba alta ai bordi della strada. Non appena al coperto, per, lei costrinse Maquin a fermarsi.
Devo vedere sibil.
Dovremmo andarcene, allontanarci ribatt Maquin, ogni istinto che lo esortava a fuggire, a sopravvivere.
Dove? Non abbiamo dove altro andare. Questo  il solo posto sicuro. Si avvertiva un tremito nella voce di Fidele.
Credeva di aver finito di fuggire, di essere al sicuro.
Le concesse di guidarlo fino al limitare dell'erba. Sbirciando sopra di essa, videro la galea dei Vin Thalun oltrepassarli, snella e fluida, e altre emergere dall'oscurit della foresta. Erano abbastanza vicine da permettere loro di scorgere la faccia di quanti si trovavano sul ponte della prima galea, dove alcuni guerrieri Vin Thalun guardavano in direzione di Ripa. L'attenzione di Maquin fu attratta da uno di essi, scuro di capelli, con la barba oliata. Maquin lo riconobbe semplicemente dalla sua postura.
Lykos.
La mano di Fidele gli serr l'avambraccio, affondandovi le unghie, mente lei sibilava e muoveva un passo in avanti, portando la mano al coltello che aveva alla cintura. Maquin l'afferr e la trascin indietro, facendo oscillare l'erba intorno a loro. Dal ponte della galea si lev un grido di allarme, e nell'arrischiare un'occhiata alle loro spalle, Maquin vide Lykos scrutare attentamente nella loro direzione. Lykos poi url un ordine e la galea devi verso la riva, mentre i remi venivano sollevati dall'acqua e ritratti all'interno dello scafo. Apparve una passerella, e i guerrieri si accalcarono dietro di essa.
Maquin guard verso la foresta e poi verso Ripa, sulla collina. Nella foresta verremo braccati. Nella fortezza saremo in trappola.
Fidele prese la decisione per lui, spiccando la corsa in mezzo all'erba alta in direzione di Ripa.
Maquin la raggiunse. Poteva sentire il rumore dell'inseguimento, piedi che martellavano sulla strada, poi un cambiamento nel suono quando si spostarono sull'erba. Essa rendeva difficile procedere, perch si intrecciava intorno ai piedi mentre vi correvano in mezzo. Tutto quello che Maquin poteva sentire era il suo respiro, misto al frusciare prodotto dal loro passaggio. Si guard alle spalle e con orrore vide alcuni Vin Thalun correre lungo la strada guadagnando terreno.
Devo fare qualcosa.
Afferr Fidele e si lanci fuori dall'erba, trascinandola su per la massicciata, sulla strada, per poi spingerla in avanti incitandola a continuare a correre. Nel frattempo estrasse un coltello dalla cintura. Una ventina di Vin Thalun correva sulla strada verso di lui - quaranta passi di distanza, trenta - mentre le galee continuavano a scorrere lungo il fiume e alla sua destra l'erba alta oscillava alle spalle di quanti li avevano seguiti. Cambi la presa sul coltello e lo scagli contro uno dei guerrieri sulla strada. L'uomo si spost e la lama gli trapass la spalla invece del collo. Il vecchio lupo sent gridare qualcuno dal fiume, mentre si girava e riprendeva a correre, e altre voci raccolsero quell'urlo. Non si ferm a guardare.
Raggiunse Fidele e insieme si precipitarono lungo la strada, gli edifici che scorrevano intorno a loro. La brezza portava fin l dalla baia i rumori di una battaglia, nuvole di fumo nero si riversavano sulla strada. Trattieni il fiato grugn Maquin quando Fidele rallent istintivamente il passo davanti alle dense cortine di fumo. Tratto un profondo respiro, le afferr la mano e si lanci fra quelle volute scure. Trascorsero una dozzina di istanti senza che ci fossero cambiamenti, a parte gli occhi che cominciarono a bruciargli, poi gli istanti divennero quaranta e le vene cominciarono a pulsargli nella testa, il cuore prese a martellargli come se volesse uscire dal petto. Cinquanta istanti, e il fumo inizi a diradarsi, poi d'improvviso si trovarono al di l di esso. Fidele gli barcoll contro, tossendo, gli occhi che lacrimavano abbondantemente.
Non possiamo fermarci gracchi Maquin. Sagome indistinte combattevano sulla strada, pi avanti. Svolt a sinistra, trascinando Fidele in mezzo ad alcuni edifici e la guid lungo un contorto labirinto di viottoli e sentieri. Alla fine si ferm, appoggiandosi a un muro, e Fidele croll in ginocchio, con il petto che le ansimava violentemente mentre lottava per respirare. Maquin si rese conto di avere ancora il coltello stretto in pugno.
Dobbiamo continuare a muoverci borbott. Iss in piedi Fidele e insieme continuarono la fuga barcollando. Nello svoltare un angolo, per poco non finirono in mezzo a una battaglia in corso fra Vin Thalun e guerrieri di Ripa, riconoscibili dai colori nero e argento di Tenebral. I Vin Thalun erano meno numerosi, ma altri ne andavano emergendo di continuo dalle strade e dai vicoli circostanti. Maquin guard verso la cima della collina e vide che le porte delle alte mura di legno che cingevano la torre erano aperte e che c'era gente che si riversava dentro di esse.
Questi uomini sono la retroguardia, stanno guadagnando tempo perch la gente di Ripa si possa mettere al sicuro.
Su per la collina! url a Fidele, sovrastando il fragore della battaglia. Ripresero a correre insieme, aggirando i combattenti e scavalcando i cadaveri. Due uomini si scontrarono proprio davanti a loro, in un caos di pugni, calci e affondi. Fidele li super d'un balzo e prosegu barcollando, ma una mano afferr Maquin mentre faceva altrettanto. Lui croll a terra, rotol e si rialz brandendo il coltello. Un Vin Thalun si stava risollevando da terra, stringendo in una mano una spada corta insanguinata e nell'altra lo scudo rotondo. Maquin non attese che ritrovasse l'equilibrio e scatt in avanti con il coltello, estraendone allo stesso tempo un secondo. La sua prima lama strisci sullo scudo del Vin Thalun, la seconda vibr un fendente basso, sotto l'orlo della corazza ammaccata. Sangue e un groviglio di intestini si riversarono dalla ferita, poi Maquin scaravent a terra con un calcio l'uomo urlante e si gir verso Fidele, che era una dozzina di passi pi avanti. Facendole segno di proseguire, spicc la corsa per raggiungerla.
Gli uomini di Ripa stavano cercando di formare un muro per arginare i Vin Thalun, ma questi erano troppi, e alcuni gi si stavano lanciando su per la collina, mentre altri ancora affluivano dalle strade laterali, prendendo ai fianchi la retroguardia assediata da ogni lato.
Non hanno nessuna possibilit di farcela.
Poi i Vin Thalun si riversarono sulla strada sopra di loro, almeno una quarantina di guerrieri che bloccarono il passaggio e si lanciarono sugli uomini di Ripa.
Fidele guard Maquin con occhi colmi di disperazione.
Tornare indietro era impossibile, perch le strade brulicavano di Vin Thalun, e comunque correre in quella direzione avrebbe soltanto ritardato l'inevitabile.
Cento passi pi in su lungo la strada, le porte della torre erano ancora aperte.
La nostra unica possibilit di salvezza  varcare quelle porte.
Fiss per un momento Fidele, vedendo la preoccupazione incisa sui suoi lineamenti, mentre momenti del viaggio fatto insieme gli affioravano nella mente. Stranamente, si sorprese a sorridere nel ricordare frammenti delle loro conversazioni e le pause di silenzio.
Credo che valga la pena di morire per te. Sapeva che arrivare alle porte era improbabile... C'erano semplicemente troppi Vin Thalun a bloccare il passo, e continuavano a sopraggiungerne altri a ogni istante che passava.
La morte  sempre soltanto a un momento di distanza.
Adesso che facciamo? chiese Fidele.
Ci aprir un varco fino a quelle porte o morir nel tentativo.
Resta dietro di me grugn Maquin, parandosi davanti a lei.
I primi uomini lo videro troppo tardi, e i suoi coltelli diedero loro una morte rapida. Nel tempo in cui il suo cuore scand una dozzina di battiti, tre Vin Thalun morirono e un altro si accasci al suolo, perdendo sangue da una profonda ferita all'inguine.
Maquin continu ad avanzare, sentendo la presenza di Fidele alle sue spalle, consapevole che anche lei doveva avere il coltello in pugno.
Adesso i Vin Thalun lo avevano ormai visto arrivare, e una manciata di essi converse su di lui, allargandosi in un semicerchio.
Non dare loro tempo. A causa dell'esperienza fatta nelle fosse, sapeva che esitare contro molti avversari significava morire. Con un ringhio, si lanci in avanti e verso sinistra, un coltello tenuto alto e l'altro basso mentre colpiva e parava senza cessare di muoversi. Il tempo parve rallentare, ogni istante lungo una vita intera. Sent dei tagli che gli apparivano sulle braccia e sulle cosce, sottili linee brucianti come fiamme, ogni volta che i suoi assalitori riuscivano a superare la sua guardia. Continu a colpire, le mani rese viscide dal sangue. Un colpo che lo raggiunse nella parte alta della schiena lo fece barcollare e lo costrinse a piegare a terra un ginocchio, ma sfrutt l'impeto acquisito per rotolare in avanti, schivando una spada il cui fendente si abbatt a una spanna dalla sua faccia. Non aveva pi idea di dove fosse Fidele, poteva solo sperare che fosse ancora vicina. Continu a colpire, i lineamenti di Lykos o di Jael che si sovrapponevano a ogni faccia che lo circondava. Li uccise entrambi, innumerevoli volte, le labbra contratte in un sogghigno ferino. Uno dei coltelli si incastr in un costato e gli venne strappato di mano quando la sua vittima croll all'indietro. Ne estrasse un altro dallo stivale e continu a combattere, con il sangue che gli schizzava sulla faccia e gli appannava la vista, la bocca pervasa da un sapore di ferro. Qualcuno lo afferr per un braccio e lui ruot sui talloni, reagendo con un fendente ai tendini delle gambe; l'uomo cadde, ma non abbandon la presa su di lui e lo trascin con s. Un colpo lo raggiunse al basso ventre, sopra il fianco, con un impatto simile a quello di un pugno. Vibr una gomitata contro una faccia, sent una cartilagine rompersi, poi mosse un passo in avanti e di colpo si trov a cadere, con la gamba destra intorpidita. Il terreno insanguinato gli venne rapidamente incontro, sbatt con violenza la testa contro di esso e i coltelli gli sfuggirono di mano. Spinse contro il suolo cercando di rialzarsi, ma le sue gambe non funzionavano come avrebbero dovuto e riusc soltanto a rotolare supino. Trasse un profondo respiro, il cielo che splendeva di un azzurro intenso sopra di lui e il torpore che si estendeva dal colpo al ventre. Port una mano all'area offesa e ritrasse le dita coperte di sangue.
Questa  la morte? Non provava dolore, soltanto un senso di stanchezza che gli gravava addosso come un pesante mantello, dandogli l'impressione che gli arti gli si fossero improvvisamente riempiti di piombo.
Una faccia incombette su di lui, coprendo la vista del cielo, un Vin Thalun con una quantit di anelli di ferro intrecciati nella barba e la faccia contorta in una smorfia beffarda, un lama che gli scintillava in mano. Maquin pens di muoversi, le sue dita sussultarono nel tentativo di trovare uno dei suoi coltelli, ma tutto richiedeva uno sforzo eccessivo. Poi il volto scomparve e fu rimpiazzato da quello di Fidele, che cadde in ginocchio accanto a lui e lo scosse, il viso contorto dalla paura.
Fuggi, idiota le disse, senza per sapere se aveva parlato a voce abbastanza alta, o addirittura se le parole gli fossero anche solo uscite dalle labbra.
Un paio di mani gli afferrarono la testa, quelle di Fidele che la sollevava sul proprio grembo. Le lacrime le solcarono le guance, gocciolandogli sulla faccia, e lui sent un sapore di sale sulle labbra, mentre le dita di lei gli accarezzavano i capelli, gli pulivano gli occhi al sangue. La sua bocca si muoveva, la sua voce gli riempiva le orecchie, ma Maquin non riusciva a distinguere le parole.
 tutto a posto cerc di dire. Gli occhi gli si chiusero.
Vivi, dannazione! gli url Fidele, colpendogli il petto con un pugno. Maquin riapr gli occhi di scatto. Aveva sentito quelle parole.
Ci sto provando, ma non  facile quanto potresti pensare. In realt, anche solo rimanere concentrato sul volto di lei si stava rivelando difficile, perch un alone nero si andava formando alla periferia del suo campo visivo, e l'impulso di chiudere gli occhi era sopraffacente. Sono cos stanco.
Un rumore crebbe di intensit, pervadendogli la testa: un martellare ritmico che si andava facendo pi forte. Zoccoli? Adesso c'erano ombre tutt'intorno a lui, e zoccoli che percuotevano il terreno. Delle braccia si protesero ad afferrare Fidele, tirandola via, e la testa gli scivol con un tonfo sul terreno.
Lei prese a lottare, gridando, slanciandosi verso di lui, indicandolo.
Poi sent alcune mani che lo afferravano e lo sollevavano. Un volto nuovo apparve nel suo campo visivo, quello di un uomo dalla folta barba nera che incorniciava un volto segnato dagli elementi. L'uomo gli sorrise, una cosa che Maquin trov strana, in un momento come quello.
Benvenuto a Ripa disse il volto, poi l'oscurit ebbe il sopravvento e Maquin perse conoscenza.

28. Lykos.

In piedi sul ponte, Lykos fissava la torre di Ripa. In alto i gabbiani volavano in cerchio, stridendo, e lui osserv distrattamente un'aquila di mare sfruttare le correnti ascensionali, al di sopra di essi.
Lui  come me. Colpisce senza preavviso. Io per non ho colpito abbastanza in fretta. La torre  ancora in piedi, le sue mura e le sue porte sprangate contro di me.
Cerc di focalizzarsi su una strategia, di trovare un modo di porre fine a quella situazione, ma la sua mente persistette nel tornare a pensare a Maquin e a Fidele. Per un momento, aveva stentato a credere ai suoi occhi e al fatto di poter essere tanto fortunato. Per due lune aveva aspettato di ricevere la notizia della loro cattura, sentendosi sempre pi frustrato ogni giorno che passava. Alla fine, gli avevano comunicato di aver trovato le loro tracce, ma che erano scomparsi di nuovo. Poi pi niente.
Fino a oggi, quando li aveva visti che lo fissavano da un mare di erba che oscillava al vento.
E mi sono sfuggiti di nuovo.
La tua barca  pronta disse una voce alle sue spalle. Era Kolai, il suo scudiero. Lykos ne aveva scelti personalmente un'altra dozzina, fra i combattenti delle fosse e i corsari, pi scudieri di quanti avesse mai sentito il bisogno di avere. Un coltello nella schiena lo aveva per convinto della propria mortalit. Meglio troppi che troppo pochi.
Attravers il ponte della nave, scavalc agilmente la murata e scese lungo una rete di corda fino a una barca a remi che dondolava sulle onde. La ferita alla schiena era praticamente guarita, anche se poteva ancora avvertire una certa debolezza in quell'area, fitte di dolore quando faceva qualche sforzo. I suoi dodici scudieri erano gi sulla barca, ciascuno munito di un rampino d'abbordaggio e con un rotolo di corda su una spalla. Kolai si lasci cadere sulla barca dietro di lui e si avviarono, oltrepassando la baia in direzione del porto.
Aggirarono le galee di Ripa, tutte in fiamme, imbarcazioni pi grandi, lente e pesanti di qualsiasi galea dei Vin Thalun. Lykos sorrise nel vederle, consapevole di quante navi avesse perso a causa della flotta di Ripa quando essa pattugliava la costa per proteggerla dai razziatori Vin Thalun, prima del patto fra Nathair e Aquilus. Era uno spettacolo davvero soddisfacente.
Ancorarono la barca e salirono i gradini di pietra che davano accesso al porto. Un gruppo di Vin Thalun era in piedi su un molo; un centinaio di uomini, forse anche di pi. Lykos si diresse verso uno che si teneva pi avanti rispetto agli altri, un uomo con i capelli neri e la barba oliata che tintinnava di anelli di ferro, come quella di qualsiasi Vin Thalun degno di rispetto. Una cicatrice gli correva dall'angolo della bocca fino all'orecchio sinistro.
Demos, mi fa piacere vederti, vecchio pirata. Demos era quanto di pi simile a un amico Lykos avesse. Non gli interessavano la politica o il potere, viveva soltanto per l'eccitazione del cavalcare le onde, dell'andare a caccia sull'azzurro profondo del mare. Era uno squalo, un predatore, e un amico.
Tutt'altro che vecchio sorrise Demos. Sono pi giovane di te. Prese Lykos per le spalle e lo fiss. Credo che essere un signore abbia un suo prezzo.
S, e anche essere accoltellato alla schiena replic Lykos, cupo.
Credi di potercela fare? chiese poi, scrutando le alture su cui Ripa era stata costruita.
C' solo un modo per scoprirlo sorrise Demos.
Io far in modo di attirare la loro attenzione replic Lykos. Si strinsero il braccio, poi Demos salt su una lunga barca a remi, una di cinque che erano attraccate accanto al molo.
Lykos si addentr nella citt, senza fretta. I morti costellavano le strade, guerrieri di Ripa che erano stati depredati di qualsiasi cosa utile: armi, armature, stivali, mantelli... I Vin Thalun gli si accalcarono intorno mentre attraversava la citt, fino a quando ce ne furono alcune centinaia ammassati alle sue spalle. Nel salire la collina alla volta della torre, Lykos si gir a guardare verso la baia.
Essa era piena delle galee dei Vin Thalun, almeno una ventina, impiegate in questo attacco contro Ripa. La maggior parte aveva navigato lungo la costa, bloccando la baia e bruciando le navi ancorate nel porto di Ripa, poi un contingente d'attacco era sbarcato mentre Lykos scendeva il fiume con i suoi uomini, su altre dieci galee a pescaggio ridotto. Millecinquecento spade in tutto pi il migliaio di uomini degli equipaggi che, in caso di necessit, potevano fungere da riserve. Le sue fonti gli avevano detto che il vecchio Lamar non aveva a disposizione pi di millecento uomini e, a giudicare dai cadaveri sparsi sulle strade, una buona parte di essi non avrebbe pi levato la spada contro di lui.
Quindi ho le forze necessarie per portare a termine questo attacco. Lykos sentiva tuttavia il tarlo della preoccupazione rodergli lo stomaco, perch era consapevole di aver sparpagliato troppo le sue forze. Aveva mandato una flotta a nordovest su richiesta di Calidus: cinquanta navi, incluse alcune galee da trasporto per cavalli e carri, il tutto agli ordini di Alazon. Calidus non gli aveva espressamente ordinato di accompagnare di persona la flotta, anche se Lykos sapeva che si era aspettato che lui lo facesse. La sua mente era per dominata soltanto da un pensiero, che la occupava totalmente e che era il motivo per cui adesso si trovava l.
Fidele. Non aveva mai provato niente del genere per una donna, aveva sempre preso quello che voleva e di rado aveva avuto ripensamenti. Senza dubbio, aveva abbastanza figli illegittimi sparsi per le Tre Isole da poter un giorno formare con essi l'equipaggio di una galea. Fidele per era diversa. Tanto per cominciare,  la sola che mi abbia mai pugnalato. Ridacchi fra s, inducendo Kolai a scoccargli un'occhiata perplessa. La riavr.
Inoltre, questa ribellione doveva essere schiacciata prima che si allargasse. Peritus  a Ripa, quindi ha l'appoggio di Lamar, la cui banda di guerra  la pi numerosa di tutto Tenebral, dopo la mia.
Non voleva che Calidus scoprisse che livelli aveva raggiunto quella ribellione, almeno non prima che lui vi avesse posto fine.
La strada si fece pi erta e Lykos vide la torre incombere sopra di lui, al di sopra delle nere porte sprangate, le mura irte di guerrieri e di armi. Non importa. Una fortezza  robusta solo quanto il suo uomo pi debole. Adesso il numero dei cadaveri sparsi sul terreno era pi elevato, e fu con irritazione che Lykos scorse fra di essi parecchi Vin Thalun. Si ferm di nuovo, girandosi: la sua attuale posizione gli offriva un'ottima visuale del territorio circostante. Verso nordovest la foresta di Sarva si stendeva come un verde oceano di rami e foglie. Al suo limitare si levava una collina, con mura infrante e torri in rovina che si stagliavano all'orizzonte. Balara, le rovine dei giganti. Ci era stato appena la sera prima per accertarsi che il suo segreto fosse protetto e al sicuro.
Non  pi cos segreto, adesso, dal momento che Fidele e Maquin li hanno visti. Aveva preso in considerazione la possibilit di rimandare i giganti a Pelset, ma alla fine aveva deciso che tenerli vicini a s era la soluzione pi sicura. Torn a girarsi verso la torre, scavalc gli ultimi corpi che intasavano la strada e avanz di una dozzina di passi, fermandosi a portata di voce delle porte sbarrate.
Sei abbastanza vicino da ricevere un buon tiro di lancia dalle mura osserv Kolai.
Lykos scroll le spalle. Da quando era stato ferito era pi attento, ma alcune cose puzzavano di codardia, e non era diventato il signore dei Vin Thalun perch era un vigliacco. O essendo cauto.
Impart degli ordini, e ben presto alcuni guerrieri furono di ritorno trasportando un tavolo di legno e una sedia, che posizionarono sulla strada, davanti a lui. Lykos si sedette con teatrale noncuranza, mentre gli veniva messo davanti un piatto di pane e formaggio insieme a una coppa di vino. Cominci a magiare. Alcuni uomini vennero quindi condotti al suo cospetto, guerrieri di Ripa legati gli uni agli altri. A calci e pugni, furono costretti a inginocchiarsi l sulla strada, davanti a lui.
Uccideteli ordin, qualche briciola di formaggio che gli cadeva dalla bocca. Accompagn il cibo con un po' di vino mentre ai prigionieri veniva tagliata la gola.
La fila di guerrieri sulle mura assistette alla scena impassibile, in silenzio.
Adesso dovrei avere la loro attenzione comment Lykos alzandosi, mentre il tavolo veniva portato via. Rutt.
Ehi, voi, lass grid. C' qualcuno con cui valga la pena di parlare?
La sua voce echeggi contro le mura nere.
Non mi aspetto un mio pari, perch suppongo non ci siano divinit in mezzo a voi. Per Lamar, magari perfino Krelis o Peritus, quel verme tremebondo, possono andare bene.
Mi far piacere ucciderti url di rimando una voce, e un uomo massiccio apparve al di sopra delle porte. Era molto alto e grosso, tanto che torreggiava almeno di tutta la testa su quanti aveva intorno. Lykos lo riconobbe. Odiava quell'uomo.
Ben ritrovato, Krelis lo salut. Splendida giornata, non credi? Krelis era il pulsante cuore guerriero di Ripa, colui che aveva diretto la costruzione delle navi e poi la difesa della baia e della costa circostante Ripa. Le sue navi non erano state altrettanto agili e letali quanto le galee di Lykos, ma erano abbastanza grandi e veloci da rovinare continuamente le razzie dei Vin Thalun nei villaggi costieri.
Quello in cui la tua testa non sar pi attaccata alle spalle sar un giorno migliore.
Lykos fece una smorfia contrariata. Un esordio un po' troppo aggressivo per una trattativa di pace, direi.
Questa non  una trattativa di pace. Guarda cosa hai fatto alla mia citt.
Quasi a sottolineare le sue parole, volute di fumo nero si estesero sulla strada, coprendo la visuale per qualche momento.
Vino chiese Lykos, e Kolai gli porse un otre. Lui bevve un lungo sorso e schiocc le labbra.
Quando il fumo si fu diradato, allarg le braccia.
Non c' niente che sia stato danneggiato che non possa essere riparato. Dovevo mettere bene in chiaro come stanno le cose.
E come potr riparare i miei guerrieri uccisi? La mia gente assassinata? Lykos non fatic a cogliere nella voce di Krelis l'odio a stento tenuto sotto controllo.
Bene. L'ira  sempre il nemico migliore. Acceca, ammanta, distorce.
Dai asilo a un nemico del regno, Peritus.  colpevole di tradimento, assassinio e incitamento alla ribellione. Lykos scosse il capo con un verso di riprovazione. Quando si protegge un soggetto come lui... ecco, ci sono delle conseguenze.
Tu non amministri la legge a Tenebral. Sei un pirata che ha usurpato il potere. E Peritus  il capo militare di Tenebral, un uomo migliore di quanto tu potrai mai sperare di essere.
 un fuorilegge, privato dei suoi titoli e condannato a morte da Fidele, reggente di Tenebral in assenza di Nathair. A proposito, detto per inciso, lei  mia moglie.
Lei non  tua moglie.
Io credo che lo sia. Io c'ero. Chiunque sostenga il contrario  un bugiardo.
Lei sostiene il contrario afferm di rimando Krelis.
Quelle parole paralizzarono Lykos per un momento. Allora lei  l dentro. Una sensazione come di gelo gli attanagli il ventre. Mi darai Peritus?
Non lo far ribatt Krelis.
Ha abbastanza coraggio da parlare con me? Oppure continuer a nascondersi dietro di te, il suo burattino?
Krelis non  un burattino grid un'altra voce, pi anziana.
Ah, Peritus. Bene. Non pensavo che ti saresti tenuto fuori da questa conversazione.
E cos, hai trovato qualcuno abbastanza stupido da accoglierti disse Lykos. Non posso fare a meno di notare che avete tutti paura di confrontarvi con me in combattimento, altrimenti non vi nascondereste dietro le vostre mura. Cominciava a divertirsi. Cosa ne dici, Peritus? Ti va di mettere alla prova la tua lama contro la mia?
Niente potrebbe piacermi maggiormente, ribatt Peritus ma non mi fido di te... Se ben ricordi, ho gi gustato in passato la tua giustizia e la tua ospitalit. Credo che se venissi fuori per affrontarti i tuoi scudieri si lancerebbero su di me. Sei un bugiardo e un uomo senza onore.
Tu mi ferisci comment Lykos posandosi una mano sul cuore. Bene, allora pare che abbiamo un problema da risolvere. Come suggerisci di procedere al riguardo?
Non mi viene in mente niente rispose Peritus. Questa  la tua fine, Lykos. Attaccare apertamente Lamar... Hai commesso un errore, dopo anni di piani e di menzogne, ad agire in modo tanto impulsivo alla fine di tutto. Ti credevo un avversario pi degno. Adesso gli altri signori di Tenebral si muoveranno, e quella farsa che chiami un matrimonio non ti aiuter minimamente.
Non  stata una farsa url Lykos, la saliva che gli schizzava dalle labbra, cedendo a un'improvvisa ondata d'ira. Ne rimase tanto sconcertato che dovette prendersi qualche momento per riportare il respiro sotto controllo e attendere che la nebbia rossa che gli velava lo sguardo svanisse. Usa contro di me la mia stessa tattica.
Noi dobbiamo soltanto pazientare, lasciare che la notizia si diffonda continu Peritus. La torre alle mie spalle ha profonde fondamenta nella roccia ed enormi scorte di grano e di acqua. Se la tua intenzione  quella di prenderci per fame, aspetterai molto a lungo. Ovviamente, potresti sempre cercare di prenderci d'assalto. Per favore, fallo, perch cos potremmo ancora arrivare a misurare le nostre spade una contro l'altra. Credo che vincerei io.
 cos sicuro di s. Gli taglier via quel sorriso dalla faccia. Non ha tutti i torti, per. Non mi posso permettere un lungo assedio, anche al di l del fatto che odio aspettare.
Da oltre le mura della torre si levarono alcune grida e da qualche parte dietro di essa si sent un clangore di armi. Fra i guerrieri sulle mura ci furono movimenti improvvisi di sorpresa.
 quindi un bene che io abbia un mio piano. Estrasse la spada e si lanci all'attacco, seguito da una ruggente massa di mille Vin Thalun.

29. Fidele.

Fidele si bagn il viso, poi immerse le mani nella bacinella che aveva davanti. L'acqua si tinse di rosa. Gli eventi seguiti al suo salvataggio da parte di Krelis erano indistinti nella sua mente.
In una sorta di uragano di movimenti, era stata trasportata oltre le porte e in un cortile di terra battuta, dove mani solerti l'avevano tirata gi di sella e passata ad altre mani che l'avevano controllata per vedere se era ferita, per poi quasi trascinarla su per i gradini di legno che davano accesso a una sala dei banchetti e, al di l di essa, alla torre dei giganti. Ricordava il contatto della pietra fredda sotto i piedi. Alla fine, si era svincolata dalle mani che la stringevano e aveva richiesto di vedere Maquin.
Era poi risultato che erano stati condotti entrambi nello stesso posto, una serie di stanze su un piano basso della torre che veniva usato come infermeria per i feriti provenienti dalla citt.
Ecco, lei era ferita, aveva una ventina di tagli e ammaccature sparsi per tutto il corpo, ma non era niente di serio, mentre la situazione di Maquin era molto diversa. Lui era stato trafitto, preso a calci, ricoperto di tagli. Un ricordo le era affiorato nella mente: Maquin che avanzava deciso tra la massa dei Vin Thalun, aprendosi un varco in mezzo a loro con i coltelli come se fosse stato una sorta di demone intoccabile, muovendosi e colpendo senza sosta. Aveva visto il colpo che lo aveva atterrato, lo aveva visto uccidere il suo assalitore e poi perdere le forze mentre cercava ancora di creare per lei un passaggio fino alla torre, fino ad accasciarsi al suolo. Aveva ucciso il Vin Thalun che incombeva su di lui, una sensazione che ora ramment con un brivido: gli aveva piantato il coltello nel corpo, trapassando il cuoio fino alla carne sottostante. Adesso sono due volte che uccido per difendere Maquin. Le mani le tremavano quando torn a immergerle nella bacinella, sfregandole con una spazzola di setole dure.
Vivr? chiese, voltando le spalle alla bacinella. Maquin giaceva su una branda in una stanza di pietra dalle pareti bianche. C'era una fila di grandi finestre, tutte aperte e con le imposte spalancate per lasciar entrare la luce del sole e una brezza tesa che diluiva l'odore nauseante di sangue e di sudore. Nella stanza c'erano altri letti, su cui i feriti e i morenti gemevano mentre erano accuditi da una ventina di guaritori. Altri tavoli venivano intanto portati nella stanza per accogliere altri feriti.
Un uomo, esile e bianco di capelli, era chino su Maquin. Era Alben, maestro d'armi di Ripa e, ironicamente, anche uno dei suoi guaritori pi esperti.
Un uomo pu morire di molte ferite mormor. Maquin era ancora privo di sensi e il suo respiro era debole. Alben tagli e rimosse il suo giustacuore e la camicia di lino, mettendo a nudo una ferita scura al di sopra del fianco, da cui il sangue usciva pulsando ritmicamente a ogni battito del cuore di Maquin. Alben sond quindi lo squarcio, esercitando pressione con le dita intorno a esso, e Maquin si riscosse con un gemito.
Coltello o spada? la interrog Alben.
Cosa? domand Fidele, gli occhi sempre fissi sul volto di Maquin.
Cosa ha provocato questa ferita: un coltello o una spada? Saperlo mi dir quanto  profonda la ferita.
Un coltello, credo, ma non sono sicura,  successo tutto cos in fretta.
Mmm. Alben allung la mano verso una fila di attrezzi e prelev un'asta di metallo con la testa piatta, in ferro, posandola accanto ad altri strumenti simili che si stavano scaldando in un fuoco acceso su un ampio braciere. Lasciandolo l, procedette a radunare quello che gli serviva. Un balsamo che odorava di miele, alcune foglie, del filo fatto di budello, un ago ricurvo e un rotolo di bende di lino. Pos il tutto su un tavolo, accanto a Maquin, poi si avvicin al ferro che aveva messo nel fuoco e ne controll l'estremit.
Tienigli le gambe ordin a uno dei guaritori.
Lo far io si offr Fidele, venendo avanti.
Potrebbe scalciare, mia signora.
Alben, quest'uomo mi ha salvato molte, molte volte. Mi ha tenuta in vita per due lune, mi ha guidata attraverso terre selvagge, ha ucciso gruppi di cacciatori Vin Thalun sebbene le probabilit fossero tutte contro di lui. E tutto per qualcuno che avrebbe potuto abbandonare. Voleva aggiungere altro, ma le parole le morirono sulla lingua. Questo  il minimo che posso fare.
Alben la fiss per un momento, poi annu. Tienile ferme cos spieg, dandole una dimostrazione.
Fidele afferr le caviglie e grav su di esse con tutto il suo peso. Alben intanto chiese a un assistente di trattenere Maquin per le spalle mentre lui lavava la ferita. C'era cos tanto sangue che Fidele si domand come avrebbe potuto Maquin sopravvivere... ma doveva farlo. Alben diede un'altra lunga occhiata allo squarcio aperto, poi premette il ferro arroventato dentro di esso. I piedi di Maquin scalciarono, il suo corpo sussult e lui gemette. Si ud un sibilo, accompagnato da un puzzo di carne bruciata, e Fidele sent lo stomaco che le si contraeva, ma rifiut di distogliere lo sguardo. Alben premette il ferro un po' pi in profondit, poi lo estrasse con una torsione e lo lasci cadere in una ciotola piena d'acqua. Pulita la ferita, la ricuc, vi applic sopra il balsamo che odorava di miele e lo copr con una foglia prima di fasciarla.
Grazie mormor Fidele, sentendosi d'un tratto spaventosamente stanca.
 una ferita al ventre disse Alben. Se ha perforato gli intestini, molto probabilmente lui morir in agonia.
Fidele sent qualcosa che le si contorceva dentro, come se un pugno freddo le avesse serrato il cuore. No. Non dopo essere arrivati fin qui.
E se anche gli intestini non sono perforati, lui potrebbe comunque morire di una febbre o qualcosa di simile. Ho visto alcune persone sopravvivere, ma solo una manciata su centinaia. Potrebbe svegliarsi in qualsiasi momento... L ci sono semi di papavero per aiutarlo a sopportare il dolore. Niente cibo, solo acqua oggi e domani. Ora lascia che ti esamini meglio.
Sto bene. Sono soltanto graffi.
Che devono essere puliti. Anche un graffio pu uccidere.
Una mano tocc la spalla di Fidele, che si gir di scatto. In un primo momento pens che si trattasse di un paziente, perch l'uomo che la fissava aveva un'aria malaticcia, pallido e con i capelli flosci, il corpo tanto magro da apparire avvizzito.
Mia signora disse l'uomo, sfiorandole il volto con lo sguardo.
Ektor, il figlio di Lamar.
Senza riflettere, Fidele si protese ad abbracciarlo. Era un uomo strano, riservato e introverso, ma l'anno precedente aveva trascorso qualche tempo con lui ad analizzare i manoscritti della sua biblioteca, seppellita in profondit nelle viscere della torre, e aveva imparato a vedere un altro lato del suo carattere.
Mi fa piacere vederti, Ektor gli disse, quando si staccarono. Lui la fiss sbattendo le palpebre, rigido.
E a me di vedere te, mia signora riusc a replicare, poi si guard intorno. Mio padre ti aspetta nelle sue camere. Ora dovresti venire con me.
Lady Fidele  stata ferita, Ektor. Verr non appena sar stata curata intervenne Alben guidando Fidele verso un giaciglio vuoto. Ti sarei grato se potessi riferirlo a tuo padre.
Manda un messaggero, io sono impegnato rispose Ektor indietreggiando.
Parleremo presto promise Fidele. Ektor annu, poi si gir e lasci la stanza, scomparendo nel corridoio.
Quel ragazzo  sempre impegnato, almeno nella sua testa comment Alben.
Ragazzo? sorrise Fidele. Ektor era il pi giovane fra i figli di Lamar, e aveva circa venti estati.
Quando arriverai alla mia et, mia signora, tutti coloro che non vengono svegliati la notte dal bisogno di svuotare la vescica saranno dei ragazzi.
Fidele rimase seduta sul giaciglio mentre Alben controllava le sue ferite, una miriade di tagli e di graffi, e lavava via un po' di sangue.
Hai avuto notizie di tuo figlio, mia signora? le chiese, una volta finito di curarle le ferite.
No. Mio figlio. Dove sei, Nathair? Ogni volta che pensava a lui, e cio ogni giorno, avvertiva un nodo di preoccupazione allo stomaco. Ogni notte, prima di scivolare nel sonno, sussurrava una preghiera a Elyon per la sua sicurezza. Lykos aveva lasciato intendere cose terribili...
Quindi non hai neanche notizie di Veradis osserv Alben.
Veradis... no replic Fidele. Aveva dovuto concentrarsi per un momento per riuscire a ricordare il suo volto. Sono successe cos tante cose da quando Nathair  partito. Nell'ultimo scambio di corrispondenza che ho avuto con Nathair... La lettera in cui mio figlio mi ha tolto la reggenza, sostituendomi con Lykos... Veradis era al fianco di Nathair, a Dun Carreg, in Ardan. A Elyon piacendo, devono essere ancora insieme. Veradis  il solo uomo a cui affiderei la vita di mio figlio. Si  dimostrato estremamente fedele, e un vero amico per lui.
 un bravo ragazzo afferm Alben, mentre un vago sorriso gli sfiorava gli angoli della bocca. Gli ho insegnato io a usare le armi.
E gli hai insegnato bene.
Un gemito attir l'attenzione di Fidele. Maquin si stava svegliando, sul suo giaciglio. Le dita si mossero, le palpebre ebbero un tremito, poi gli occhi si aprirono, scrutandosi intorno, e lui cerc di sollevarsi a sedere.
Alben gli fu subito accanto, tenendolo per le spalle. No disse.
Fidele strinse la mano di Maquin a si chin su di lui. Maquin la riconobbe e si rilass.
Sei in salvo lo rassicur Fidele. Riposa.
Le labbra di lui si mossero, ma ne usc solo un sussurro.
Lei si protese in avanti, accostando l'orecchio alla sua bocca.
Sei una notevole fonte di guai, mia signora bisbigli Maquin, poi gli occhi gli si chiusero e il suo respiro si fece regolare.
D'un tratto Fidele sussult in reazione a un sonoro impatto seguito da un suono stridente. Girandosi, vide un rampino d'abbordaggio agganciato sul davanzale di pietra della finestra. Apparve una mano, seguita da una testa e un paio di spalle, e in un istante un corsaro Vin Thalun fu l, accoccolato sul davanzale con il respiro ancora affannoso. Il Vin Thalun estrasse la spada, mentre altri rampini apparivano sui davanzali, lungo tutta la stanza.
Alben fu il primo a muoversi, lanciandosi in avanti mentre una spada gli appariva in mano. Una torsione del polso e la lama affond nella gola del Vin Thalun, che precipit all'indietro con un gorgoglio vorticando nel vuoto.
Alcune urla echeggiarono per l'infermeria quando altri Vin Thalun apparvero al suo interno, balzando nella stanza per trafiggere in pari misura guaritori e feriti.
Fuori di qui ordin Alben a Fidele. Mentre parlava, un'altra figura apparve alla finestra, dietro di lui. Prima che Alben potesse girarsi, il Vin Thalun si lanci in avanti abbattendosi sul vecchio maestro d'armi, ed entrambi precipitarono al suolo, arrestandosi con il Vin Thalun che sovrastava Alben e brandiva un coltello.
Fidele afferr una delle sbarre di ferro che si stavano arroventando nel fuoco e la cal sul viso del corsaro. L'uomo url, la carne che gli sfrigolava mentre rotolava lontano, serrandosi la faccia in preda al dolore. Alben si alz, la sua spada saett e il Vin Thalun smise di urlare.
Vieni disse Alben, afferrando Fidele per la spalla e sospingendola verso la porta.
Maquin sussurr lei, poi si liber e torn barcollando nella stanza.
I Vin Thalun erano ovunque, e massacravano come pecore in un recinto quanti avevano intorno. Maquin era ancora sul suo giaciglio, anche se era riuscito a sollevarsi su un gomito, il volto sudato contratto per il dolore. Fidele lo raggiunse e gli pass un braccio intorno al torso per aiutarlo ad alzarsi.
Maquin grugn di dolore, ma riusc a issarsi in piedi.
Credevo te ne fossi... Contrasse il volto in una smorfia. Andata concluse.
Poi Alben li raggiunse, e aiut a trascinarlo quasi di peso nel corridoio. La luce del sole non arrivava fino a quel punto, e alcune torce lo illuminavano in una sequenza di zone d'ombra e di luce. Alte urla filtrarono fin l, provenienti da altre stanze. Una figura piomb loro addosso, facendoli sbattere contro il muro. La spada di Alben era gi puntata contro il petto dell'uomo quando le sue grida pervase di panico rivelarono loro che si trattava di Ektor, incalzato da una manciata di Vin Thalun.
Corri lo esort Alben, portandosi nel centro del corridoio. Ektor riprese la fuga, strillando loro di seguirlo. Fidele gemette sotto il peso di Maquin, adesso che Alben si era allontanato con passo leggero, trapassando con un movimento del braccio il primo dei Vin Thalun. Con un calcio, spinse il corpo addosso ai suoi compagni, poi vibr un fendente agli occhi dell'unico che era riuscito a evitare il cadavere. Per un momento, il corridoio fu ingombro dei morti.
Alben grid Fidele, lottando per proseguire lungo il corridoio con il braccio di Maquin intorno alle spalle. Alben le lanci un'occhiata ed esit, chiaramente indeciso sul da farsi, poi spicc la corsa verso di loro.
Raggiunsero una scala che si sviluppava a spirale sia verso l'alto che verso il basso, e Alben accenn a guidarli verso l'alto, ma Ektor lo trattenne.
No, hanno invaso tutti i piani sopra di noi. Ascolta.
Un fragore di combattimenti misti a urla fluttuava lungo la scala.
I Vin Thalun alle nostre spalle andranno in alto, verso le porte aggiunse Ektor. Dovremmo scendere e raggiungere le mie camere. Non verranno da quella parte.
Alben annu e ripresero a correre verso il basso, i piedi che martellavano sulla pietra, mentre le torce dai loro sostegni proiettavano ombre tremolanti sulle pareti di pietra umida. Fidele e Alben impedirono a Maquin di ruzzolare gi per la scala, ma anche cos lui era fradicio di sudore e aveva il respiro affannoso quando infine raggiunsero la camera di Ektor.
La torcia ricord questi ad Alben, che si protese a sfilarne una da un supporto nel muro. Ektor gir una chiave nella serratura, spalanc la porta e li fece entrare richiudendo subito il battente e affrettandosi a sprangarlo. La sola luce nella stanza era quella della torcia di Alben, ma Ektor la us per accendere rapidamente alcune lanterne, prima di spegnerla in un secchio.
Non si  mai abbastanza cauti spieg, accennando alla sua camera. Fidele ricord allora il suo timore delle fiamme nude, con le migliaia di pergamene che teneva in quella stanza.
Non pareva essere cambiata dall'ultima volta che lei l'aveva vista. La prima met pareva un campo di battaglia, con le sedie rovesciate, le coltri del letto sparse sul pavimento, vassoi di cibo consumato a met lasciati a marcire. Al di l di quella devastazione c'era la biblioteca, una grande parete curva in pietra in cui erano state ricavate migliaia di nicchie.
Aiut Maquin ad avanzare nella camera, e lui croll su un lungo tavolo, rotolando supino con un gemito.
Ektor emise uno strillo e tent di issarlo in piedi in modo tutt'altro che gentile.
Ektor,  ferito intervenne Fidele, e qualcosa nel suo tono indusse Ektor a fermarsi. Guard Maquin, vide la ferita al basso ventre. Le mie mappe protest poi. Le sta schiacciando. E comunque star pi comodo sul mio letto.
Fidele e Alben aiutarono Maquin a adagiarsi su un enorme letto sistemato su un lato della camera, poi Alben si diresse alla porta e vi premette contro un orecchio, per cogliere qualsiasi suono che potesse provenire dai Vin Thalun.
Devi smetterla di salvarmi la pelle disse Maquin a Fidele, a denti stretti per il dolore. In questo modo non riuscir mai a sdebitarmi con te.
Tu mi hai salvata da qualcosa di peggio della morte. Da un inferno vivente. Non importa quante volte io ti possa salvare da un coltello diretto al cuore, tu non sarai mai indebitato con me.
Allora devi imparare a tenerti alla larga dal ferro affilato.
Lui accenn a sorridere, ma il sorriso si trasform in una smorfia di dolore.
Zitti sibil Alben, e tutti si immobilizzarono.
Trascorsero forse un centinaio di istanti, poi Alben si gir vero di loro.
Si sentivano dei passi sulla scala, ma non sono venuti da questa parte.
Come hanno fatto a scalare le vostre mura? chiese Fidele.
Alben scroll le spalle. Non era mai stato fatto prima. Siamo molto in alto rispetto alla baia.
E adesso che si fa? insistette lei.
Aspettiamo rispose Ektor.
Cosa, che i Vin Thalun espugnino la torre? ribatt lei.
Cosa suggeriresti di fare? scatt Ektor. Senza offesa, ma tu non sei esattamente una guerriera. Il tuo amico, d'altro canto, sembra un tipo capace di aprirsi un varco fino all'Oltremondo, se decidesse di farlo. A giudicare dal modo in cui Ektor sogghign nel pronunciare quelle parole, esse non suonarono come un complimento. Per  ferito, e incapace di stare in piedi senza aiuto, tanto meno di combattere. Poi c' il maestro d'armi pi anziano delle Terre dell'Esilio. Alben si accigli. E ci sono io. Ektor fece un sorriso di auto-deprecazione. Non siamo certo la pi grande banda di eroi mai radunata.
Non ha tutti i torti borbott Maquin.
Fidele ci pens su. Lanciarsi alla cieca in una situazione ignota sarebbe da stolti. Tuttavia, il pensiero dei Vin Thalun l fuori, che stavano forse occupando la torre e aprendo le sue porte a Lykos, era reso ancor pi terrificante dal non sapere.
Mi taglier la gola prima di permettergli di toccarmi ancora. Si ritrov a camminare avanti e indietro per la camera, in cerca di una distrazione. Ektor stava riordinando il tavolo con un'espressione preoccupata sul volto. Pare pi preoccupato per le sue mappe che per il fatto che potremmo essere sopraffatti dagli invasori.
Ricordo di averle studiate insieme a lui... Quanto tempo fa  successo? Un anno? Due?
Aveva trascorso una lunga giornata in questa camera con Ektor, ascoltando le sue ricche nozioni di storia delle Terre dell'Esilio e cercando di fare chiarezza su indizi presenti negli antichi scritti dei giganti. Era rimasta sconvolta da quello che avevano scoperto: voci riguardanti la leggenda secondo cui i Ben-Elim e i Kadoshim si aggiravano sulla terra avvolti in corpi di carne e di sangue. C'era stato anche un riferimento al fatto che il consigliere del sommo re fosse lui stesso un Kadoshim, un servitore di Asroth, ma l'interrogativo era stato di quale sommo re si trattasse. Aquilus o Nathair? Meical o Calidus? Credo di saperlo, a giudicare dall'alleanza di Lykos con Calidus.
Hai mai trovato la riposta? chiese a Ektor.
Non proprio rispose lui, piano, come se stesse proteggendo un grande segreto. Per ho ristretto il campo a due conclusioni.
Anch'io sussurr Fidele.
Ektor annu con un sorriso. Sai, dimostri davvero un notevole potenziale.
Grazie mormor lei.
Dei passi sibil Alben sguainando la spada. Fidele estrasse il coltello dal fodero. Il chiavistello si sollev, tintinn come se qualcuno stesse cercando di aprire la porta, poi un pugno cal sullo spesso legno di quercia, sollevano volute di polvere dai cardini. Fidele sent un nodo di timore agitarsi dentro di lei e serr con forza maggiore il coltello.
Ektor, grid una voce sei l dentro, razza di verme dalla faccia pallida?
Il cuore di Fidele si rilass. Soltanto un parente stretto pu essere cos offensivo in termini tanto personali.
Alben tir il chiavistello e apr il battente, rivelando la mole di Krelis in piedi sulla soglia, con una dozzina di guerrieri alle sue spalle.
Ektor venne avanti e fiss il fratello con occhi roventi. Ce ne hai messo di tempo.
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FINE Parte 2.